David di Donatello 2026, sarà l'edizione più temuta di sempre: l’ombra del boicottaggio minaccia la Rai e il cinema italiano. Cosa succede
La protesta lanciata dal movimento 'Siamo ai titoli di coda' ha invitato candidati e ospiti a disertare la cerimonia: scopri tutto nel video.

La 71ª edizione dei David di Donatello arriva in un clima tutt’altro che celebrativo. Se da un lato il premio simbolo del cinema italiano si prepara a incoronare i migliori film dell’anno, dall’altro una protesta senza precedenti minaccia il red carpet. La cerimonia si terrà il 6 maggio 2026 presso gli studi di Cinecittà a Roma e sarà trasmessa in prima serata su Rai 1. Per la prima volta alla conduzione ci saranno Flavio Insinna e Bianca Balti, una coppia inedita che unisce televisione e moda.
A dominare le candidature è Le città di pianura di Francesco Sossai, con ben 16 nomination, seguito da titoli di autori già affermati. Tra i candidati a miglior film troviamo: Cinque secondi di Paolo Virzì, Fuori di Mario Martone, La grazia di Paolo Sorrentino e Le assaggiatrici di Silvio Soldini. Nelle categorie attoriali spiccano nomi come Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Valeria Golino e Valeria Bruni Tedeschi, segno di una competizione che mescola veterani e nuove generazioni.
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Entra nel canale WhatsAppA rubare la scena, però, è la protesta lanciata dal movimento ‘Siamo ai titoli di coda‘, che ha invitato candidati e ospiti a disertare la cerimonia. La richiesta è esplicita: lasciare la sala vuota come gesto simbolico contro quello che viene definito uno "smantellamento culturale" del settore. Tra le voci più note che hanno sostenuto l’appello c’è l’attore Alessandro Gassmann, che ha parlato apertamente delle difficoltà economiche e della mancanza di continuità lavorativa tra le maestranze.
Scopri tutto sulla kermesse e sulla protesta nel Video!
