Corona 'oscurato' da colossi del web, il Codacons attacca: “Due pesi e due misure”. La rabbia dell’avvocato: "Sono tutti con Fabrizio"
L'associazione dei consumatori ha diffuso una nota durissima dopo la 'censura' dei profili dell'ex paparazzo. Critiche pesanti anche dall'avvocato di Fabrizio. Ecco i dettagli.

Il caso Fabrizio Corona si arricchisce di un nuovo capitolo, e stavolta a scendere in campo è il Codacons. L’associazione dei consumatori ha infatti preso posizione dopo il ‘blitz’ dei colossi del web contro l’ex re dei paparazzi, criticando la tempestività con cui Meta e Google avrebbero agito in questo contesto. Mentre in altre circostanze, con violazioni mediaticamente meno ‘rilevanti’, l’intervento delle aziende americane era stato tutt’altro che repentino. E a esprimersi sull’oscuramento dei profili di Corona, nelle ultime ore, è stato anche il suo legale Ivano Chiesa. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.
Corona, l’intervento del Codacons dopo il ‘blocco’ social
Profili Instagram e Facebook cancellati, pagina di Falsissimo oscurata, video spariti dalle piattaforme. Così è iniziata la giornata di Fabrizio Corona, messo al bando da Meta e Google dopo le ripetute accuse contro Mediaset e Alfonso Signorini. E mentre in mattinata il web si è schierato in massa con l’ex compagno di Nina Moric – è arrivato anche l’endorsement di Rocco Siffredi – a gamba tesa sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons.
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Entra nel canale WhatsAppCon una nota molto dura, l’associazione ha subito chiarito di non voler entrare nel merito di ciò che Corona ha pubblicato, puntando invece il dito contro metodi e tempi della decisione. Il Codacons ha accusato i colossi del web di aver agito repentinamente in questo caso, mentre in altre circostanze, con violazioni anche gravi, contenuti segnalati dai cittadini sarebbero rimasti visibili per parecchio tempo.
Insomma, sarebbero stati applicati "due pesi e due misure che fanno sospettare la possibilità che queste grandi piattaforme intervengano con attività di oscuramento e rimozione delle pagine solo quando le violazioni hanno risalto sui mass media e diventano casi di cronaca". La richiesta dell’associazione, quindi, è che venga ricercata maggiore uniformità nell’applicazione delle regole. Per evitare l’impressione che vi siano cittadini di serie A e di serie B.
L’attacco dell’avvocato di Corona
Molto meno diplomatico è stato l’intervento dell’avvocato di Fabrizio Corona, Ivano Chiesa, che ha parlato apertamente di censura contro il suo assistito. "Non so il perché della rimozione", ha attaccato il legale, "ma è a rischio la libertà di parola…È un’operazione di censura impressionante, degna di altri Paesi non democratici, non dell’Italia, ma le persone hanno capito che l’obiettivo era solo quello di metterlo a tacere e io vedo, quando mi fermano in strada, che sono tutti con Fabrizio". Chi invece non si è ancora espresso in merito, anche perché privato dei mezzi per farlo, è lo stesso Fabrizio Corona.
