Garlasco, l’avvocato di Sempio si sfoga in Tv: “Noi non sappiamo niente". Riesplode la polemica sull'alibi dello scontrino

Nella puntata del 19 settembre si parla del delitto di Garlasco, della posizione di Stasi, della BPA e di Sempio, ma non mancano momenti più accesi: cosa è successo

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

Nella puntata del 19 settembre 2025 di Quarto Grado, in onda in prima serata su Rete 4, Gianluigi Nuzzi torna a parlare del delitto di Garlasco a partire dall’impronta della presunta mano insanguinata sulla scena del crimine, passando per la BPA e la nuova relazione che potrebbe riscrivere l’intera dinamica dell’omicidio, e concludendo poi il blocco con l’intervista alla madre di Andrea Sempio – in studio è presente il suo legale Angela Taccia – e il caso dello scontrino. Ecco cosa è successo durante la puntata di Quarto Grado ieri.

Delitto Garlasco a Quarto Grado, puntata 19 settembre 2025: cosa è successo

La puntata di Quarto Grado comincia dall’impronta numero 5, quella della presunta mano insanguinata: il conduttore lancia un servizio in cui viene mostrata una ricostruzione riguardante, appunto, tale elemento. Di chi è la mano e in che posizione si trovava l’assassino? E in studio tante sono le opinioni contrastanti, ma prima di sentirle, Gianluigi Nuzzi si sofferma sulla consulenza che potrebbe riscrivere l’intera dinamica del delitto di Garlasco e sulla possibile presenza di un complice nella casa di Chiara Poggi la mattina del 13 agosto 2007. La prima a commentare questa relazione di ben 300 pagine è la giornalista Grazia Longo, che svela quanto a lei rivelato da fonti terze: "Nella relazione non c’è scritto che si esclude la presenza di un complice, ma che tuttavia le uniche impronte di scarpe rinvenute sono quelle a pallini, quindi di una sola persona". Anche Carmelo Abbate interviene sull’argomento: "Io penso che il momento clou dell’omicidio sia opera di una sola persona".

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Il Generale Luciano Garofano, poi, non crede ci saranno risvolti eclatanti: "Non conosciamo la relazione, non sappiamo che tipo di documentazioni fotografica a biro è stata fatta. Sicuramente hanno fatto un ottimo lavoro, ma non credo che si possa discostare da quello che è già stato scritto da noi e da Testi. Mi dispiace dover sentire ancora Carmelo che fornisce certezze sulla base del nulla, perché quella non è un’impronta insanguinata. Io ho rimisurato col mio informatico le misure di quella mano e non ci sono assolutamente gli estremi né per giustificare che si sia formata in quel modo. Se c’era una mano e attorno si accumulava il sangue di Chiara, sotto le dita non ci sarebbe stato del sangue. Al contrario, un assassino ipotetico non avrebbe avuto una mano così tanto insanguinata perché il sangue si asciuga e dobbiamo considerare che la Poggi perdeva sangue dalla testa. Anche dall’immagine si vede che è una mano inesistente, è la diffusione del sangue di Chiara che si addensa in quell’area e si diffonde, ma non ha assolutamente le proporzioni e le dimensioni di un’impronta insanguinata".

La Dottoressa Carmen Pugliese, ex PM, invece si dice perplessa: "Nessuno conosce questa BPA, siamo ancora sui ‘se’. Il problema che invece bisogna affrontare è procedurale, perché se la BPA dei RIS di Cagliari esclude la presenza di più persone, l’attuale capo d’imputazione nei confronti di Andrea Sempio viene a cadere (perché non può essere in concorso con Stasi, ndr). Certo la dinamica potrebbe cambiare, ma non sarebbe automaticamente un’esclusione di Stasi, perché allora a Stasi dovrebbe essere fatto un processo di revisione, dovrebbe essere ammesso e diventare definitiva la sua innocenza. Dopodiché dovrebbe procedere nei confronti di Sempio, a carico del quale al momento non c’è assolutamente nulla".

