Achille Lauro - Comuni immortali, le pagelle: Laura Pausini mette i brividi (10), ma la sfilata non è uno show (voto 6)

Achille Lauro conquista San Siro con “Comuni immortali”: le pagelle del concerto-evento

Ilaria Losapio

Ilaria Losapio

Giornalista e content editor

Giornalista pubblicista, curo social e contenuti su intrattenimento, lifestyle e cultura pop. Scrittura e informazione sono la mia passione.

laura pausini e achille lauro
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Comuni immortali, le pagelle del concerto di Achille Lauro a San Siro: show, band, sfilata e il duetto da brividi con Laura Pausini

Comuni immortali è arrivato in prima serata su Canale 5 e ha portato sul piccolo schermo il grande concerto che Achille Lauro ha tenuto lo scorso 15 giugno allo Stadio San Siro di Milano davanti a circa 60mila spettatori. Un viaggio attraverso le diverse stagioni della carriera del cantautore romano, dagli esordi alle hit che lo hanno consacrato fino ai brani più recenti, tra musica e cambi d’abito che hanno accompagnato la sua evoluzione artistica. Sul palco anche alcuni ospiti, a partire da Laura Pausini, protagonista di uno dei duetti più attesi della serata. Ecco allora le nostre pagelle del concerto-evento.

Comuni immortali: i promossi della serata

Achille Lauro trascina e commuove. Voto 9. Si comincia con Amor e il colpo d’occhio è immediato. Achille Lauro entra in scena vestito di bianco, quasi immobile, mentre tutto intorno a lui prende vita. È un’apertura costruita sulla sottrazione, che dura però pochissimo: bastano le prime note perché San Siro venga trascinato dentro il suo mondo. Il concerto parte forte e Lauro dimostra subito di conoscere bene la regola fondamentale di uno show da stadio: non basta avere una scaletta di canzoni conosciute, bisogna riuscire a tenere insieme migliaia di persone.

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Lui ci riesce soprattutto attraverso il rapporto diretto con il pubblico. Lo chiama, lo incita, scherza, lo provoca e, quando serve, lo rimprovera persino. "Via i telefoni!", dice sorridendo. È un dettaglio che dice molto del suo modo di intendere lo spettacolo: Lauro vuole essere visto, ma soprattutto vuole che il pubblico partecipi.

Nel corso della serata alterna energia e momenti più raccolti, mantenendo una presenza scenica costante. È intenso, teatrale, perfettamente consapevole della propria immagine. E soprattutto riesce a non farsi schiacciare dalle dimensioni di San Siro.

Che show! Voto 9. Comuni immortali è pensato come qualcosa di più di un semplice concerto. La regia segue Lauro con attenzione, si alternano sapientemente primi piani e campi larghi capaci di restituire la dimensione spettacolare dello stadio. Il ritmo è sostenuto e gli intermezzi video costruiscono una narrazione che accompagna le diverse fasi della serata.

Tra le immagini più suggestive ci sono quelle dal sapore quasi cinematografico, con un immaginario che richiama Dune e mette in scena riferimenti ad Adamo ed Eva, alla mela del peccato e alla condanna di una vita soltanto. È un filo conduttore che torna più volte e che permette di leggere lo spettacolo come un racconto sulla tentazione, sulla caduta, sulla ricerca di una forma di eternità.

Lauro ama da sempre lavorare sulla simbologia e qui la porta su una scala decisamente più grande. La musica viene affiancata da una dimensione visiva costruita con cura, mentre le incursioni orchestrali aggiungono profondità alle esibizioni senza appesantirle.

Il risultato è uno spettacolo molto televisivo nella confezione, ma pensato per funzionare innanzitutto davanti a un pubblico dal vivo.

La band dei sogni. Voto 10. Qui c’è poco da discutere. La band è impeccabile. In uno spettacolo che cambia continuamente registro, passa dalle atmosfere più intime alle esplosioni sonore da grande palco e deve seguire una regia tutt’altro che statica, non si registrano sbavature degne di nota.

Il lavoro dei musicisti resta spesso sullo sfondo, come è inevitabile in un concerto costruito intorno alla figura di Lauro, ma è proprio questa capacità di sostenere lo show senza rubargli la scena a fare la differenza.

Laura Pausini immensa. Voto 10. Poi arriva Laura Pausini e, per qualche minuto, tutto il resto passa in secondo piano.

È uno di quegli ingressi che cambiano immediatamente la temperatura di una serata. Lauro la accoglie come una dea e vuole lasciarle spazio.

I due condividono il palco sulle note di 16 marzo, prima che Pausini si prenda anche il momento dedicato a La solitudine, uno dei suoi brani più iconici. La collaborazione tra i due era già stata sperimentata a Sanremo e anche questa volta funziona soprattutto grazie alla capacità di Lauro di mettersi al servizio del duetto.

Lui la guarda, sorride, la abbraccia. In alcuni momenti sembra quasi voler lasciare che sia lei a prendersi tutta la scena. È una scelta intelligente: Pausini ha una vocalità immediatamente riconoscibile e un carisma costruito in oltre trent’anni di carriera. Lauro lo sa e non prova a competere.

Cosa non convince

La sfilata unica nota leggermente stonata. Voto 6. A un certo punto San Siro smette per qualche minuto di essere soltanto un luogo per la musica e diventa una passerella. Achille Lauro presenta "Erotica", la prima collezione realizzata come direttore creativo per Dondup. La sfilata porta sul palco un’estetica giocata sul bianco e nero, tra tailoring, trasparenze e lingerie

Visivamente funziona. Anzi, funziona molto bene. È elegante, provocatoria quanto basta, coerente con l’immaginario costruito dall’artista nel corso degli anni. E la scelta di portarla proprio a Milano, città che della moda ha fatto una delle proprie lingue ufficiali, ha una sua logica. Resta però una domanda: era davvero necessaria dentro un concerto?

Da un lato, interrompere il flusso musicale con una sfilata rischia di spezzare il ritmo. Dall’altro, la scelta ci ricorda che Lauro non è più soltanto un cantante che sale sul palco e canta le proprie canzoni. La moda è ormai parte integrante del suo linguaggio artistico.

Insomma, si poteva fare a meno della sfilata? Probabilmente sì. Ma come resistere alla tentazione di presentare la propria neonata collezione moda nel cuore della città più fashion d’Italia?


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