Garlasco in Tv, il colpo mortale secondo l’autopsia: la pista dei killer e della doppia arma

Si continua a parlare dell’ipotesi dell’utilizzo di diverse armi del delitto e del coinvolgimento di più assassini: le ultime news sul caso Chiara Poggi

Pietro Guerrini

Pietro Guerrini

Content editor

Laurea in Lettere, smania di viaggi e passione per i cartoni (della pizza e della Pixar).

Il delitto di Garlasco continua a essere sulla bocca di tutti, oggetti di dibattito in tv e non solo. A fare discutere, nelle ultime settimane, è soprattutto l’ipotesi del ‘doppio killer’ legata al coinvolgimento di più assassini, che ha preso quota anche considerato il probabile utilizzo di diverse armi del delitto. Mentre a Brescia prosegue la maxi-inchiesta sul caso corruzione e sul ‘sistema Pavia’, dunque, l’omicidio di Chiara Poggi rimane ancora avvolto nel mistero. Scopriamo cosa sta succedendo e tutti i dettagli.

Delitto di Garlasco, l’ipotesi nata dall’autopsia: perché

Il delitto di Garlasco continua a essere un tema caldissimo e – come detto – sopratutto negli ultimi giorni si è tornati a parlare della pista del ‘doppio killer’. In attesa dei risultati della nuova Bpa e dei nuovi accertamenti, l’ipotesi sui due o più assassini coinvolti nell’omicidio di Chiara Poggi sta prendendo quota anche e soprattutto dopo le analisi sul corpo della vittima. Come evidenziato dall’autopsia, infatti, Chiara sarebbe stata colpita più volte in diverse parti del corpo, probabilmente con oggetti diversi. Sul colpo mortale ci sarebbero pochi dubbi: "Colpisce la regione parieto-occipitale sinistra" ha spiegato anche il professor Fineschi, ospite di Massimo Giletti nell’ultima puntata de Lo Stato delle Cose, in onda su Rai 3. Parlando proprio dell’autopsia, l’esperto ha sottolineato come il corpo di Chiara presentasse ferite differenti, dagli ormai famosi tagli sulle palpebre fino a una "lesione ovalare" sopra l’orecchio sinistro e a una lesione sulla gamba.

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La pista dei killer e le armi del delitto

Per quanto riguarda il colpo mortale (in grado di fratturare il cranio della vittima) per anni si è parlato di un martello, una mazza e più recentemente del portavasi in ferro di casa Poggi, ma l’arma del delitto non è mai stata identificata. La struttura diversa delle varie ferite, però, farebbe pensare a un accanimento prolungato e all’utilizzo di varie armi, forse anche delle forbici o un attizzatoio da camino. Inutile dire che questo scenario – come sottolineato anche dal professor Giuseppe Fortuni, intervistato da Federica Panicucci a Mattino Cinque nella puntata di ieri – potrebbe fare pensare al coinvolgimento di due o più killer. "Quando una persona aggredisce utilizza in modo reiterato lo stesso mezzo nello stesso modo" ha spiegato l’esperto, sottolineando come l’assassino (se solo) non avrebbe avuto motivo di cambiare arma del delitto.


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