Garlasco, la telefonata ‘segreta’ di Stasi alla madre e il mistero delle prove disperse: le ultime news dalla tv

Nella puntata di ieri di Quarta Repubblica si è tornati a parlare dell’omicidio di Chiara Poggi e degli ultimi sviluppi delle indagini: spunta una chiamata

Pietro Guerrini

Pietro Guerrini

Content editor

Laurea in Lettere, smania di viaggi e passione per i cartoni (della pizza e della Pixar).

Nicola Porro è tornato al timone di Quarta Repubblica e la nuova edizione del talk show di Rete 4, ovviamente, non poteva che ripartire dal delitto di Garlasco. Dopo la riapertura del caso. Infatti, l’omicidio di Chiara Poggi continua a fare discutere e le nuove indagini tengono col fiato sospeso il mondo della cronaca. Nella puntata di ieri lunedì 1° settembre 2025 a Quarta Repubblica si è parlato non solo del ‘mistero’ delle prove nascoste o ignorate, ma anche di una chiamata che Alberto Stasi fece alla madre nel 2007. Scopriamo cos’è successo e tutti i dettagli.

Delitto di Garlasco, la telefonata di Alberto Stasi alla madre

"Ciao Rita sono Alberto, ti volevo chiedere: ma il cimitero è chiuso il lunedì o il venerdì?". Ieri a Quarta Repubblica – nel primo appuntamento stagionale del talk show condotto da Nicola Porro – si è tornati a parlare del delitto di Garlasco ed è stato diffuso l’audio di una telefonata di Alberto Stasi risalente al 2007 quando, a poco più di un mese dal delitto, il ragazzo chiese alla madre quando potersi recare al cimitero di Vigevano, in provincia di Pavia, per rendere visita alla tomba di Chiara Poggi. "E niente, ti volevo solo salutare" si sente proseguire Stasi nella chiamata: "Volevo fare un salto oggi ma non volevo portarmi dietro i giornalisti". "Hai fatto bene, Alberto. Ieri e oggi ci sono tanti giornalisti, forse ti conviene aspettare ancora qualche giorno, sai" la risposta della madre Rita.

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Il mistero dell’impronta ‘scomparsa’ e l’affondo di Gianluca Zanella a Quarta Repubblica

Oltre alla telefonata inedita di Alberto Stasi risalente al 2007 ieri a Quarta Repubblica al centro del dibattito ci sono stati ovviamente i reperti della scena del crimine tanto discussi negli ultimi tempi tra impronte misteriose, doppi verbali non corrispondenti e sempre più dettagli inquietanti. "Non è vero che tutto è stato esaminato e tutto è stato mantenuto. Anzi. Le due prove, le uniche due prove che probabilmente nell’immediatezza avrebbero portato all’assassino, o agli assassini, sono andate o disperse o distrutte" ha denunciato il giornalista Gianluca Zanella, evidenziando alcune incongruenze emerse col tempo nei documenti delle prime indagini: "Sulla scena del delitto, se ne sta parlando in questi giorni, c’era anche l’impronta di una mano (…) il 17 agosto il Ris entra in quella casa, lo farà altre tre volte per fare le analisi, e la foto non entra nella relazione dei Ris (…) Ma c’è una cosa ancora più inquietante perché se si guarda bene la foto, nel sangue ci sono dei capelli. Quei capelli saranno repertati dal Ris, ma non si dice esattamente da dove sono stati presi". "Questa cosa può dare degli elementi fortissimi agli elementi di Stasi per un’eventuale revisione" ha concluso Zanella, mentre in questi giorni la Procura di Pavia valuta la riesumazione del corpo di Chiara Poggi per fare ulteriore chiarezza.


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