Denzel Washington e il record condiviso con Meryl Streep e Jack Nicholson: questo film del 2006 aveva già previsto tutto
In Deja Vu il tempo si apre, si chiude, ritorna. La carriera di Washington segue un movimento simile: un flusso continuo che lo eleva nell'Olimpo assoluto del cinema

Il thriller del 2006 Deja Vu – Corsa contro il tempo gioca con il tempo come se fosse un materiale da modellare, un nastro che si può riavvolgere e piegare. E mentre lo fa, emerge un pensiero quasi inevitabile: il vero paradosso temporale, più che nella trama, sta nella carriera di Denzel Washington. Un attore che attraversa le epoche come se avesse trovato un modo tutto suo per restare sempre attuale.
Il record condiviso da tre leggende del cinema
Hollywood ha visto attori longevi, certo. Ma la categoria degli "immortali" è minuscola. Dentro ci stanno solo tre nomi: Meryl Streep, Jack Nicholson e appunto Denzel Washington. Cosa li accomuna? Sono gli unici ad aver collezionato almeno una candidatura agli Oscar in cinque decenni diversi (Streep dagli anni ’70 ai 2010, Nicholson dagli anni ’60 ai 2000): un record che sembra quasi impossibile da pensare, se pensiamo a quanto velocemente cambiano il cinema e i suoi protagonisti, ma che può ancora essere migliorato in particolare da Washington, il più giovane dei tre.
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Entra nel canale WhatsAppCinque decenni, cinque capitoli di una carriera irripetibile
Negli anni ’80 arriva la prima candidatura con Grido di libertà (1988). Negli anni ’90 Denzel si prende la scena: il primo Oscar con Glory – Uomini di gloria (1990), quindi un’altra candidatura con Malcolm X (1993). Negli anni 2000 un’altra doppietta: candidatura per Hurricane – Il grido dell’innocenza (2000) e statuetta per Training Day (2002). Negli anni 2010 è sempre presente con Flight (2013), Barriere (2017, doppia candidatura come attore e produttore per il miglior film) ed End of Justice – Nessuno è innocente (2018). Infine Macbeth (2022) a rappresentare gli anni 2020. Cinque decenni, un filo continuo.
Una carriera che attraversa generi, mode e stagioni
Ogni fase del suo percorso racconta un’idea diversa di cinema americano. Dal dramma politico degli anni ’80 al crime urbano dei 2000, fino ai ritratti più intimi e teatrali dell’ultimo periodo. Washington mantiene una presenza costante, una temperatura emotiva alta ma controllata. Le sue scelte professionali seguono una logica personale: ruoli quasi sempre "buoni" che vivono di carattere, di sguardi, di dettagli, più che di trasformazioni radicali o mode passeggere. Preferisce storie che si reggono sulle spalle del personaggio che interpreta, senza l’ombrello di saghe o universi narrativi.
In Deja Vu il tempo corre, scappa, si nasconde, mentre nella carriera di Denzel sembra muoversi con un altro ritmo. Ogni decennio gli mette davanti un ruolo chiave e lui lo accoglie con il carisma di chi sa esattamente qual è il suo posto nel mondo del cinema. Così, mentre il film si diverte a piegare le linee temporali (a patto di concedergli un po’ di sospensione dell’incredulità… stiamo pur sempre parlando del 2006), lo spettatore si ritrova a guardare Denzel Washington e a rendersi conto che la vera costante, in mezzo a tutti quei flashback, è la presenza di un attore che attraversa cinque decenni di Oscar come se niente fosse.