Domenica In, Venier 'rimprovera' Bruganelli: "Pure troppo". E il matrimonio di Sgarbi: "Ecco perché sposo Sabrina"

Nella puntata del 16 novembre, Bruganelli racconta il suo privato con Bonolis e Sgarbi commenta la scelta della figlia Evelina: cosa è successo

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

Nella nuova puntata di Domenica In, condotta da Mara Venier il 16 novembre 2025, su Rai 1, sono tanti gli ospiti in studio, a partire da Sonia Bruganelli che presenta il suo libro autobiografico, passando per Vittorio Sgarbi, pronto per il matrimonio con la compagna Sabrina Colle, e concludendo con l’ex modella Valeria Mazza e il compositore Giovanni Allevi. Ecco cosa è successo nella puntata del 16 novembre di Domenica In.

Domenica In, puntata 16 novembre 2025: cosa è successo

La puntata parte dall’intervista a Sonia Bruganelli, in studio per presentare il suo libro autobiografico Solo quello che rimane. L’ospite esordisce dicendo "Fammi fare un bel respiro, perché portare la mia vita…non avevo previsto il passaggio di doverlo poi raccontare. Più passano le presentazioni nelle librerie e più mi viene l’ansia, e infatti è il motivo per cui, a parte da te e in un altro programma, non vado da nessuna parte. Faccio fatica".

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Ma cosa ha scritto nel libro? E’ Sonia Bruganelli a raccontarlo: "Parlo di una donna che nasce bambina, adolescente, ragazza e poi diventa madre e moglie. Non è nato per una necessità, ho voluto provare a dare ai miei figli una versione di me che fosse la mia. Io avevo dei ragazzi che stavano crescendo e non l’avevo messo in conto nel passaggio dal dietro al davanti la telecamera nel ruolo di opinionista graffiante e provocatrice. I miei ragazzi si relazionavano al circostante anche in funzione di quello che la mamma veicolava. Volevo che a raccontare chi fosse la madre, fosse la mamma e non commenti e pettegolezzi. Io potevo ignorare per me certe situazioni, ma era giusto che in qualche modo loro avessero qualcuno che li aiutasse".

Dopo aver visto un filmato che racchiude tutta la sua vita, Bruganelli commenta: "Posso dire una cosa? Però non vale, tu sei avvantaggiata, perché il tuo autore ha vissuto 20 anni insieme a noi e quindi sapete delle cose che non tutti sanno". Mara Venier chiede: "Cos’è che non volevi si sapesse?", ma l’ospite chiarisce: "No, nulla, mi emoziono perché mi rivedo ragazza e rivedo quel periodo, visualizzando chi mi stava accanto. C’è una cosa che mi commuove, un po’ mi imbarazza, perché mi viene da tremare, dovendo ancora risolvere il fatto di mostrarmi così (fragile, ndr): mi commuove quando vedo Silvia piccola, perché non ho foto di lei di quando era bambina, in quanto cercavo di tutelarmi. C’è stato un giorno che Silvia, mentre le mettevo il tutore, mi ha chiesto: ‘Perché piangi?’. Mi stava dicendo: ‘Qual è il tuo problema?’, perché effettivamente era un mio problema. Ovviamente continuano il pensiero, l’ansia e la preoccupazione di quello che sarà, tutto questo è rimasto. Il problema di noi genitori è il ‘quando non ci saremo più noi’, però ci sono tutti i fratelli. Tornando al tutore, ho analizzato quanto successo dopo. In quella circostanza lei mi ha guardata preoccupata, ma in realtà stava andando con me a fare una cosa bella".

Poi racconta dell’interruzione di gravidanza "voluta più da Paolo Bonolis" che da lei: "Sì ma nessuno mi ha obbligata. Avevo molti anni di meno, non era una situazione che avevamo messo in preventivo. E’ successo, e poi si fanno i conti. Io l’ho spiegato, l’ho voluto realizzare così nella mia testa: il nostro rapporto era troppo giovane per poter accettare una scelta che era più sentita da una persona che dall’altra. Io mi sono sempre immaginata mamma, l’unica certezza che ancora oggi mi dà la mia identità è essere madre. Io sapevo che volevo esserlo, che sarei stata molto brava e che alla fine ce l’avrei fatta. Ho nascosto l’interruzione di gravidanza a mio padre, perché ho voluto dare a me e Paolo una seconda possibilità. Lo dico solo ora perché lui non c’è più, altrimenti non l’avrei detto. Credo che mio padre ne avrebbe sofferto, volevo evitare lo sguardo giudicante di lui, perché volevo che la nostra storia andasse avanti e che con Paolo avrei costruito una famiglia prima o poi. Io ho fatto anche cose brutte, in vacanza pativo la presenza dei suoi figli. Non sono stata una compagna così matura da gestirla bene, non ne ero in grado. Ora ho un buon rapporto con loro, perché, quando sono diventata mamma, mi sono immedesimata nell’ex moglie di Paolo: al suo posto, avrei l’ansia di dire ‘Lei come li tratta?’. Io mi sono sentita un po’ in difficoltà perché io non sono stata vicino a loro. Avevano 9 e 12 anni, non avevano colpe".

