De Martino e il video intimo con Caroline Tronelli, in 3000 rischiano multa salatissima e arresto

Gli avvocati del conduttore hanno annunciato azioni civili nei confronti dei colpevoli. Per reati simili di revenge porn le conseguenze rischiano di essere salatissime.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

L’ultimo sviluppo sul caso del video di De Martino è clamoroso. Dopo la diffusione, l’estate scorsa, di una clip intima con protagonisti il conduttore e Caroline Tronelli, gli avvocati di Stefano hanno rilasciato di recente all’Ansa dichiarazioni di fuoco. A quanto pare, tutti i colpevoli di aver diffuso il video illegalmente saranno obbligati a un maxi-risarcimento come richiesto dalla legge. Si parla di cifre enormi, e di migliaia di possibili individui nei guai. Ma d’altro canto la spiacevole vicenda che ha coinvolto Caroline e Stefano non poteva chiudersi senza conseguenze. Vediamo qui sotto tutti i particolari.

Stefano De Martino, l’avvertimento dei legali a chi ha diffuso il video con Caroline Tronelli

Per il reato di revenge porn, la legge italiana prevede pene fino a 6 anni di reclusione e una multa massima di 15mila euro. Numeri che rendono bene l’idea della gravità di quanto accaduto l’estate scorsa, quando un video intimo dell’ex ballerino Stefano De Martino e di Caroline Tronelli era finito online. E poi circolato liberamente a opera di alcuni utenti. Ora quei responsabili sarebbero stati individuati, e come hanno sottolineato all’Ansa i legagli del conduttore, dovranno rispondere di quanto succeso.

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"Tutti i nominativi individuati saranno destinatari di azioni civili risarcitorie, con richieste economiche particolarmente rilevanti per ogni singola condotta illecita", hanno spiegato gli avvocati di Stefano. Non è chiaro a quanto ammonterà la richiesta per ogni singolo utente coinvolto, ma le multe rischiano di essere salatissime. Questo perché "anche il semplice inoltro di materiale intimo diffuso senza consenso", come hanno sottolineato gli stessi legali, "costituisce una gravissima violazione della legge e della dignità delle persone coinvolte".

Lo scopo di queste azioni, è evidente, non è solo farla pagare ai responsabili. Il punto è che il web "non può essere considerato una zona franca: ogni diffusione lascia tracce e comporta precise responsabilità civili e penali". E poi, c’è un altro nodo cruciale: bisogna "ottenere la cessazione definitiva della circolazione del materiale", in modo tale che per De Martino e Tronelli l’incubo del video intimo possa dirsi finalmente concluso.

Le 3mila persone identificate e il commento di De Martino

Stando a quanto riportato dal settimanale Oggi, al momento i responsabili individuati sarebbero a migliaia. "La Polizia postale avrebbe intanto identificato circa 3 mila persone", si legge, "che hanno condiviso il filmato e le foto rendendosi complici del reato di revenge porn". Sugli ultimi sviluppi non si è espresso in prima persona De Martino, che però aveva parlato in precedenza con efficacia. "È come quando ti entrano i ladri in casa", aveva detto al Rumore Festival di Fanpage.it, "e ti resta addosso quella sensazione di sporco, di qualcuno che ha messo le mani nei tuoi cassetti, nelle tue cose". La speranza è che col tempo lo sporco venga lavato via. Sia materialmente, dal web, che figurativamente. Ne va del futuro di due vittime innocenti, Stefano e Caroline.


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