Cristina D’Avena, il “portafortuna” degli Azzurri: l’inno prima della vittoria e la promessa su Mancini

Cristina D’Avena racconta il suo rapporto con il calcio, dagli inni per gli Azzurri all’amore per Cabrini, passando per una promessa tutta da scoprire.

Virginia Destefano

Virginia Destefano

Social Media Manager & Copywriter

Una passione smisurata per le serie TV. Laurea in Cinema, Televisione e New Media, videomaking e scrittura sono il mio passatempo preferito.

Cristina D'Avena
Mediaset Infinity

Cristina D’Avena e il calcio condividono un legame che va ben oltre le semplici sigle. La cantante, infatti, ha prestato più volte la sua voce al mondo del pallone. E proprio con un brano dedicato alla Nazionale ha vissuto una curiosa coincidenza. Era il 2021, quando gli Azzurri conquistarono il campionato europeo dopo una lunga cavalcata. A fare da sottofondo alla sua passione c’era anche una canzone nata con l’intenzione di portare fortuna alla squadra. Un’esperienza che oggi, alla luce del ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra, potrebbe quasi suggerire un nuovo capitolo.

Cristina D’Avena e l’inno per gli Azzurri: la canzone prima della vittoria

Il rapporto tra Cristina D’Avena e il mondo del calcio affonda le sue radici in diverse esperienze musicali. D’altronde, il colore azzurro è quasi una costante nella sua carriera: è diventata celebre anche grazie alla sigla dei Puffi, con cui conquistò il suo primo Disco d’Oro. Ma qualche anno fa la sua voce è arrivata anche sul terreno di gioco. In occasione degli Europei di calcio disputati nel 2021, dopo il rinvio della competizione inizialmente prevista per il 2020 a causa della pandemia, la cantante incise due remake legati a Holly & Benji: due fuoriclasse. I brani erano "Tutto di un fiato" e "Nel cuore solo il calcio", quest’ultimo pensato proprio come un omaggio alla Nazionale.

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Come raccontato da Cristina D’Avena, il testo sembrava quasi una dichiarazione di fiducia nei confronti degli Azzurri: "E l’Italia vinse gli Europei!", ha ricordato, ripensando a quella particolare coincidenza. E oggi, con Roberto Mancini nuovamente alla guida della Nazionale, il ricordo torna inevitabilmente a galla. "Devo pensare in fretta a incidere un altro inno", ha scherzato la cantante come raccontato nell’intervista di Leggo. D’Avena ha poi ricordato anche il legame della madre con Mancini, grande tifoso e calciatore marchigiano come lei.

Dalla passione per Cabrini al Bologna: il calcio nel cuore

Quello della cantante, però, non è soltanto un rapporto musicale con il pallone. Cristina D’Avena ha raccontato anche alcuni ricordi personali legati alla Nazionale, a partire dai Mondiali del 1982, quando aveva appena 18 anni. Tra le immagini rimaste impresse nella sua memoria c’è l’esultanza di Marco Tardelli e quella del presidente Sandro Pertini in tribuna. Anche la finale del 2006 è un ricordo indelebile, seppure vissuto in maniera decisamente particolare. Come detto dalla cantante, non riusciva nemmeno a guardare i rigori: si voltò dall’altra parte della televisione, chiuse gli occhi e si tappò le orecchie. Solo al momento dell’esultanza finale si lasciò andare completamente alla gioia.

La passione per il calcio arriva anche dalla sua infanzia. Nonostante il padre fosse un grande sostenitore dell’Inter, D’Avena racconta di aver tifato Juventus, soprattutto per una ragione molto precisa: la sua infatuazione per Cabrini. "Ero innamorata persa di Cabrini", ha raccontato, ricordando quanto lo seguisse in televisione. Un incontro con l’ex calciatore è poi arrivato davvero, molti anni dopo. Nel frattempo, però, la cantante ha trovato un curioso punto d’incontro con la fede nerazzurra del padre grazie all’amicizia con Lele Oriali. E c’è un’ultima squadra che occupa un posto speciale nel suo cuore: il Bologna, legato alla città in cui è nata. Proprio allo stadio rossoblù Cristina D’Avena ha avuto anche l’occasione di cantare davanti alla curva. Un altro tassello di quel rapporto con il calcio che, tra musica, ricordi e tifo, sembra destinato a continuare.


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