Cos’è il revenge porn: il caso Signorini-Corona spiegato nei dettagli e i precedenti famosi

Si tratta di una vera e propria violenza molto dolorosa, un reato punibile con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5mila a 15mila euro.

Mara Fratus

Mara Fratus

Giornalista

Nella mia vita non possono mancare, il silenzio, il mare e Il Libro dell'inquietudine sul comodino, insieme a un romanzo di Zafon.

Il revenge porn è un reato, ed è una forma di violenza e abuso psicologico molto seria e grave. In questi giorni si sta tornando a parlarne per via del materiale diffuso da Fabrizio Corona nel suo podcast Falsissimo, in cui ha accusato Alfonso Signorini di aver creato un qualche ‘sistema’ per agevolare alcuni concorrenti del Grande Fratello in cambio di presunti favori (anche di natura sessuale). Ora, il sostituto procuratore Alessandro Gobbis e l’aggiunto Letizia Mannella, che dirige il dipartimento che si occupa di reati a sfondo sessuale, hanno fatto perquisire l’abitazione di Corona e le sedi della Velvet cut srl (dove viene girato il programma), e hanno disposto il sequestro di alcuni materiali. L’ex paparazzo è indagato dalla Procura di Milano per diffusione di video a contenuto sessualmente esplicito, anche se secondo il suo legale, Ivano Chiesa, il reato di revenge porn non c’entra nulla. Nel mondo dello spettacolo, non è certo il primo caso. Vediamo insieme i precedenti e in cosa consiste il reato.

Cosa è il reato di revenge porn e come viene punito dalla legge

Il revenge porn (in italiano letteralmente ‘vendetta porno’), consiste nell’invio, pubblicazione o diffusione, di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito destinati a rimanere privati, e fatto da parte di chi li ha realizzati o sottratti e senza il consenso della persona raffigurata. Spesso è un atto a scopo vendicativo, un vera e propria violenza, ma accade anche in altre circostanze molto più ampie. È una pratica che può avere effetti drammatici a livello psicologico, sociale e anche materiale sulla vita delle persone che ne sono vittime, è un reato previsto dall’articolo 612 ter del codice penale, e fa parte dei reati contro la persona ed in particolare dei delitti contro la libertà individuale.

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L’art 612 ter cp è rubricato "diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti". La pena prevista per il reato di revenge porn è la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5mila a 15mila euro, che si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro un danno. La pena, inoltre, aumenta se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa oppure se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici.

Dal caso Corona-Signorini a quello di Belen e Diletta Leotta

Il recentissimo caso Corona-Signorini non è certo l’unico nel mondo dello spettacolo. Anni fa anche Belen Rodriguez e Diletta Leotta furono vittime di revenge porn. La prima subì questa violenza da un suo ex che diffuse in rete dei loro video intimi, mentre le immagini della seconda vennero rubate nel 2016 dal suo ICloud insieme al numero di telefoto e spammate sul web in una cartella su Dropbox. Il reato di revenge porn colpisce quasi sempre le donne, al 90%, e anche parecchie star americane l’hanno subito: da Jessica Alba, a Blake Lively, passando per Mila Kunis, Miley Cyrus e Rhianna.


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