David di Donatello 2026, Checco Zalone non ha bisogno di un premio: ha già vinto tutto, anche senza Buen Camino

Buen Camino ha gà vinto, anche senza i David di Donatello: Checco Zalone e il rapporto contrastato con l'Accademia che sembra snobbarlo ogni anno

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

Una cerimonia di premiazione dei David di Donatello che ha regalato molte sorprese, sia positive sia negative, nella prima serata di mercoledì 6 maggio 2026 su Rai 1. Condotta da Bianca Balti e Flavio Insinna, la premiazione è durata ben 4 ore, tra consegna dei premi, discorsi dei vincitori e momenti di spettacolo, e non è mancato nemmeno il ricordo di tutte quelle persone che hanno lasciato un segno nel mondo del cinema e sono scomparse lo scorso anno, compresi stilisti come Giorgio Armani. Il tutto sulle note di "Nessun grado si separazione" di Francesca Michielin, che ha donato al pubblico una performance magica e rispettosa.

Ma ciò che non è passato inosservato, nel caos generale dell’evento, è stata l’assenza di Checco Zalone, premiato solo con il David dello Spettatore per Buen Camino. Ricordiamo infatti che l’attore e regista era candidato anche per la Miglior canzone originale (come tutte le volte che è uscito un suo film in sala praticamente), che ha visto però trionfare nella categoria Le città di pianura, film diretto da Francesco Sossai che ha portato a casa ben 8 statuette su 16 nomination e che ha ottenuto alcuni dei riconoscimenti più prestigiosi, come Miglior film, regia e attore protagonista. Un premio, quello che hanno ritirato i produttori di Medusa Film e Indiana Production, che non è stato una sorpresa per nessuno, dato che questo riconoscimento valorizza il film uscito nel 2025 che ha incassato di più. E tutti ormai sappiamo che con Buen Camino Checco Zalone è riuscito a fare il record assoluto d’incassi, superando pure il suo Quo Vado?, fino all’anno scorso la pellicola di maggior successo al botteghino in Italia, ed è per questo che ce lo aspettavamo.

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Il paradosso di Buen Camino: Checco Zalone snobbato da tutti ai David di Donatello, persino dai produttori del film

Come è possibile che il film con il maggior incasso italiano, Buen Camino, sia stato snobbato ai David di Donatello (e dagli stessi protagonisti)? Perché, riflettendoci bene, il David dello Spettatore era ovvio e dovuto in questo caso e la candidatura come Miglior canzone originale per La Prostata Enflamada suonava più come un contentino dato a Checco Zalone per il suo successo al cinema. Si potrebbe anche pensare che queste candidature non fossero altro che un modo per evitare polemiche future sulla sua totale assenza dai nominati ai David di Donatello 2026, perché davanti a certi numeri il cinema non può far finta di nulla.

Il lavoro di Checco Zalone non è stato valorizzato ai David di Donatello 2026 e questo ‘dettaglio’ non è sfuggito a nessuno, nemmeno ai suoi haters. Uno dei motivi potrebbe essere il discorso che l’attore aveva fatto con ironia dopo aver vinto il primo David per la Miglior canzone grazie a Immigrato (per Tolo Tolo) nel 2021, anno in cui non si era presentato alla cerimonia in prima persona. Sembra che l’Accademia non avesse preso benissimo le sue parole durante la cerimonia, dove era presente solo in video collegamento: "Non mi aspettavo di vincere. Se lo sapevo venivo. I miei famigliari dormono, non gliene frega niente che ho vinto. Mi sono preparato poche parole. ‘La solita cricca di sinistra che premia i soliti’, no questo era il foglietto se perdevo. Grazie all’Accademia per il riconoscimento meritocratico". Un discorso pieno di ironia che avrebbe infastidito alcune persone, o almeno queste sono le voci che giravano al tempo. Parole che, forse, l’Accademia ha vissuto come una frecciata e che, accompagnate alla sua assenza in sala, ha fatto molto più rumore. Anche fosse vero tutto ciò, non sarebbe un valido motivo per ignorare un film di tale portata, né pensiamo che i componenti della giuria arriverebbero a tanto. E soprattutto questa ipotetica ‘vendetta’ non spiegherebbe perché fin dall’inizio della sua carriera ha ricevuto sempre e solo candidature per la Miglior canzone originale e/o il David dello Spettatore.

