"Ho l'Alzheimer e non lo accetto": uno dei volti storici di Arma Letale racconta il rapporto con la malattia
Un commosso Danny Glover ha rivelato come sta lottando contro la difficile diagnosi legata alla malattia neurodegenerativa

Il prossimo 22 luglio Danny Glover, tra gli attori più conosciuti in quel di Hollywood, compirà 80 anni e da tempo convive con una difficile diagnosi di Malattia di Alzheimer. Tra i suoi film di successo Places in the Heart del 1984 e Il colore viola del 1985, ma anche al fianco di Mel Gibson in Arma letale del 1987. Nel 2022 è stato insignito del premio umanitario Jean Hersholt agli Oscar per il suo impegno lungo una vita nel lavoro di beneficenza e nell’attivismo. "Ho l’Alzheimer e non lo accetto", ha affermato a People, raccontando la propria routine per contrastare il progredire della malattia.
Danny Glover e la diagnosi di Alzheimer: come contrasta la malattia la star di Arma Letale
"Non ho ancora accettato del tutto la mia diagnosi. Ci sono momenti che continuo a ricordare e che confermano il fatto che riesco a ricordare le cose. E ci sono momenti che non dimenticherò mai". Con queste parole Danny Glover ha confidato alla rivista People il modo in cui sta approcciando la sua vita dopo la diagnosi, arrivata nel 2023. Una notizia che all’epoca ha spiazzato lui e tutta la sua famiglia. Il prossimo 22 luglio l’attore compirà 80 anni.
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Entra nel canale WhatsApp"Accettare la diagnosi in un certo senso significa riconoscere che sta succedendo a te e allo stesso tempo che ci sono milioni di persone che ne soffrono. Non sento che sia la fine della mia vita. C’è ancora del lavoro da fare", ha proseguito Glover.
Il ricordo di Nelson Mandela
"Ricordo quando Nelson Mandela uscì di prigione e stavamo camminando. La moglie di Mandela, Winnie, si avvicinò e Mandela disse: ‘Winnie, ecco il tuo altro marito’. Fu divertente", ha raccontato Glover. Nell’intervista ha anche commentato uno dei suoi ruoli più celebri, quello di Mister, il marito violento del personaggio di Whoopi Goldberg in Il colore viola: "Anche lui soffriva. Parte del suo percorso di guarigione è stato proprio questo. In quel tipo di relazioni, le persone hanno l’opportunità di risolvere le proprie contraddizioni interiori".
Tornando alla malattia, ha confidato come la sua mente sia più lucida al mattino rispetto alla sera: "Quando mi sveglio, cerco di pensare a qualcosa. Leggo qualcosa, guardo qualcosa. Democracy Now! è un programma che adoro". Per il futuro, le idee sono abbastanza chiare: "Ho ancora mia figlia, ho degli amici. Voglio dire che la vita va avanti". Una grandissima forza d’animo, che non è stata spezzata nemmeno da una diagnosi che avrebbe piegato moltissime persone.
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