Cristiana Capotondi, la frase sulla figlia svela la sua paura da mamma: “Non voglio che lei sia la prima”. Poi riapre il caso scuola e professori

L'attrice italiana racconta Minerva, la nuova serie Netflix, tra disciplina militare e giovani alle prese con voti, pressioni e aspettative dei genitori.

Melania Fiata

Melania Fiata

Giornalista

Laureata in Lettere, divoratrice di libri e serie. Scrivo di spettacoli, film e TV.

Cristiana Capotandi racconta la serie Netflix Minerva
Mediaset Infinity

Il 22 settembre esce Minerva – La Scuola, la nuova serie Netflix con protagonista Cristiana Capotondi. L’attrice interpreta una docente alle prese con ragazzi, regole e pressioni familiari, in un ambiente segnato dalla disciplina dell’educazione militare. In un’intervista a la Repubblica, Capotondi racconta il lavoro sul personaggio e riflette sul rapporto tra genitori, insegnanti e adolescenti, soffermandosi anche sulle aspettative legate ai voti e al successo. Di seguito, tutti i dettagli.

Cristiana Capotondi è la professoressa Canali in Minerva

In un’intervista a La Repubblica, l’attrice racconta la costruzione del personaggio della professoressa Canali, una docente che rifiuta l’idea di un’educazione fondata esclusivamente su disciplina e obbedienza e preferisce spingere i suoi studenti verso l’autonomia e il pensiero critico. Per interpretarla si è ispirata a due suoi insegnanti: un professore di storia e filosofia, severo ma disponibile al confronto, e una docente di matematica e fisica particolarmente empatica.

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Cristiana Capotondi e gli adolescenti di oggi

Parlando dei giovani di oggi, sottolinea quanto i social abbiano modificato il rapporto tra adulti e adolescenti, rendendo più difficile il compito di genitori e insegnanti: "Il mondo dei social ha trasformato il rapporto tra gli adulti e i ragazzi, sia in famiglia che a scuola. È quello che vedo, in minima parte, anche nella mia esperienza di mamma. Mia figlia è piccola, ha solo quattro anni, sono ancora un passo indietro, eppure credo che l’adolescenza sia sempre più complessa perché per i genitori è molto difficile fare i genitori e per i professori è molto difficile fare i professori. Ci sono sempre meno luoghi che costruiscono una rete educativa allargata, io sono cresciuta in parrocchia frequentando il gruppo scout. Dal lato dei genitori vedo una grande solitudine, ma anche i professori sono soli." E aggiunge: "C’è una sorta di sfiducia nei confronti delle figure che si occupano dell’educazione dei nostri figli che a me non piace e che contrasto. Il modello è quello della mia infanzia, quando un insegnante diceva qualcosa a scuola – che fosse la maestra dell’asilo o il professore del liceo – per i miei genitori era legge. Ho avuto un percorso educativo unico, forte e coerente. Poi una volta per stare tranquilli bastava che tuo figlio fosse in casa, oggi il fuori è entrato dentro, la mappatura della vita dei figli diventa complessa ma da genitore non puoi non farlo senza togliere loro la libertà. Controllo è una parola che non mi piace… Forse possiamo opporgli la parola attenzione".

Pensando alla propria figlia, l’attrice spiega di non voler puntare sul successo a tutti i costi, ma sulla capacità di migliorarsi e di scoprire gradualmente le proprie inclinazioni: "Io non desidero che mia figlia sia la prima a scuola o in tutte le cose che fa, desidero che evolva ogni giorno e in qualche modo si misuri con sé stessa".

La libertà di scelta per Cristiana Capotondi

La serie affronta anche il tema dell’educazione militare, molto distante dalla visione personale dell’attrice. Durante le riprese, lei e Irene Maiorino si sono interrogate sul rapporto tra obbedienza, coscienza individuale e libertà di scelta: "Durante la lavorazione della serie abbiamo avuto delle crisi di obiezione coscienza molto profonde, soprattutto io e Irene Maiorino. È la natura stessa dell’educazione militare che impone di seguire il comando anche se ci sembra folle, l’organizzazione piramidale militaresca ti porta a questo, anche se ti sembra sbagliato. È l’antitesi del mio modo di vedere le cose e pure del mio personaggio. Credo che però sia la base di quel tipo di organizzazione, un po’ come accade con la fede e la Chiesa. Nessuno sta a discutere se la Madonna fosse vergine o no… Ci fidiamo. È affascinante perché credo sia insito nello spirito umano il fatto di affidarsi ma è interessante anche chi invece sceglie, come Eva, di mordere la mela e andare a vedere… Questi sono i discorsi che abbiamo fatto sul set: c’è chi non mangerà mai la mela e chi sì e magari per loro il percorso sarà più avventuroso, più interessante".

Cristiana Capotondi, vent’anni dopo l’uscita di Notte prima degli esami

L’attrice torna nei panni di un insegnante vent’anni dopo il film Notte prima degli esami, di cui ricorda il successo improvviso con entusiasmo ma anche con una certa preoccupazione, legata al timore che la fama potesse trasformarla: "Per un attore fama e popolarità significano poter fare delle scelte. Dopo quel film per me è stato così. È stato un momento molto felice. Ricordo la paura di essere trasformata da quel successo e l’euforia di quei giorni in cui non si parlava d’altro. Comunque mi sentivo pronta, perché negli anni avevo avuto qualche delusione che mi avevano fornito una corazza".

Di cosa parla la serie Minerva

La storia di Minerva si svolge all’interno di un liceo militare di Napoli, dove vi sono regole molto rigide. Gli studenti si svegliano all’alba per l’alzabandiera, non possono usare il cellulare né indossare abiti civili e studiano anche materie come tattica militare e scherma. Sono vietate le relazioni amorose e ogni errore può avere conseguenze molto severe.


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