10 curiosità su Il diavolo veste Prada: chi è il vero cattivo, Miranda o Nate?

A vent'anni di distanza, il cast originale si riunisce per Il Diavolo Veste Prada 2: riscopriamo dieci curiosità sul film originale

Marco Lucio Papaleo

Marco Lucio Papaleo

Content Editor

Per vivere (in ogni senso) scrivo e descrivo: mi interessa molto il contenuto, ma spesso resto affascinato dall'utilizzo del contenitore. Amo Tetris e le narrazioni interattive.

Dieci curiosità su Il diavolo veste Prada: chi è il vero cattivo, Miranda o Nate?

Era il 2006 quando Miranda Priestly (magistralmente interpretata da Meryl Streep) spiegava al mondo che il maglioncino indossato da Anne Hathaway non era "semplicemente blu, ma ceruleo", dando inizio a un fenomeno culturale senza precedenti. Oggi, quel mondo fatto di scadenze impossibili e considerazioni al vetriolo sta per riaprire i battenti. Il Diavolo Veste Prada 2 arriverà nelle sale italiane il 29 aprile, riunendo lo storico quartetto composto da Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci. Sotto la regia di David Frankel e la sceneggiatura di Aline Brosh McKenna, il sequel promette di esplorare l’evoluzione dell’editoria di moda in un’epoca dominata dal digitale. Per prepararci al ritorno di Miranda ed Andy, ecco dieci curiosità che forse non sapevate sul primo, indimenticabile capitolo.

Meryl Streep e il rischio di "perdere" Miranda

Sembra impossibile oggi, ma inizialmente Meryl Streep fu tentata di rifiutare la parte. L’offerta iniziale dei produttori era considerata dall’attrice leggermente offensiva, non all’altezza del suo valore professionale. Solo dopo che la produzione raddoppiò il compenso, la Streep accettò, portando sul set quell’aura di terrore calmo che ha reso Miranda Priestly leggendaria.

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La voce sussurrata: il valore aggiunto di una grande interprete

Molti si aspettavano che Miranda urlasse costantemente. Fu un’intuizione di Meryl Streep quella di recitare quasi sempre con un tono di voce basso e sussurrato. L’attrice si ispirò a Clint Eastwood, notando che quando lui parlava sottovoce, tutti nella stanza dovevano fare uno sforzo enorme per ascoltarlo, conferendogli un potere assoluto e a suo modo terrificante.

Anne Hathaway non era la prima scelta

Nonostante oggi sia difficile immaginare un’altra Andy Sachs, Anne Hathaway era solo la nona scelta della produzione. Il ruolo era stato offerto ripetutamente a Rachel McAdams, che però rifiutò più volte perché voleva allontanarsi dai film "commerciali" (proposito, oltretutto, fallito negli anni seguenti). La Hathaway, invece, desiderava così tanto la parte da scrivere "Assumimi" nella sabbia di un giardino zen nell’ufficio di un produttore.

Il debutto stellare di Emily Blunt

Emily Blunt non era particolarmente conosciuta prima di questo film, ma riuscì a prevalere su tutte le rivali alle audizioni. Per il ruolo di Emily Charlton, l’attrice decise di mantenere il suo accento britannico e di interpretare il personaggio come se fosse costantemente sull’orlo di un esaurimento nervoso a causa della fame. La sua performance fu così convincente da rubare spesso la scena, lanciando definitivamente la sua carriera a Hollywood.

Il vero villain? La teoria su Nate

Negli ultimi anni, una fan theory è diventata virale sul web, cambiando la percezione del film: il vero personaggio negativo non sarebbe Miranda, ma Nate, il fidanzato di Andy interpretato da Adrian Grenier. Secondo questa teoria, Nate è un partner tossico che non supporta le ambizioni della compagna, deridendola per i suoi successi e facendola sentire in colpa perché non è presente al suo compleanno a causa di un impegno lavorativo cruciale. Mentre Miranda è onesta nella sua durezza professionale, Nate ostacolerebbe attivamente la crescita personale di Andy con il suo atteggiamento passivo-aggressivo: è vero, Andy durante la loro relazione cambia e per lui è traumatico, ma invece di parlarne in maniera aperta e costruttiva, aumenta le frizioni.

Costumi da record (e un budget sforato)

La costumista Patricia Field ebbe a disposizione un budget di circa 100.000 dollari, ma i vestiti utilizzati nel film valevano complessivamente oltre un milione di dollari. Molti stilisti, inizialmente timorosi di irritare la vera Anna Wintour, decisero comunque di prestare i loro capi, rendendo il film uno dei più costosi di sempre sotto il profilo del guardaroba grazie a prestiti di altissimo livello.

L’ispirazione per Nigel

Stanley Tucci ha dato vita a Nigel con un’eleganza rara, ma il personaggio è ispirato a diverse figure reali della moda. Molti rivedono in lui André Leon Talley, storico braccio destro di Anna Wintour a Vogue. Tucci accettò il ruolo solo tre giorni prima dell’inizio delle riprese, portando un calore umano che ha bilanciato perfettamente il cinismo degli uffici di Runway.

L’incontro con Anna Wintour

Anna Wintour, la storica direttrice di Vogue a cui si ispira il personaggio di Miranda, dimostrò un insospettabile senso dell’umorismo. Alla prima del film a New York, si presentò vestita interamente in Prada. Nonostante il libro di Lauren Weisberger fosse una critica velata al suo modo di lavorare, la Wintour dichiarò di aver trovato il film molto divertente.

La scena del ceruleo non era nel libro

Il celebre monologo di Miranda sul maglioncino ceruleo, che spiega come le decisioni dell’alta moda influenzino il mercato di massa, non è presente nel romanzo originale. È stato scritto appositamente per il film dalla sceneggiatrice Aline Brosh McKenna per dare profondità intellettuale al personaggio di Miranda e umiliare costruttivamente l’atteggiamento snob di Andy verso la moda.

Un sequel che riunisce tutti

Il nuovo film, in arrivo il 29 aprile 2026, non è solo un seguito, ma una vera operazione nostalgia che introduce nuovi volti come Kenneth Branagh, Simone Ashley e Lucy Liu. Anche personaggi minori ma amati come Lily (Tracie Thoms) e Irv (Tibor Feldman) riprenderanno i loro ruoli, garantendo una continuità narrativa perfetta con il fenomeno del 2006.


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