Cremonini replica alle polemiche sul concerto di Milano. E da Imola omaggia Vasco: "Se vuoi fare la storia, devi conoscerla"

Un fiume di polemiche per l'organizzazione dei concerti di Cesare Cremonini che replica duramente alle critiche. Poi l'omaggio a Vasco in Vita Spericolata

Martina Dessì

Martina Dessì

Music Specialist

Ascolto, scrivo, a volte recensisco, smonto classifiche: la musica è il mio primo amore.

Era uno degli eventi musicali più attesi di questa stagione, una celebrazione in grande stile per consacrare un percorso discografico unico. Cesare Cremonini ha conquistato l’Ippodromo SNAI La Maura di Milano davanti a una marea di 80.000 persone, confermandosi come l’artista che, più di molti altri negli ultimi anni, ha tracciato una traiettoria precisa sulla musica pop italiana sempre più alla deriva. Eppure, come spesso accade quando i numeri si fanno di questa portata, il trionfo si è mescolato con la scia delle polemiche social, spingendo il cantautore bolognese a una riflessione profonda e controcorrente sul senso stesso dei "grandi eventi" che ha già dichiarato di voler abbandonare per un po’. Una replica indiretta che, idealmente, si è spostata sull’asse Milano-Imola per un omaggio speciale a chi della storia del rock italiano detiene le chiavi: Vasco Rossi.

La polemica social e i disagi all’Ippodromo

A incendiare il dibattito nelle ore successive allo show è stato il video virale di una spettatrice, fan della prima ora sin dalla fine degli anni Novanta, che ha denunciato pesanti disservizi logistici. Secondo la sua testimonianza, il concerto sarebbe iniziato mentre migliaia di persone erano ancora all’esterno, costrette poi a lunghi cammini al buio e a controlli di sicurezza definiti "inesistenti". "C’è chi è entrato alla dodicesima canzone, tanto valeva restare a casa", ha protestato la donna, lamentando anche di essere stata bloccata sui social dall’artista dopo aver espresso il proprio dissenso.

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Ma la contestazione non ha trovato un riscontro assoluto: la Rete si è prontamente divisa e moltissimi altri spettatori hanno descritto una situazione diametralmente opposta, elogiando la puntualità spaccata di Cremonini, l’organizzazione fluida e il rispetto per chi era arrivato all’Ippodromo con largo anticipo.

La dura riflessione di Cesare: "Oggi il pubblico ha lo stesso ego degli artisti"

A far riflettere, però, è stata la risposta personalissima che lo stesso Cremonini ha affidato ai social. Sotto un video aereo dell’evento – definito dal cantautore come "l’ultimo concerto di queste dimensioni a Milano per un po’ di tempo" – sono comparsi alcuni commenti critici legati all’acustica e alla visibilità. La replica di Cesare Cremonini non si è fatta attendere: "Pensa che questi concerti li facevano anche 50 anni fa senza schermi, senza una passerella da 100 metri e con la tecnologia audio dei nostri nonni".

E ancora: "Il pubblico non sentiva un ca**o ma capiva cosa stava accadendo. Oggi il pubblico ha lo stesso ego degli artisti. Per questo voglio fermare questa macchina. Il concetto di ‘grande evento’ è stupendo ma porta fuori strada rispetto alla musica attuale".

L’omaggio al Komandante: "Siamo tutti figli di quel concerto"

Ed è proprio in questo clima di riflessione che il pensiero e il percorso di Cremonini si sono spostati a Imola, dove ad accoglierlo ha trovato la nuova e magnifica area concerti dell’Autodromo, la Music Park Arena. Un luogo proiettato nel futuro della musica live, che ha spinto però l’artista a guardarsi indietro, dedicando un tributo emozianante a chi quel territorio lo ha reso leggendario. L’omaggio a Vasco Rossi è diventato così un manifesto di profonda gratitudine artistica e storica.

"Se vuoi fare la storia devi conoscerla. Noi rispettiamo questo luogo e chi ha permesso ad artisti come me di sognare in grande per essere qui. Grazie Vasco Rossi", ha dichiarato Cremonini, sottolineando l’importanza delle radici. "La nuova arena per concerti Music Park Arena all’Autodromo di Imola è magnifica ma non dimentichiamo da dove veniamo. Siamo tutti figli di ‘quel’ concerto. Ho sentito il dovere di omaggiare il Re dell’autodromo". Ma le polemiche sull’Ippodromo non sono ancora finite.


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