Delitto Garlasco in Tv, il nuovo Dna che può ribaltare le indagini. La stroncatura della criminologa

Spunta una nuova traccia biologica sul pollice destro di Chiara Poggi (che dovrebbe venire analizzata), ma Anna Vagli rimane cauta: “Non si può datare”

Pietro Guerrini

Pietro Guerrini

Content editor

Laurea in Lettere, smania di viaggi e passione per i cartoni (della pizza e della Pixar).

Nuovo colpo di scena nel delitto di Garlasco? La Procura di Pavia sta proseguendo le indagini dopo la riapertura del caso dell’omicidio di Chiara Poggi e, stando alle ultime notizie, nell’incidente probatorio sarebbe presente anche una nuova traccia di Dna destinata (forse) a ribaltare tutto. Nella mattinata di oggi martedì 2 settembre 2025, tuttavia, la criminologa Anna Vagli ha subito ridimensionato l’importanza della nuova traccia biologica. Scopriamo cos’è successo e tutti i dettagli.

Delitto di Garlasco, la telefonata di Alberto Stasi alla madre

Il delitto di Garlasco continua a fare discutere e, dopo la telefonata di Alberto Stasi alla madre diffusa ieri a Quarta Repubblica, il dibattito si fa sempre più acceso col proseguire delle indagini. Ad animarlo, questa volta, è una nuova traccia di Dna da cui sta ripartendo l’incidente probatorio. Un tampone effettuato nel 2007 sul pollice della mano destra di Chiara Poggi, infatti, aveva rivelato delle tracce biologiche riconducibili a un uomo, di cui però non fu possibile risalire all’identità con i mezzi tecnici dell’epoca (ma anche le operazioni del 2014 non diedero alcun riscontro). Esse non furono quindi attribuite a nessuno ma ora, dopo la riapertura del caso Garlasco, potrebbero rappresentare un colpo di scena, un nuovo Dna che verrà con ogni probabilità analizzato come parte dell’incidente probatorio.

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Intervenuta oggi martedì 2 settembre 2025 a Morning News, anche la criminologa Anna Vagli ha commentato la notizia del ‘nuovo’ Dna che fu ritrovato sul pollice destro di Chiara Poggi nella villetta di via Pascoli a Garlasco. Ospite in studio di Dario Maltese, infatti, Vagli ha però ridimensionato il tutto: "C’è anche un altro dato importante e che non si può trascurare: il Dna ci dice a chi appartiene, ma non quando è stato rilasciato, quindi non si può datare". Come spiegato dalla criminologa la traccia biologica potrebbe dunque non risalire a quel tragico 13 agosto del 2007: "Non si può non tenere in considerazione che Sempio frequentava Chiara Poggi e di conseguenza Chiara potrebbe essere entrato in contatto con quel tipo di Dna in qualsiasi momento, anche antecedente". Anche ammesso che il Dna possa essere attribuito ad Andrea Sempio, quindi, non ci sarebbero informazioni precise sul momento: "La difficoltà sta proprio nella contestualizzazione, nel dire ‘quel Dna è stato rilasciato nel momento della dinamica omicidiaria’".


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