Abbiamo però l’impressione che l’Accademia del Cinema Italiano faccia fatica a riconoscere il valore del lavoro di Luca Medici, probabilmente perché lo vede troppo distante dal quel cinema che ritiene vera arte. A parer nostro, più andiamo avanti con gli anni e più c’è la tendenza a sottovalutare o ritenere ‘inferiori’ questo tipo di prodotti. Bisognerebbe però ricordare che Zalone è in grado di unire un successo commerciale senza precedenti a una satira sociale graffiante e ha la capacità di far ridere le persone di se stesse, spesso senza che se ne accorgano, e tutto questo è davvero per pochissimi.

Buen Camino è diverso dai film precedenti di Gennaro Nunziante con Zalone e proprio per questo era da prendere in considerazione ancora di più: i cambi di rotta, una maggiore maturità e consapevolezza, sguardi più intimi su tematiche importanti sarebbero da valorizzare il più possibile. Ma negli ultimi anni l’Accademia ha premiato soprattutto il cinema d’autore e meno quello popolare (dimenticate i tempi di Qualunquemente), quello che ha più possibilità di fare numeri al botteghino, e una prova ne è proprio Le città di pianura, che ha trionfato su tutti ai David. A sostegno di questa realtà c’è un altro film da citare: anche Follemente di Paolo Genovese, che ha avuto successo al box office, non è stato considerato nelle categorie più incisive, ma solo per la Miglior canzone originale grazie al brano omonimo scritto e interpretato da Levante. Eppure, a nostro avviso, almeno una nomination in una di quelle principali la meritava.

Questa sorta di divisione tra cinema d’autore e cinema popolare è sempre più netta col passare del tempo, ma è un bene? Non proprio. Perché i messaggi che passano di anno in anno non sono positivi: è come dire che un cinema più popolare e commerciale non può essere anche di qualità o che far ridere milioni di persone non ha valore, non è pura arte. Buen camino non è un capolavoro, mentiremmo se scrivessimo questo, ma certamente, rispetto ad altri, è un film che ha lasciato un segno nel cinema italiano e ha lanciato un messaggio d’amore che va oltre l’ironia pungente, altrimenti non ne parleremmo ancora adesso.

La figuraccia ai David di Donatello: da Luca Medici a Francesco Zalone è un attimo

Buen Camino è un film talmente snobbato che i produttori di Medusa Film e Indiana Production non ricordavano il vero nome del suo protagonista: Luca Medici. Nel discorso di ringraziamento, dopo aver ritirato il premio dello Spettatore a nome dell’attore, prima lo hanno chiamato Francesco Zalone, poi Francesco Medici. Una doppia figuraccia in diretta che non è passata inosservata tanto quanto l’assenza dell’attore alla premiazione. E soprattutto ci ha fatto capire quanto il personaggio "Checco Zalone" sia diventato ormai una figura iconica, un vero e proprio fenomeno culturale.

Anche il regista Gennaro Nunziante e lo stesso protagonista non si sono presentati alla cerimonia, ma questa volta pare che per Luca Medici non si trattasse di una decisione volontaria come nel 2021, per cui c’è poco da polemizzare o da offendersi. L’attore ha spiegato a Vanity Fair che non c’era per ragioni personali. Che poi sia vero o meno non ci riguarda, né lo sapremo mai, così come non sapremo mai quali sono questi motivi.

Sappiamo però che Luca Medici non vive per andare agli eventi, anzi è uno dei pochi personaggi che si tiene lontano dalle telecamere e dai red carpet. È lui il primo a snobbare le cerimonie e certamente questo non lo aiuta a ridurre la distanza con i componenti dell’Accademia del Cinema Italiano, né ad avvicinarsi agli altri suoi colleghi. Ma forse è proprio questo l’obiettivo, perché ‘Checco Zalone’ è consapevole che non gli serve il famoso ‘circoletto’ per andare avanti. Né ama fare pubblicità ai suoi film in trasmissioni tv, anche perché sa benissimo di non averne bisogno e prova ne è il clamoroso successo ottenuto con Buen Camino senza grandi sforzi. Insomma, Checco Zalone e il suo Buen Camino hanno già vinto. Anzi, Luca Medici ha vinto tutto, perché basta dire il suo nome d’arte e i cinema prendono vita con milioni di spettatori incollati allo schermo. Un piccolo miracolo che solo lui è riuscito a fare in un periodo molto difficile per le sale.


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