"Quando hai capito che qualcosa stava cambiando con Bonolis?", chiede Mara Venier, e lei risponde: "Lo abbiamo capito insieme. I ragazzi crescevano e anche lui, probabilmente, avrebbe ipotizzato una vita di coppia un po’ più esclusiva. Siamo molto diversi come educatori dei nostri figli: lui dice che ormai sono grandi e devono farcela da soli, io invece mi sono sempre giudicata non una madre come avrei dovuto essere. Ho fatto dei percorsi di analisi e ora voglio godermi i miei ragazzi". Venier la ‘rimprovera’: "Però hai sempre nascosto bene… Non parliamo degli ultimi anni dove hai detto tutto e pure troppo, perché il fatto che l’hai tradito potevi pure non dirlo" La Bruganelli ribatte: "Sì, quello adesso potresti non dirlo pure tu", e la Venier dice: "L’ho detto perché lo hai detto tu, ma perché l’hai fatto?".

La Bruganelli si dice pentita di aver svelato a tutti il tradimento: "Io sono stata molto generosa, perché a Belve mi è stato chiesto ‘Chi ha tradito di più tra te e Paolo?’ e io non so quanto mi abbia tradita lui". E Venier commenta: "Se l’ha fatto, non l’ha detto, come fanno tutti gli uomini". Dopo la conferma della Bruganelli, prosegue il suo racconto: "Io ho semplicemente detto che, nel nostro rapporto di 27 anni, in quell’impeto, perché il programma di quel programma è che ti fare dire le cose, è capitato, ma poi siamo andati avanti, abbiamo avuto un’altra figlia… è una cosa vecchia. Vedi perché ho scritto il libro? Perché poi viene strumentalizzato tutto. Ma sì, ho fatto una grande cavolata a dirlo". E aggiunge: "Forse la separazione da Paolo si è verificata anche perché avevo bisogno di essere in un certo modo. La nostra storia, nel corso degli anni, ci aveva portato ad essere molto diversi. Oggi, siamo un padre e una madre molto migliori".

Della morte improvvisa del padre, Bruganelli dice: "Se mio padre fosse qui, forse non ci sarebbe quel libro e tante altre cose, sarebbe tutto diverso. Questo dolore mi ha cambiata completamente". I due momenti più dolorosi della sua vita? L’ospite ammette: "Quando ho scoperto la malattia di mia figlia Silvia e la morte di mio padre. Io e mio figlio Davide abbiamo spesso condiviso il letto nei momenti di fragilità reciproca, siamo diventati come due parti dei Ringo dopo la perdita. Lui è un camaleonte. È più simile al padre di quello che pensa, perché è capace di difendere il ‘bianco’ e poi di difendere il ‘nero’ con una velocità celebrale enorme. Però crede poco in se stesso, a volte esagera e fa danni. Deve avere fiducia in se stesso. Il confronto con il padre Paolo non deve esserci. Paolo è rigido, severo come genitore. Prima ti dice ‘questa cosa non la devi fare’ e poi ti manda da mamma, che deve risolvere".

Dopo aver parlato del rapporto con l’attuale compagno, Angelo Madonia, incontrato grazie alla versione spagnola di Ballando, si commuove vedendo le immagini dei suoi figli: "Vorrei rifare una sola cosa. Vorrei ricominciare dall’inizio il mio essere madre, vorrei avere un’opportunità diversa, partire normalmente. Credo che sarei una madre meravigliosa". Infine, Mara Venier le chiede: "Qual è stato il giorno più felice della tua vita?", e lei spiega: "Non lo so, secondo me sta per arrivare".

