Daredevil Born Again su Disney Plus con novità da perdere la testa: si chiude un cerchio e tornano le atmosfere di Frank Miller

Daredevil: Born Again non è legato all'attualità come sembrerebbe, secondo il suo autore

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Redazione

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Daredevil: Rinascita Stagione 2 sconvolge i fan con il ritorno di uno storico personaggio

Daredevil: Born Again si prepara al ritorno su Disney+ il 24 marzo e naturalmente lo showrunner Dario Scardapane ne ha approfittato per smuovere le acque con alcune dichiarazioni chiarificatrici sulla serie e su come evolverà nei prossimi tempi. Scardapane ha ereditato la prima stagione del "reboot" ed è stato chiamato a rimettere in sesto un personaggio che stava perdendo identità: la versione Netflix era molto amata, ma la continuity tra le serie l’aveva annacquato e svilito, per non parlare della sua incursione nella serie dedicata a She-Hulk e del suo bizzarro cameo in Spider-Man: No Way Home.

Daredevil: Born Again chiude la sua parabola "politica"

Ora, parlando con SFX, Scardapane ha confermato che la stagione 2 chiuderà l’arco narrativo di Wilson Fisk nelle vesti di sindaco, prima di arrivare a una terza stagione (già prevista per il 2027) che avrà un’impostazione diversa, più simile alle atmosfere di Frank Miller. È una dichiarazione che mette un punto fermo: la "fase politica" di Fisk non sarà il terreno di gioco principale per sempre, e l’idea è di arrivare a una conclusione naturale di quella storyline prima di cambiare direzione.

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Da quando la serie ha fatto il suo debutto su Disney+, lui e il cast hanno affrontato anche un tema inevitabile: le somiglianze tra la scalata di Fisk e il clima politico reale, in particolare negli Stati Uniti. Ha spiegato che la serie non nasce con l’obiettivo di inseguire l’attualità (anche per via dei tempi di produzione), e anzi che il fatto di ritrovarsi con sequenze che sembrano uscite dal notiziario è diventato quasi straniante per chi ci ha lavorato.

Un futuro "milleriano"

L’Anti-Vigilante Task Force, in particolare, viene descritta come un elemento preso dai fumetti: è stata costruita e "vestita" guardando direttamente al materiale originale, seguendo un percorso già tracciato, non è un riferimento all’attualità. Scardapane dice di avere sentimenti contrastanti su questa linea politica: da un lato gli piace l’idea, attribuita anche alla filosofia di Stan Lee, che i fumetti riflettano il mondo fuori dalla finestra; dall’altro, sottolinea che la forza dei supereroi sta anche nei grandi archetipi, quasi mitologici. Quando il racconto diventa troppo vicino al presente, secondo lui rischia di allontanarsi da quel respiro più ampio tipico del genere.

Proprio per questo, chiuso l’arco "Mayor Fisk" con la stagione 2, Scardapane anticipa un ritorno a un gusto più vicino all’era Frank Miller: meno gioco di potere e più strade e quartieri da vivere, più "oscurità urbana". In parallelo, la trama ufficiale resta centrata sullo scontro per l’anima di New York: nella stagione 2 Fisk, da sindaco, schiaccia la città mentre dà la caccia al nemico pubblico numero uno, il vigilante di Hell’s Kitchen conosciuto come Daredevil. Matt Murdock, sotto la maschera, prova a reagire nell’ombra per smantellare l’impero corrotto di Kingpin e "riprendersi" casa sua. Il messaggio è chiaro e programmatico: resistere, ribellarsi, ricostruire.

Articolo di Marco Lucio Papaleo


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