Garlasco, il Dna di Sempio e la reazione (a sorpresa) della famiglia Poggi: “Non attendibile”
I genitori e il fratello di Chiara hanno fatto sapere tramite i loro consulenti di ritenere “nulli” gli accertamenti della nuova perizia della genetista Albani

Il caso Garlasco è stato colpito da un grosso scossone. Oggi giovedì 27 novembre 2025, infatti, è stata diffusa la notizia che, stando alla nuova perizia genetica, il Dna ritrovato sulle unghie delle mani di Chiara Poggi è ‘compatibile’ con quello di Andrea Sempio. Un vero e proprio colpo di scena che, tuttavia, non ha convinto nè i genitori nè il fratello della vittima. Scopriamo perché e tutti i dettagli.
Delitto di Garlasco, l’esame del Dna che ha portato ad Andrea Sempio
A meno di un mese dalla prima udienza chiave per discutere davanti al gip i risultati delle nuove analisi e dell’incidente probatorio, le indagini sul delitto di Garlasco hanno subito un’inattesa accelerata. Come anticipato, infatti, nella mattinata di oggi si è diffusa la notizia che il Dna rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi sarebbe compatibile con quello di Andrea Sempio. A rivelarlo sarebbe stata la genetista Denise Albani con una PEC al tribunale di Pavia. Tra il frammento genetico del 2007 e la linea paterna di Sempio ci sarebbe infatti "piena concordanza" secondo la nuova perizia, che ha effettuato un calcolo di probabilià su un database chiamato Western European Metapopulation, composto da oltre 39mila profili di abitanti dell’Europa occidentale. La genetista consegnerà il suo elaborato finale il prossimo 5 dicembre (la prima udienza è fissata per il 18) ma, trattandosi di un aplotipo, rimarrà impossibile ricondurre con certezza il Dna a un profilo specifico.
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Entra nel canale WhatsAppLe parole della famiglia Poggi: cosa hanno detto
La notizia della ‘compatibilità’ tra il Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi a quello di Andrea Sempio ha ovviamente scatenato numerose reazioni. Sulla questione sono intervenuti anche i familiari di Chiara Poggi che, tramite una nota redatta dai propri consulenti, hanno fatto sapere di non cosiderare un "dato scientifico attendibile" l’esito dell’esame. Il motivo? Nel 2014, nell’ambito dell’appello bis che portò alla condanna di Alberto Stasi, il perito Francesco De Stefano aveva dichiarato lo stesso materiale genetico inutilizzabile poiché misto e parziale. I legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna e i consulenti Marzio Capra e Dario Redaelli hanno dunque fatto sapere che i genitori e il fratello di Chiara, Marco Poggi, ritengono i nuovi dati "nulli".