A questo punto Angela Taccia, legale di Andrea Sempio, polemizza: "Noi non sappiamo niente, abbiamo appreso del deposito della BPA dai media come al solito, quindi è vero che proceduralmente è giusto così, lo dice il codice, ma appoggio la dottoressa Longo: fa un po’ sorridere il fatto che quando si tratta di una cosa contro il nostro assistito il segreto istruttorio cada inevitabilmente per il diritto di cronaca e quando invece c’è qualcosa che va a confermare le nostre tesi sostenute da mesi il segreto istruttorio sussiste. Dovrebbe sussistere su tutto, dovevano essere secretate un sacco di cose dall’inizio, o no?".

Il conduttore poi chiede a Umberto Brindani: "Se si dovesse riscrivere la sequenza dei fatti allungando l’azione criminale, come andrebbe a impattare su Alberto Stasi?". Il Direttore di Gente risponde: "Il punto è che stiamo discutendo del nulla, a meno che qualcuno abbia delle informazioni segrete. La mia aspettativa era che ci desse delle notizie sul numero degli assassini, ma non è detto che ciò avvenga. Cosa significa che è stata riscritta la dinamica dell’omicidio? Mi aspetto che venga riscritta la tempistica dell’omicidio, in modo che una volta per tutte l’incredibile numero di 23 minuti sia confermato o smentito, e che venga stabilito una volta per tutte l’orario della morte".

Il criminologo Massimo Picozzi invece parla della scena del crimine e del fatto che sembra opera di una sola persona e ne spiega il motivo: "Quella fotografia ci parla di un solo assassino perché è una scena del crimine disorganizzata. Che un’altra persona sia intervenuta senza sporcarsi le scarpe mi sembra del tutto improbabile. E’ una scena del crimine che ci parla di un discontrollo emotivo, passionale".

Il delitto di Garlasco, i genitori di Andrea Sempio a Quarto Grado e il dibattito sullo scontrino

Si torna a parlare dell’intervista ai genitori di Andrea Sempio, in particolare delle parole madre Daniela, e Carmelo Abbate commenta: "C’è qualcosa che non mi convince. Hanno tenuto uno scontrino perché siccome è stata uccisa un’amica del figlio, allora lo ‘teniamo perché non si sa mai’. Nel 2008, un anno dopo, finalmente ti chiamano i carabinieri, ti presenti in caserma con lo scontrino…". Ma Angela Taccia, avvocata di Sempio, lo ferma: "Non è andata così, sono mesi che lo ripetiamo". Abbate si scusa: "Scusate, mi correggo. Ti chiamano i carabinieri in caserma e ti senti male, cosa di cui nel verbale non c’è traccia, e poi vai a casa e prendi lo scontrino ma nemmeno di questo c’è traccia. Tu tieni lo scontrino e poi in quella occasione ai carabinieri non dici che eri in casa e c’era tuo padre con te?".

Quando quest’ultimo ricorda che la Taccia aveva detto che in realtà il padre di Sempio si trovava da un’altra parte quella mattina, l’avvocata spiega: "Ho detto mesi fa: ‘Se non se lo ricorda, probabilmente il padre poteva essere forse in garage a fare la salsa’". E poi parte un piccolo confronto tra la legale di Sempio e Abbate, che le chiede: "Taccia posso fare un’interpretazione maliziosa?", e l’avvocata risponde: "Sì, tanto lo fai sempre!" Ma il giornalista non ci sta e dice: "Sempre no. Io mi auguro che non venga fatto a Sempio quello che è stato fatto a Stasi". La Taccia ribatte: "Ma sei tu il primo che glielo sta facendo, Carmelo! Devi essere coerente". Il giornalista sembra quasi offendersi: "Va benissimo, non mi posso nemmeno fare le domande… Mi avete fatto perdere il senso…". Quindi la parola passa a Grazia Longo: "L’unico inciampo è quella discrepanza sul fatto se il padre c’era o non c’era, a me è parso di capire che aveva detto che il padre era andato in bagno". Poi Carmelo ricorda la domanda maliziosa: "Ma non è che dice che non ricorda se il padre era in casa perché non si sa mai che magari qualcuno l’ha visto fuori? Sarebbe terribile. Quello che mi chiedo è ‘ma se voi avete tenuto uno scontrino di una libreria a casa per un anno, è possibile che quando arrivi non dici che eri con tuo padre?’".

