Garlasco, il giallo delle luci a casa della nonna di Chiara Poggi e lo sfogo dell’ex perito sul Dna di Sempio

Un altro mistero avvolge il caso: la notte tra il 12 e il 13 agosto 2007 furono viste le luci accese nell’abitazione disabitata, De Stefano commenta le analisi

Pietro Guerrini

Pietro Guerrini

Content editor

Laurea in Lettere, smania di viaggi e passione per i cartoni (della pizza e della Pixar).

Il delitto di Garlasco continua a essere sulla bocca di tutti e a tingersi sempre più di giallo. Un altro mistero, infatti, avvolgerebbe l’omicidio di Chiara Poggi: proprio nella notte tra il 12 e il 13 agosto alcuni testimoni avrebbero infatti visto le luci della casa della nonna della vittima accese. L’abitazione, tuttavia, al tempo risultava disabitata. L’ex perito Francesco De Stefano (che condusse le analisi nell’abito delle indagini del 2014), intanto, ha commentato la nuova perizia depositata in Procura e i risultati degli esami sul Dna riconducibile ad Andrea Sempio. Scopriamo cosa sta succedendo e tutti i dettagli.

Delitto di Garlasco, il mistero delle luci accese nella casa della nonna di Chiara Poggi

Mentre la Procura di Pavia prosegue le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi (il prossimo 18 dicembre si terrà la prima udienza chiave sui risultati dell’incidente probatorio) e la Procura di Brescia è al lavoro sul caso corruzione e il ‘sistema Pavia’, il delitto di Garlasco continua ad avere sempre più ombre. L’ultimo giallo a spuntare in ordine di tempo è quello legato alla casa della nonna di Chiara Poggi a Gropello Cairoli, altro piccolo paesino del pavese. Nel 2007 l’abitazione era disabitata (la nonna della giovane si trovava in ospedale) ma, stando ad alcune testimonianze, nella tragica notte tra il 12 e il 13 agosto dalla finestra alcune persone videro le luci accese. Sebbene non ci siano conferme ufficiali, il mistero s’infittisce nel momento in cui Marco Poggi – il fratello di Chiara, l’unico a frequentare quella casa di tanto in tanto – in quei giorni si trovava in montagna.

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Le parole dell’ex perito sulla nuova perizia e il Dna di Sempio

Al di là di tutti i nuovi ‘gialli’ che spuntano senza soluzione di continuità, negli ultimi è stata la nuova perizia depositata dalla genetista Denise Albani a catalizzare l’attenzione nel caso Garlasco. Stando all’esito degli esami le famigerate tracce biologiche trovate sulle unghie di Chiara Poggi sarebbero ‘compatibili’ con il Dna di Andrea Sempio, nonostante non ci siano (e non ci possano essere) certezze. L’aplotipo Y analizzato non può infatti portare a un profilo genetico completo e l’ex perito Francesco De Stefano, che condusse le indagini nel 2014, è stato criticato per avere consumato tutti i margini ungueali per le precedenti analisi e di avere di fatto limitato i risultati odierni. Incalzato dai giornalisti, l’ex perito ha ricordato che undici anni fa Andrea Sempio non era indagato e che non c’era alcuna comparazione del Dna da portare avanti. Poi lo sfogo, ribadendo la scarsa attendibilità degli esami per un’eventuale accusa a Sempio: "Se è la sola pistola fumante…".


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