Delitto Garlasco, l'avvocato di Sempio è sicuro: "Non troveremo mai i colpevoli di Chiara". Ecco perché risponde così

Nell'intervista del 16 agosto di Andrea Tosatto, non mancano le idee dell'avvocato di Sempio, Massimo Lovati, su come finirà l'indagine sul delitto di Garlasco

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

Delitto Garlasco, l'avvocato di Sempio è sicuro: "Non troveremo mai i colpevoli di Chiara. Ecco perché"
RaiPlay

Nella mattina di ieri, sabato 16 agosto, lo psicologo Andrea Tosatto ha pubblicato sul proprio canale YouTube un’intervista fatta il giorno di Ferragosto a Massimo Lovati, avvocato di Andrea Sempio, e all’ex legale del maresciallo Marchetto, Paolo Larceri. Nel video in questione sono state affrontate tutte piste che escludono il coinvolgimento nell’omicidio di Chiara Poggi di Alberto Stasi e Andrea Sempio, compresa la strada del Santuario della Madonna della Bozzola, ma in questo articolo vogliamo concentrarci sul finale dell’intervista, a partire dal racconto di Stasi sul momento del ritrovamento del corpo dell’ex fidanzata che Lovati considera falso. Ecco cosa è emerso nelle ultime ore sul delitto di Garlasco.

Delitto Garlasco, Lovati (l’avvocato di Sempio) è certo: "Non troveremo mai i colpevoli di Chiara"

Nell’intervista si affronta anche il tema del racconto di Alberto Stasi sul ritrovamento del corpo di Chiara Poggi al tempo dell’interrogatorio, con l’avvocato Massimo Lovati intento a ribadire che quella versione in realtà non era ‘farina del suo sacco’, oltre a sottolineare che, secondo lui, non sarebbe mai entrato nella casa della sua ex fidanzata il giorno dell’omicidio: "Il suo racconto è da asilo. E’ laureato alla Bocconi, quindi ha un’intelligenza sopra la media. Non è farina del suo sacco, quella storia gli è stata inculcata dai veri assassini della vittima". Poi ipotizza con convinzione che Stasi avrebbe mentito per coprire altri, perché altrimenti si sarebbe inventato una storia più credibile per proteggersi bene. Subito dopo Andrea Tosatto chiede ai due protagonisti dell’intervista: "Se il sogno di Massimo Lovati fosse vero, qualunque pista volessimo scegliere, non arriveremo mai a trovare i colpevoli di Chiara?". Lovati ne è certo: "Mai, perché non c’è nemmeno la volontà di farlo". "Dovremo eventualmente accontentarci di avere Alberto Stasi libero e Andrea Sempio scagionato?" chiede Tosatto, ma l’avvocato spiega: "No, Alberto Stasi non può essere libero. Come fa ad essere libero se è stato condannato? Come fa a chiedere una revisione sul niente? Lo ha già fatto due o tre volte ma gli hanno detto sempre di no. Cosa c’entra che le indagini sono state fatte male… per ottenere un giudizio di revisione ci vogliono delle prove concrete della sua innocenza. Lui non ha in mano niente". Poi Tosatto domanda a Lovati "come si concluderà il tutto?", e l’avvocato dice: "Adesso manca l’ultimo anello di questo incidente probatorio. A ottobre tutti gli ‘alchimisti’ lasceranno il campo perché non può esserci più di questo e chiuderemo l’incidente probatorio in questo modo interlocutorio. Stasi finirà la sua pena e noi andremo tutti a nanna perché non ci sarà più niente da dire e da fare fino a quando non si arriverà al termine per l’indagine preliminare, il tempo è di due anni. Se non ricevono proroghe, a quel punto cosa fanno? Chiederanno il rinvio a giudizio sul niente".

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Garlasco: Massimo Lovati sull’impronta 33: "Possono andare a scopare il mare!"

Si passa a parlare dell’esperimento compiuto dai consulenti della difesa di Alberto Stasi sull’impronta 33 (che presenterebbe tracce di sangue e sudore) e Lovati sottolinea: "Non sarà mai una prova inchiodante quell’esperimento. Non possono dedurre perché non ci sono fatti, non c’è il reperto del muro, e non c’è nemmeno quello delle unghie. C’è un grafico! Possono andare a scopare il mare!". Andrea Tosatto usa quest’ultima frase come gancio per porre un’altra domanda: "A proposito di scop*re, il pompiere di Vigevano la sapeva lunghissima", e Lovati risponde: "Lui non c’entra niente, perché è la prova di una slealtà processuale commessa dalla polizia giudiziaria di via Moscova. Il motivo? La mamma del mio cliente è stata convocata dalla polizia giudiziaria. Siccome la Legge garantisce la possibilità di astenersi in quanto madre dell’indagato, lei lo ha fatto e questo pubblico ufficiale, invece di chiudere il verbale, ha fatto quella domanda suggestiva, provocando oltretutto il malessere della signora. Questo è gravissimo e copre tutti gli errori della prima indagine perché è una cosa inaudita. Andrebbe processato perché si è permesso di farlo".

Il ‘sole di mezzogiorno’: l’ora dell’uscita della notizia della morte di Chiara

Nell’intervista interviene poi l’avvocato Larceri parlando del famoso "sole di mezzogiorno" di Lovati: "Mentre mangiavo con i miei, erano le 13:30, ho avuto la notizia della sua morte a Bobbio". Andrea Tosatto è sorpreso: "Cioè prima che lo scoprisse Stasi?". E Larceri aggiunge: "Ci sono un paio di persone che mi hanno scritto su internet di averlo sentito alla televisione. Ragazzi, una cosa è certa: è morta Chiara e nel giro di un’ora e mezza circa c’erano tutti i cameraman". Allora lo psicologo ripete la domanda: "Ma prima che arrivasse Alberto?". Larceri risponde: "No, dopo, però io alle 13:30 stavo pranzando con i miei… Ma metti che fossero le 14:00…". L’avvocato viene interrotto da Massimo Lovati: "Ma non è strano! Perché prendiamo come oro colato quello che ci ha raccontato Alberto Stasi, se abbiamo visto prima che è una menzogna? Se ha detto una bugia – che non è vero che ha scoperto il corpo di Chiara -, che problema c’è?". Infine, Larceri ricorda: "Basterebbe andare nell’archivio di Canale 5 e di chi diede la notizia e guardare gli orari. E’ proprio una banalità".


Guida TV

Potrebbe interessarti anche