Delitto di Via Poma, l'inchiesta svolta, il TG1: "DNA leggibile di un uomo sul reggiseno". Otto sospettati, la richiesta della famiglia
A distanza di 36 anni dal delitto di via Poma può esserci una svolta imprevista. Come rivelato dal Tg1, trovato sul reggiseno di Simonetta Cesaroni il DNA di un uomo, confronti in corso

Si avvicina una data che non può essere come tutte le altre per i familiari di Simonetta Cesaroni. Domani, 7 agosto 2026, saranno infatti trascorsi 36 anni da quello che è stato definito il delitto di Via Poma, in riferimento al luogo di Roma in cui si trova lo stabile in cui è stata uccisa a coltellate e dove aveva sede l’ufficio in cui lavorava.
Nonostante il trascorrere del tempo, sono ancora tanti i misteri attorno a questo caso, anche se proprio in questi ultimi giorni si sta provando a fare chiarezza analizzando elementi che prima non erano stati opportunamente considerati, ma che ora potrebbero permetterci di individuare il killer.
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Entra nel canale WhatsAppDelitto di via Poma, la rivelazione del Tg1: test del DNA per un confronto importante
La Procura di Roma sta lavorando alacremente per tentare di trovare chi ha ucciso Simonetta Cesaroni, vittima del delitto di via Poma ormai 36 anni fa. A confermarlo è una lista di otto persone, che risultano comunque finora non indagate, tra le 15 che sono state sottoposte al test del DNA in questi ultimi giorni, come rivelato dal Tg1 nell’edizione del 6 agosto 2026. Si tratta di cinque donne e tre uomini, a cui è stato prelevato il materiale genetico attraverso bicchieri di plastica che loro stessi avevano utilizzato, così da paragonarlo ad alcuni dei reperti legati all’omicidio, che potrebbero avere rilevanza a fini investigativi.
Il profilo di queste persone è stato già confrontato con la traccia ritrovata su corpetto e reggiseno della vittima.
La famiglia non nasconde di nutrire grande speranza, l’auspicio è che questi accertamenti possano portare a una svolta attesa a lungo ma mai arrivata, come evidenziato da uno dei consulenti dei parenti della giovane uccisa: "Non c’è solo il suo sangue, ma ce n’è anche un altro – sono le parole di Igor Patruno al Tg1 -. Questo appartiene sicuramente a un uomo, al momento non ha un nome, ma il suo DNA c’è ed è leggibile, è possibile confrontarlo con quello di altre persone".
Le otto persone prese recentemente in considerazione appartengono quasi tutte alla cerchia lavorativa di Simonetta Cesaroni, l’esito degli esami a cui sono state sottoposte ha dato esito negativo. Ora si attendono però i risultati che possono arrivare dai test su altre sette persone, la famiglia ha chiesto che questi nuovi esami possano essere effettuati attraverso un prelievo tramite tampone, ritenendo che questo modo di agire possa dare effetti più solidi rispetto a quanto possa avvenire prendendo il materiale da un bicchiere da loro utilizzato.
L’inchiesta per omicidio è comunque ancora aperta presso la Procura di Roma, dopo che nel 2024 era stato il GIP a rigettare la richiesta di archiviazione che era arrivata da parte della Procura. Il fascicolo risulta essere ancora aperto contro ignoti, non è escluso però che questi accertamenti possano portare a un cambiamento anche da questo punto di vista.