Dal trionfo ai David di Donatello direttamente in tv: su NOW l'imperdibile film vincitore di quattro premi

Primavera, esordio alla regia di Damiano Michieletto con Tecla Insolia e Michele Riondino, arriva su NOW e Sky in anteprima

Marco Lucio Papaleo

Marco Lucio Papaleo

Content Editor

Per vivere (in ogni senso) scrivo e descrivo: mi interessa molto il contenuto, ma spesso resto affascinato dall'utilizzo del contenitore. Amo Tetris e le narrazioni interattive.

Dal trionfo ai David di Donatello direttamente in tv: su NOW l'imperdibile film vincitore di quattro premi

A pochi giorni dal successo ottenuto alla 71ª edizione dei David di Donatello, dove ha conquistato ben quattro statuette, arriva in prima visione televisiva Primavera. Il film, che segna l’esordio dietro la macchina da presa del regista teatrale Damiano Michieletto, sarà trasmesso questa sera, martedì 12 maggio, alle 21:15 su Sky Cinema Uno; la pellicola sarà disponibile simultaneamente in streaming su NOW e accessibile nel catalogo on demand, anche nel formato tecnologico 4K per gli utenti Sky. Prodotto da Warner Bros. Entertainment Italia e Indigo Film, il lungometraggio è distribuito da Warner Bros. Pictures.

La narrazione, liberamente tratta dal romanzo "Stabat Mater" di Tiziano Scarpa (edito da Einaudi e vincitore del Premio Strega nel 2009), si svolge nella Venezia dei primi del Settecento. Al centro della vicenda si trova l’Ospedale della Pietà, una delle istituzioni più rilevanti della città lagunare, nota per accogliere le orfane e istruirle nel canto e nella musica, fino a rendere la propria orchestra una delle formazioni più celebri a livello internazionale.

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La storia di Cecilia

La protagonista della storia è Cecilia, interpretata da Tecla Insolia. Cecilia è una violinista di vent’anni dotata di un talento fuori dal comune, ma la sua esistenza è confinata entro le mura della Pietà. La sua condizione di orfana e la disciplina ferrea dell’istituto le impongono una reclusione costante: le sue esecuzioni musicali, rivolte ai ricchi mecenati e alla nobiltà veneziana, avvengono dietro una grata che separa fisicamente le musiciste dal pubblico, impedendo qualsiasi contatto con il mondo esterno.
L’equilibrio della giovane donna viene scosso dall’arrivo di un nuovo maestro di violino: Antonio Vivaldi, a cui presta il volto Michele Riondino. Il compositore, soprannominato il "Prete Rosso" per il colore dei suoi capelli, prestò realmente servizio presso la Pietà come maestro di violino e di concerto per gran parte della sua carriera, scrivendo per le orfane centinaia di concerti. Vivaldi viene descritto come un uomo dall’urgenza creativa travolgente e dal carattere carismatico, capace di scorgere il potenziale inespresso di Cecilia. Accanto ai due protagonisti, il cast include Andrea Pennacchi nel ruolo del Governatore dell’Ospedale della Pietà, Stefano Accorsi nelle vesti del nobile Sanfermo, oltre alla presenza di esperti attori del panorama italiano che completano la ricostruzione della gerarchia sociale dell’epoca.

I riconoscimenti ai David di Donatello 2026

Il film è stato uno dei protagonisti della recente cerimonia dei David di Donatello, ottenendo premi significativi per quanto riguarda l’eccellenza tecnica e artistica della produzione. Nello specifico, Primavera si è aggiudicato le statuette per Miglior compositore, Miglior suono, Migliori costumi e Miglior acconciatura. Questi premi sottolineano la cura posta nella ricostruzione storica della Venezia settecentesca e l’importanza centrale rivestita dalla componente sonora, elemento che Michieletto ha utilizzato come linguaggio narrativo primario per descrivere i moti interiori dei personaggi. Attraverso la regia di Michieletto, la città di Venezia non funge solo da sfondo scenografico, ma diventa uno spazio simbolico che riflette le restrizioni subite dalla protagonista. Il film esplora il conflitto tra il bisogno di Cecilia di scoprire le proprie origini e la spinta verso un futuro non predeterminato dalle regole dell’orfanotrofio. Il rapporto tra l’allieva e il maestro Vivaldi si sviluppa attorno all’arte come unico strumento di ribellione possibile in un contesto di totale dipendenza dall’autorità istituzionale.


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