Vittorio Sgarbi a Domenica In

Vittorio Sgarbi presenta il suo nuovo libro, senza soffermarsi troppo sulle polemiche nate dalla scelta della figlia Evelina di chiedere un amministratore di sostegno per il padre. L’ospite comincia l’intervista dal contenuto della sua ultima opera: "La montagna è il lungo percorso dell’arte verso qualcosa che abbiamo dentro, verso la parte più profonda della nostra sensibilità". Che importanza ha questo libro, dedicato ai tuoi genitori, in questo momento della tua vita? "Il discorso della montagna ha un valore filosofico e spirituale. Io andavo in montagna con mio padre e da lì ho cominciato ad avere con la montagna un rapporto diverso e con la sensibilità che veniva da mio padre", risponde Sgarbi.

Poi il matrimonio con la compagna Sabrina Colle. Perché proprio a Venezia? "Venezia è un luogo della memoria, un luogo dell’esistenza felice per me. È giusto dare una parte della mia sensibilità ed esistenza, a chi mi è stato così vicino, mi ha assistito e mi ha dato forza nella difficoltà della vita quotidiana. Il tempo non cambia lo spirito delle persone, ad un certo punto esiste la convinzione che alcuni valori sono comuni e vanno condivisi fino in fondo. La sua ironia e il suo divertimento alle mie battute sono una forma di intelligenza, che ha trovato oggi consolazione e rassicurazione rispetto alla provocazione. Finisce lo stupore e rimane l’amore".

"Come hai vissuto la polemica e quello che è successo con tua figlia Evelina?", domanda poi la conduttrice, riferendosi alla battaglia legale da lei intrapresa per chiedere un amministratore di sostegno per il padre. Il critico d’arte sottolinea: "Poteva tranquillamente venire e non l’ha fatto, è stata lei ad agire così". Per quanto riguarda l’archiviazione dell’accusa di contraffazione e autoriciclaggio per il dipinto di Manetti, Sgarbi si limita a dire: "È una buona notizia, un po’ mi ha fatto soffrire".

Domenica In, puntata 16 novembre: Valeria Mazza e Giovanni Allevi da Mara Venier

Valeria Mazza si presenta a Domenica In dopo anni di assenza dalla televisione e svela che la famiglia è sempre stata la sua priorità, ma che "ora che i figli sono più grandi" le "piacerebbe fare un programma in Italia". Poi dice che la sua grande opportunità di fare televisione arriva grazie a Pippo Baudo nel Sanremo 1996, anche se inizialmente non era interessata alla proposta: "Quando Pippo Baudo mi ha chiamata nemmeno sapevo cosa fosse Sanremo, al tempo della riunione non mi interessava minimamente fare televisione".

E aggiunge che per Sanremo aveva chiesto a Gianni Versace di vestirla di nuovo: "Alla prova della prima serata, quando mi sono presentata con un abito corto, mi hanno detto che il Festival si doveva fare con un abito lungo. Io gli ho risposto che Gianni mi aveva detto di iniziare con quel vestito. Ho chiamato direttamente lo stilista, riferendogli le parole della produzione, ma lui ha insistito per l’abito corto e alla fine è stato un successo. Da lì ho capito che la televisione mi divertiva, mi ha dato la possibilità di far vedere veramente chi sono, come sono". Di Fabrizio Frizzi, invece, dice: "Era un grande professionista e una persona molto affettuosa. Io non ero una professionista, quindi insieme a lui giocavo, scherzavo. E lui stava al gioco, ci divertivamo tantissimo. Davvero una persona speciale".

Il compositore Giovanni Allevi entra nel salotto di Mara Venier e racconta la sua malattia, ovvero un mieloma multiplo che combatte da più di 3 anni: "Il corpo è sofferente, ho mal di schiena e tremore, ma la mia anima è sfavillante. Stavo facendo un concerto a Vienna, sentivo un dolore terribile. La diagnosi è stata tumore midollo osseo, mieloma multiplo a uno stadio avanzato". Poi dice che la malattia lo ha cambiato: "Considero il dolore il mio grande maestro e non una punizione. Mi ha insegnato a vivere il presente, il mio futuro non può spingersi troppo in là secondo le statistiche, ma io non credo alle statistiche. Il mio domani diventa un presente allargato, che io voglio vivere il più intensamente possibile, stando qui con te, con il pubblico; un presente dove ogni alba è una promessa e ogni tramonto è un arrivederci". Infine, Allevi spiega da dove arriva la sua forza nell’affrontare questo male: "Arriva dalla stanza dell’accettazione dell’Istituto dei tumori di Milano. Io lì incontro i guerrieri, che sono gli altri pazienti, li considero eroi gentili che devono combattere. Quando una persona passa attraverso il dolore ma riesce a mantenere il sorriso, diventa un’anima che vibra a frequenze superiori. Sono esempi di vita autentica. Da questo mondo qui ricevo la forza".


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