Interrotto il concerto di Bad Bunny a Milano, evacuate migliaia di persone: in fuga anche Elodie e Franceska. Le ipotesi di recupero
Si ferma a mezz'ora dall'inizio il concerto di Bad Bunny a Milano, colpita da un violento temporale con grandine che ha ferito alcuni degli spettatori. Cosa ne sarà del secondo show dell'artista portoricano

Quella che doveva essere la grande festa estiva di Bad Bunny si è trasformata, nel giro di pochissimi minuti, in uno scenario di pura emergenza. Sabato sera, 18 luglio, l’Ippodromo La Maura di Milano è stato letteralmente travolto da un nubifragio che ha paralizzato la città. Solo ventiquattro ore prima, la stessa arena aveva ospitato il primo trionfale sold-out dell’artista senza il minimo intoppo. Anche Elodie e Franceska Nuredini, presenti all’evento, sono scappate dalla Casita per mettersi al sicuro dal violento temporale che si è imbattuto sullo show.
Stop al concerto di Bad Bunny, ci sono feriti
Tutto è precipitato in una manciata di istanti. Il cielo sopra Milano si è oscurato, squarciato da fulmini e spazzato da raffiche di vento violentissime. Sul palco, Bad Bunny aveva appena intonato la sua sesta canzone, coinvolgendo il pubblico accorso per la seconda e ultima data italiana del suo Debí tirar más fotos World Tour. Poi, il diluvio. Una grandinata spietata ha cominciato a flagellare il capoluogo e l’area del concerto. Inizialmente, come spesso accade in queste situazioni di instabilità meteorologica, dagli altoparlanti è giunto l’invito a mantenere le proprie posizioni, sperando in un rapido esaurimento della cellula temporalesca. Ma la natura, quella sera, aveva un piano ben diverso.
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Entra nel canale WhatsAppDi fronte a chicchi di grandine di dimensioni anomale, diventati in pochi istanti veri e propri proiettili di ghiaccio, la speranza ha ceduto il passo all’urgenza di salvaguardare la vita degli spettatori. L’ordine di evacuazione immediata è scattato inevitabile e perentorio. L’uscita di ottantamila persone, gestita grazie al formidabile e provvidenziale lavoro dei Vigili del Fuoco del comando provinciale e delle forze dell’ordine, non è stata purtroppo indolore. I sanitari del 118, intervenuti massicciamente sul posto, hanno dovuto soccorrere diversi spettatori, colpiti duramente alla testa dai blocchi di ghiaccio mentre cercavano disperatamente un riparo. Oggi è il giorno della conta dei feriti: fortunatamente per lo più traumi lievi, ma resta lo shock per un’esperienza inaspettata vissuta in un luogo che doveva essere di divertimento.
Milano bloccata dal maltempo, le ipotesi di recupero
Fuori dai cancelli dell’Ippodromo, il caos si è riversato sul tessuto urbano. Milano si è ritrovata paralizzata: le strade circostanti si sono trasformate in torrenti impraticabili, costringendo numerosi automobilisti ad accostare in condizioni di scarsissima visibilità. Migliaia di ragazzi, infreddoliti e spaventati, hanno vagato per ore alla ricerca di taxi del tutto introvabili. A complicare una logistica già compromessa è arrivata la chiusura anticipata della stazione metropolitana Uruguay, una misura drastica e impopolare, ma strettamente necessaria per prevenire pericolosi assembramenti nei tunnel sotterranei e permettere ai mezzi di soccorso di operare in sicurezza.
Ora, mentre la città conta i danni di questo violento colpo di coda del meteo, ci si chiede se il concerto potrà mai essere recuperato. La macchina organizzativa sarà certamente al lavoro in queste ore frenetiche per trovare una quadra. Trattandosi dell’unica tappa italiana, e considerando la rigidità di una logistica internazionale complessa come quella della star portoricana, incastrare una nuova data a stretto giro appare un’impresa titanica. L’ipotesi più realistica, qualora non si trovasse uno spiraglio nel calendario del tour, rimane l’avvio tempestivo delle procedure di rimborso integrale per i biglietti.