Nuzzi si scusa col pubblico e la dichiarazione (importante) della nonna di Sempio

A questo punto Gianluigi Nuzzi dà la parola all’inviata Martina, ma la sua voce e quella degli ospiti in studio si sovrappongono e non si comprende più nulla. Così il conduttore chiede scusa ai telespettatori dicendo "un attimo Martina, che non ti abbiamo sentito. Se ripartiamo… chiedo scusa anche a casa: ci siamo tutti un po’ sovrapposti".

Una volta ristabilito l’ordine in studio, con Nuzzi che sa bene come ottenerlo in breve tempo, Martina spiega: "Giuseppe Sempio non faceva la salsa dove abitavano nel 2007 perché era un condominio. Loro fanno molta salsa ad agosto ma non in quella settimana. Giuseppe Sempio dice che l’ha sempre fatta a casa della nonna, quindi Ernestina, che diventa importante perché è la casa dove abitano oggi i genitori e lo stesso Andrea da quanto è andato via dalla casa di Voghera". L’inviata poi aggiunge che quanto dichiarato al momento della Sit nel 2007 da Ernestina combacia perfettamente con la versione di Daniela Sempio: la nonna di Andrea dice che il nipote andava spesso a trovarla e che non era strano che quella mattina fosse andato da lei. Poi aggiunge di avergli chiesto di rimanere a pranzo, ma che il nipote avesse preferito tornare a casa. L’inviata Martina sottolinea inoltre che le due donne non avrebbero potuto mettersi d’accordo in quella occasione, perché il 6 ottobre la nonna di Sempio era stata chiamata intorno alle 18:50, mentre la madre dell’indagato era stata contattata a sorpresa sul posto di lavoro alle 20:25 per essere sentita dalle autorità, il tutto quando ancora non avevano avuto modo di sentirsi.

Subito dopo la linea passa allo studio e Umberto Brindani svela ciò che lo ha colpito del racconto di Daniela Ferrari: "Mi colpisce che lei racconti che dopo poco le 8 prende la macchina e va a Gambolò, che dista circa 13 km, e trova il negozio chiuso. Poi torna, dà la macchina al figlio che va a Vigevano e trova la libreria chiusa. Ma guarda che sono molto sfortunati questi Sempio (dice ironico a Angela Taccia, ndr)". Grazia Longo sottolinea: "Ma era Ferragosto!", e Brindani commenta: "Appunto, siamo nella settimana di Ferragosto, non sai che i negozi sono chiusi?" La giornalista però ricorda che "Non tutti sono chiusi, l’incertezza c’è secondo me". A Paolo Colonnello i genitori di Sempio sono sembrati particolarmente credibili. Carmelo Abbate però torna sull’argomento dello scontrino conservato, ma Paolo Reale rimembra che la madre di Andrea non è stata l’unica a compiere questo gesto a Garlasco e sbotta: "Questa è una delle tantissime suggestioni che continui a raccontare, dimenticando che altri hanno fatto la stessa cosa. E’ questo che non va bene! C’è una persona che è andata a portare materialmente un biglietto del treno". Nel frattempo la dottoressa Pugliese sembra agitarsi e il conduttore se ne accorge, ma lei spiega: "Scuoto la testa perché noto come stiamo processando le dichiarazioni di due genitori, le stiamo passando proprio alla lente di ingrandimento, come se lo scontrino o se il padre fosse in casa o meno, fossero elementi determinanti. Ma vogliamo comprendere che questi sono elementi di riscontro e che dobbiamo trovare prima degli elementi a carico di Sempio che lo collochino sulla scena del crimine?"


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