Da noi a ruota libera, le pagelle: sublime Fialdini (9), i Jalisse verso Sanremo (8). Ma Malgioglio punzecchia De Martino (4)

Promossi e bocciati della penultima puntata di Da noi...a ruota libera su Rai 1: promossi e bocciati alla corte di Francesca Fialdini

Giusy Palombo

Giusy Palombo

Content creator

Giornalista e content creator. Racconto cultura pop e spettacolo tra articoli e video, con uno stile diretto e autoriale.

Le pagelle della puntata di Da noi…a ruota libera in onda oggi pomeriggio su Rai 1. Francesca Fialdini ha accolto nuovamente il pubblico con una serie di interviste leggere, ma ricche di rivelazioni inaspettate e spunti di riflessione. Con lei Cristiano Malgioglio, i Jalisse ed Elenoire Casalegno. La puntata è andata in onda dalle 17:25 alle 18:45, poco prima dell’avvento di una nuova puntata di Reazione a Catena. La conduttrice si avvia al finale di stagione, previsto su Rai 1 settimana prossima, con un’altra parata di ospiti e interviste pronti a tenere compagnia al pubblico della domenica pomeriggio. Vediamo allora i top e i flop del penultimo appuntamento stagionale del format della domenica trasmesso oggi 7 giugno 2026.

Da noi…a ruota libera: i promossi della puntata del 7 giugno 2026 su Rai 1

Francesca Fialdini: eleganza e talento senza sforzo. Voto 9. Francesca Fialdini è uno di quei piccoli misteri luminosi della tv italiana. Conduce Da noi… a ruota libera come se fosse la cosa più semplice del mondo, ma sotto c’è controllo, misura e una precisione chirurgica. Non togliamo nulla alla domenica pomeriggio di Rai 1, ma è evidente: Fialdini è sprecata per restare confinata lì. Ha la stoffa da prima serata, quella vera. Garbo sì, ma senza mai diventare zucchero filato. Eleganza sì, ma con i tempi giusti per pungolare l’ospite quando serve, costringerlo a scendere di livello emotivo e dire qualcosa di vero. Nella puntata di oggi si è anche concessa un gesto raro in tv: un abbraccio "virtuale" alla competitor Silvia Toffanin. Roba da televisione adulta, non da guerra di reti. Se in tv si parla spesso di "aria fresca", ecco: lei lo è davvero. Solo che andrebbe liberata un po’ di più. Perché in un Paese saturo di rumore, rabbia e sovraccarico emotivo, una come Fialdini non è un lusso: è quasi una necessità.

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Jalisse: "Fiumi di… applausi". Voto 8. Jalisse: bene o male, purché se ne parli. E nel loro caso se ne parla da trent’anni, tra mito pop, meme collettivo e porta di Festival di Sanremo apparentemente sempre socchiusa e mai davvero aperta. Forse il loro destino migliore non è stato entrare in gara, ma restare sospesi in quella dimensione parallela dove diventano simbolo più che concorrenti. Una carriera lunga, costruita tra lavoro, tenacia e una resilienza che nel pop italiano è merce rara. La loro intervista scorre liscia, quasi in sottrazione e senza manie di protagonismo: niente eccessi, niente "fiumi di parole", nonostante il titolo li insegua da una vita e sia un marchio talvolta difficile da togliersi di dosso. Solo due persone solide, anche nella vita privata, che trasmettono una cosa oggi sottovalutata: normalità autentica, senza trucco. Proprio quando tutto rischia di restare troppo composto, dunque, arriva la miccia giusta: Cristiano Malgioglio che lancia l’appello a Stefano De Martino: "portateli a Sanremo, lei ha una voce pazzesca. Non capisco perché non vi abbiamo mai preso in questi trent’anni. Se io fossi direttore artistico vi vorrei". Onestamente, difficile dargli torto. Alla fine i Jalisse non sono una gag della tv: sono un caso culturale che, paradossalmente, continua a funzionare meglio proprio perché non si è mai chiuso.

Da noi…a ruota libera: i bocciati della puntata del 7 giugno 2026

Un format da alleggerire. Voto 5. Francesca Fialdini si muove con un garbo che il suo programma conosce bene: ordinato, lineare, senza mai un passo fuori traccia. Tutto pulito, tutto corretto. Forse troppo. E proprio qui sta il problema. Perché il mood della conduttrice è leggero, quasi sbarazzino, e gli ospiti spesso arrivano carichi di storie, eccessi, svolte imprevedibili. Ingredienti perfetti per accendere il caos buono. E invece la regia li tiene al guinzaglio. Ogni tanto, in mezzo a interviste che potrebbero esplodere in momenti davvero esilaranti o emotivamente fuori controllo, spunta un format che sembra costruito con lo stampino: ordinato, prevedibile, rassicurante. Ma la tv, quando funziona davvero, non è mai troppo rassicurante. Risultato? La noia ogni tanto si affaccia e resta lì un po’ troppo a lungo. Ed è un peccato, perché il potenziale, quello vero, è decisamente più alto del perimetro in cui viene tenuto.

Cristiano Malgioglio: un film già visto. Voto 4. Cristiano Malgioglio è ormai un format nel format. Paillettes, ciuffo ossigenato, citazioni su Mina e Raffaella Carrà, l’amicizia raccontata e rilanciata con Carlo Conti, i ringraziamenti rituali a Maria De Filippi, e l’immancabile amore per la Spagna e i film di Pedro Almodovar. Fine. Ogni intervista sembra un loop già scritto, un copia-incolla che alla lunga perde mordente e risulta ridondante. Troppo. Sempre gli stessi frammenti, sempre la stessa confezione. La sensazione è quella di aver visto la puntata successiva prima ancora che inizi. Eppure il paradosso è evidente: Malgioglio è tutt’altro che fermo. È un autore che ha scritto hit, uno che nel tempo si è reinventato e continua a muoversi nello spettacolo con una sua coerenza stilistica precisa. Il punto è che in tv resta ingabbiato nel personaggio-cartolina. Ha una vita privata che racconta pochissimo, e forse è proprio lì che si nasconde la vera curiosità. Allora viene da chiedersi: che senso ha riempire spazi televisivi per farsi ripetere sempre le stesse cose? Perché a un certo punto il glitter non basta più. E nemmeno il ciuffo.


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