David di Donatello 2026, Benedetta Porcaroli e Pilar Fogliati dove sono? I 'dimenticati' e le sorprese delle nomination
Sono uscite pochi giorni fa le nomination ai David di Donatello, ma alcune assenza importanti pesano, mentre delle presenze sorprendono: ecco quali

Ci sono tanti eventi dedicati al mondo del cinema che premiano i film migliori dell’anno e tra questi non manca la cerimonia dei prestigiosi David di Donatello, che danno ancora più valore al lavoro svolto da tutte le persone coinvolte nella realizzazione dei film, dai registi agli attori, dagli sceneggiatori ai montatori. La suddetta cerimonia di premiazione si terrà il 6 maggio 2026, in diretta in prima serata su Rai 1 dagli Studi di Cinecittà a Roma, con la conduzione di Bianca Balti e Flavio Insinna. E proprio qualche giorno fa sono state rese note tutte le nomination. Grandi titoli in programma, tra i quali l’inaspettato Le città di pianura di Francesco Sossai, con ben 16 nomination, e il meno sorprendente La grazia di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo protagonista. Non solo sorprese, ma anche esclusi inattesi ai David di Donatello, ed ecco chi sono gli attori/registi/film dimenticati del 2026.
David di Donatello 2026, esclusi e sorprese delle nomination: dove sono Benedetta Porcaroli, Pilar Fogliati e Pierfrancesco Favino?
Dopo aver scoperto le nomination ai David di Donatello 2026, ci siamo resi conto dei grandi esclusi dalle candidature. Tra questi, balza all’occhio Pierfrancesco Favino, protagonista nel 2025 con Il maestro, film diretto da Andrea Di Stefano ed elogiato dalla critica. Una pellicola con un Favino davvero in stato di grazia nel ruolo di Raul Gatti, eppure snobbato dall’Accademia. Pierfrancesco può fare tutto, ma non vincere un David nel 2026. Peccato, perché avrebbe meritato almeno la candidatura per la sua performance. Ricordiamo però che l’attore ha vinto ben tre David di Donatello nella sua carriera, quelli come Miglior attore non protagonista per Romanzo criminale (2006) e Romanzo di una strage (2012) e come Miglior attore protagonista per Il traditore (2020), il film in cui ha interpretato il ‘Boss dei due mondi’ Tommaso Buscetta.
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Entra nel canale WhatsAppUn’altra assenza importante tra le nomination dei David di Donatello 2026 è certamente Benedetta Porcaroli, che ha fatto un ulteriore passo avanti nella sua carriera grazie al film Il rapimento di Arabella, presentato a Venezia 2025 come Il maestro, quest’ultimo ancora più sottovalutato dalla critica durante la kermesse cinematografica. Per il ruolo di Holly nel film diretto da Carolina Cavalli, Porcaroli ha ottenuto il Premio Orizzonti per la miglior interpretazione femminile, ed è anche per questo che sorprende non vederla nella sestina dei nominati ai David: una nomination la meritava, anche dopo la già perfetta interpretazione ne La scuola cattolica – film sul massacro del Circeo anch’esso visto in anteprima a Venezia ma nel 2021 – e in altre produzioni cinematografiche. Ricordiamo che nel 2023, tra i candidati ai David, c’era anche il film d’esordio alla regia di Carolina Cavalli, Amanda, che vedeva protagonista la stessa Porcaroli, la quale in quel caso ottenne una nomination come Miglior attrice protagonista.
Tra gli esclusi c’è anche Luca Guadagnino, nonostante il successo al box office del film Queer, di stampo internazionale sì, e con un magnifico Daniel Craig a guidare il cast, ma le cui location – fra Cinecittà e la Sicilia – sono soprattutto italiane, così come gran parte dei fondi pubblici utilizzati per la sua realizzazione. Ricordiamo infatti che si tratta di una coproduzione Italia-USA, qui nelle mani del produttore Lorenzo Mieli e dello stesso Guadagnino. Insomma, il regista, che ha lavorato con grandi nomi del panorama cinematografico italiano e internazionale, è stato snobbato dall’Accademia, forse perché il suo è stato visto come un progetto troppo lontano dall’Italia. Avendolo visto al Festival di Venezia, possiamo dirvi che Queer avrebbe certamente meritato più delle nomination tecniche per la Miglior colonna sonora, la Miglior canzone originale, il miglior trucco, la miglior acconciatura e i migliori effetti visivi VFX.
E Pilar Fogliati? Non vi sarete mica dimenticati di lei nel film Breve storia d’amore, vero? L’Accademia dei David, a quanto pare, sì. Eppure la sua interpretazione di Lea, una giovane donna che intreccia una relazione clandestina con Rocco (Adriano Giannini), non passa inosservata. C’è da dire che due nomination importante il film le ha: Ludovica Rampoldi come Miglior esordiente alla regia e Valeria Golino come Miglior non protagonista, ma non è abbastanza per chi ha potuto godere della visione di Breve storia d’amore che, tra sceneggiatura e interpretazioni degne di nota – ci mettiamo dentro anche quelle di Adriano Giannini e Andrea Carpenzano – ha saputo regalare al cinema italiano una marcia in più, non apprezzata a dovere.
Le sorprese delle nomination ai David di Donatello 2026
Non solo grandi assenti, ma anche tante sorprese ai David di Donatello 2026, come le nomination per il Miglior esordio alla regia, 4 su 5 dei candidati sono donne: oltre ad Alberto Palmiero per Tienimi presente, ci sono Margherita Spampinato per Gioia mia, Ludovica Rampoldi per Breve storia d’amore, Greta Scarano per La vita da grandi, il film con Matilda De Angelis protagonista che parla di autismo, e Alissa Jung per Paternal Leave.
Poi le doppie nomination a tre attrici italiane di grande talento. Valeria Golino come protagonista per il film Fuori (c’è anche Elodie nel ruolo di Barbara nel film di Martone, ma per lei nessuna nomina) e come non protagonista per Breve storia d’amore; Valeria Bruni Tedeschi come protagonista per Duse e non protagonista per Cinque secondi; e Barbara Ronchi, candidata per Elisa, dove veste i panni del personaggio principale, e come non protagonista per Diva Futura. Tra le personalità inserite in quest’ultima categoria c’è anche Matilda De Angelis per la pellicola Fuori.
Infine, i film nominati che più di tutti hanno sorpreso per numero di candidature (alcune inattese): Le città di pianura e Gioia mia. Il primo guida le nomination con ben 16 candidature, seguito da La grazia di Paolo Sorrentino e Le assaggiatrici di Silvio Soldini, rispettivamente con 14 e 13 candidature. A sorprendere maggiormente è la presenza di due attori della pellicola nella stessa categoria per ben due volte: Pierpaolo Capovilla e Sergio Romano, che si contendono il premio al miglior attore protagonista, e Roberto Citran e Andrea Pennacchi, entrambi nominati per il miglior attore non protagonista.
Gioia mia, oltre a essere nominato per il Miglior esordio alla regia, ha ottenuto anche un’altra candidatura tra le principali, quella per la Miglior protagonista ad Aurora Quattrocchi. Finalmente, a 83 anni, l’attrice ha ricevuto la sua prima nomination da protagonista ai David di Donatello. Era ora.
