Couture, Angelina Jolie nella sua prova forse più personale in un film intimista e simbolico. Recensione
Scritto e diretto da Alice Winocour e presentato al Toronto International Film Festival, unisce malattia, destino ed esistenza

Nella Settimana della Moda di Parigi si intrecciano tre storie che hanno come filo conduttore il corpo, la sofferenza, la malattia e il destino. Scritto e diretto da Alice Winocour, Couture si impernia su tematiche molto alla regista francese: il corpo, appunto, ma anche il trauma e la resilienza. La resilienza tipica di quelle donne messe davanti a prove apparentemente insormontabili nella vita, che siano legate al lavoro quanto a una svolta imponderabile degli eventi.
A guidare un cast quasi totalmente femminile e in cui le uniche presenze maschili di rilievo sono Louis Garrel e Vincent Lindon, una Angelina Jolie in assoluto stato di grazia. Intensa e molto vulnerabile, ha evidentemente sentito molto un ruolo che si rifà anche parzialmente alla sua biografia personale. Accanto a lei Ella Rumpf e Anyier Anei. Nei cinema nostrani a partire al 19 agosto 2026, è stato presentato fuori concorso al Toronto International Film Festival, nonché al Festival del Cinema di Roma.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppCouture – La recensione del Film
Nonostante il setting durante la Settimana della Moda parigina, Couture parla pochissimo di questo argomento. Il focus del film sono le esistenze in transito delle tre protagoniste, le cui storie si intrecciano e si sfiorano vicendevolmente, influenzandosi l’un l’altra. Come dice il titolo "cucitura", la pellicola di Alice Winocour mostra tre persone che cercano di tagliare un certo istante della propria esistenza e richiuderlo, ricucirlo appunto, con un nuovo ricamo che ne cambi la direzione, il destino. E abbiamo quindi una giovane make-up artist che tenta di sfondare con un libro basato sulle proprie esperienze; una ancora più verde modella arrivata da una terra lontana, dove ha lasciato la famiglia, per trovare fortuna; una regista che si trova a fare i conti con una rivelazione che le stravolge i piani e la costringe a rimettere tutto in prospettiva.
Couture è tuttavia anche una riflessione sui corpi, fatta utilizzando il mondo della moda con un palcoscenico. Winocour ci mostra come spesso, a discapito dei nostri progetti, non sia possibile rimanere su una passerella già tracciata. Nella vita non siamo mai totalmente responsabili di ciò che ci accade e quella percentuale di imprevedibilità influisce sulle nostre fragilità, sui nostri incontri e sul nostro futuro.
Di cosa parla la trama di Couture con Angelina Jolie
Durante la settimana della moda parigina, Maxine (Jolie), regista americana chiamata a girare un corto per una maison di alta moda, riceve una diagnosi di tumore al seno che la costringe a confrontarsi con la propria vulnerabilità. Decisa a coronare il sogno di dirigere un proprio film, dovrà scendere a patti col fatto che la vita, nonostante tutto, spesso non va come vogliamo noi. Intorno a lei orbitano Ada (Anei), giovane modella sudsudanese al suo debutto, e Angèle (Rumpf), truccatrice con ambizioni letterarie. La prima ha lasciato la propria famiglia, nascondendo anche al padre le proprie reali intenzioni, perchè spinta dal sogno di ritagliarsi uno spazio nello sfavillante mondo del fashion, anche per donare ai suoi cari un futuro migliore. La seconda vuole dare un taglio netto alla propria esistenza, fatta di compromessi, lavori saltuari e una mancanza di stabilità che non le permettono di avere un futuro.
Non tutte le cuciture sono dritte
Purtroppo, nonostante le buone intenzioni di partenza, l’abito confezionato da Winocour non ha le cuciture eseguite sempre in maniera corretta. Ai tre personaggi principali non viene concesso il giusto spazio per sviluppare adeguatamente la propria trama e l’intreccio finisce per risultare ben poco armonico. In particolare, la figura di Angèle, che dovrebbe fare un po’ da collante, non risulta mai incisiva quanto dovrebbe e rimane sullo sfondo. Convince invece la costruzione delle scene. Pur non essendo un film patinato, Couture vanta una ricerca minuziosa per quanto riguarda l’assemblaggio delle inquadrature con immagini d’impatto, simboliche ed efficaci in grado di raccontare quasi più delle parole.
A brillare, comunque, è senza dubbio il cast e in particolare Angelina Jolie. Senza troppi giri di parole, siamo davanti a una delle migliori interpretazioni dell’attrice californiana, che nel portare su schermo una tematica notoriamente a lei cara risulta perfettamente in parte. Accanto a lei Ella Rumpf e Anyier Anei regalano performance sentite ed efficaci, per quanto a loro venga riservato meno spazio sotto all’ideale riflettore. Louis Garrel e Vincent Lindon portano in scena personaggi dal tono misurato e totalmente al servizio della storia.
Con Couture, Alice Winocour mette in luce un concetto tanto "banale" quanto sottovalutato: la vita è un susseguirsi di gioie e dolori, risate e urla e noi abbiamo un potere limitato sul destino, in quanto l’imprevedibile e l’imponderabile sono sempre dietro l’angolo. L’unica cosa che possiamo fare è cercare di trarre da ogni situazione un insegnamento e un’occasione positiva. Vi ricordiamo che Couture esce al cinema in Italia il 19 agosto 2026.
VOTO: 6/10
