"Ho smesso con la carriera da attore": la star di Oppenheimer si ritira dalle scene. Ecco il motivo
Famoso per lo show tv Numbers e per la serie di film Santa Clause ha spiegato ufficialmente la sua scelta, affermando di averla rinviata per anni

"Hollywood non è più quella di una volta": con queste parole David Krumholtz, che ha recitato in The Santa Clause ed è stato protagonista della serie tv Numbers, ma che ha anche fatto parte del cast di Oppenheimer, ha annunciato sul social network Threads il proprio ritiro dalle scene. Una decisione, spiega, che aveva già maturato da tempo, ma che ha sempre rinviato per questioni economiche.
David Krumholtz, star di Oppenheimer, Numbers e Santa Clause, si ritira da attore
"Mi è arrivata addosso un’enorme ondata di sollievo. Non so ancora come guadagnerò da vivere o cosa farò, ma mi sono liberato di un peso gigantesco, uno di cui non avevo nemmeno compreso davvero l’entità finché non è scomparso. Sono frustrato, stanco, esausto". Così David Krumholtz ha concluso la propria "lettera di addio" al mondo della recitazione, in cui ha anche annunciato ufficialmente ai suoi rappresentanti la decisione di interrompere, almeno per il momento, la continua ricerca di nuovi ruoli.
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Entra nel canale WhatsAppLa scelta non si basa su una perdita di passione per la recitazione, bensì su un crescente malessere nei confronti del funzionamento dell’industria cinematografica contemporanea. "Hollywood non è più quella di una volta", avrebbe infatti detto. Secondo Krumholtz, nell’ultimo anno la continua ricerca di nuovi ingaggi gli ha fatto capire quanto il ruolo degli attori caratteristi sia cambiato rispetto al passato. ""Le opportunità che trovavo finivano per sfruttare il mio talento e la mia reputazione offrendo in cambio compensi sempre più ridotti. Un’arte che sfrutta chi la crea non è più arte. Gli artisti meritano una retribuzione equa per il lavoro che permette alle aziende di generare profitti", ha affermato.
"Smetto di inseguire il sistema"
"Mi viene chiesto di reinventarmi continuamente sui social, di inseguire like e follower per poter essere preso in considerazione per convention o campagne pubblicitarie online. Ormai recitare in una serie TV, in un film o a teatro non basta più per vivere del proprio lavoro". Un aspetto del nuovo modo di interpretare la carriera da attore a cui Krumholtz non riesce proprio ad adeguarsi, raccontando come consideri estranea al proprio mestiere l’attività di costruire continuamente un’immagine online per restare competitivo. Un problema che, secondo l’attore, non è più individuale, ma al contrario è una situazione che coinvolge molti professionisti del settore. "Io, insieme a tanti altri artisti di talento, non soltanto attori, siamo stati retrocessi. Immaginate di eccellere nel vostro lavoro per trentiquattro anni e di ritrovarvi improvvisamente trattati come se tutto ciò non contasse più", ha scritto.
"È stato un viaggio straordinario. Ho vissuto sogni che non avrei mai immaginato di realizzare. Questa professione mi ha guarito, mi ha insegnato l’umiltà e mi ha salvato la vita. Se non fossi mai diventato un attore, sono convinto che oggi non sarei qui. Se qualcuno vuole lavorare con me come attore, io ci sono. Se credete in quello che posso fare, io crederò in voi. Ma se pensate di aver già visto tutto quello che sono capace di offrire, allora smetterò di implorare". Insomma, il capitolo sembra definitivamente chiuso, ma potrebbe clamorosamente riaprirsi in futuro.