Il Diavolo veste Prada cambiò davvero la carriera di Meryl Streep? Ecco tutta la verità
Meryl Streep sarà al cinema con Il Diavolo veste Prada 2, ma in pochi conoscono il segreto del suo successo nel ruolo di Miranda nel primo film

Quando pensiamo al film Il Diavolo veste Prada, la prima persona che ci viene in mente è lei: Meryl Streep nel ruolo di Miranda Priestly. Eppure inizialmente alcuni membri della produzione del film non erano sicuri che Streep fosse l’attrice perfetta per la parte dell’algida e cinica direttrice della rivista di moda Runway. E forse tutti i torti non li aveva (ma non per la stessa ragione), considerando quanto è accaduto durante le riprese de Il Diavolo veste Prada. L’attrice si è ritrovata a vivere un momento di "depressione" a causa dell’uso del "Method acting" che l’ha portata a prendere una decisione drastica ma significativa per la sua carriera futura. Ma vediamo insieme cosa è successo e come è cambiata la sua vita.
Il Diavolo veste Prada, i dubbi della produzione sulla scelta di Meryl Streep per il ruolo di Miranda
Sono passati venti anni dall’uscita nelle sale cinematografiche del film diretto da David Frankel, ma solo un paio di anni fa è uscita la notizia che non tutte le persone coinvolte nella produzione de Il Diavolo veste Prada erano d’accordo sull’ingaggiare Meryl Streep per la parte di Miranda, ma qual è il motivo dietro a questi dubbi? Lo ha spiegato la produttrice Wendy Finerman nel podcast Hollywood Gold, sottolineando che per alcuni membri l’attrice non sarebbe stata in grado di seguire i tempi comici: "Con Meryl la gente credeva che fossimo pazzi. Voglio dire, c’è gente che è venuta da me e ha detto: ‘Sei pazza? Non è mai stata simpatica’. E invece sì, avevano torto. Anche se chiaramente si trattava di un tipo di mondo diverso per lei".
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Entra nel canale WhatsAppInsomma, non riuscivano a immaginarla nei panni di una donna come Miranda, capace di incutere timore e divertire il pubblico con humor sottile e tagliente allo stesso tempo. Se è vero che l’attrice aveva già interpretato ruoli da antagonista, come la narcisista Madeline in La morte ti fa bella e la senatrice Eleanor nel remake di The Manchurian Candidate, è anche vero che la regina della moda non era facile da portare in maniera autentica sullo schermo. Parliamo di una di quelle parti in cui anche un piccolo errore nell’interpretazione può fare la differenza, ma Meryl Streep è riuscita davvero a fare suo il personaggio, a mostrare ogni sfumatura di questa donna, regalando al pubblico una delle performance più belle della sua carriera; una carriera che l’ha portata a interpretare altri villain nel corso degli anni. Tra questi, la Strega Cattiva di Into The Woods, ruolo che le è valso la candidatura all’Oscar e ai Golden Globes come Miglior attrice non protagonista.
Meryl Streep poteva non essere Miranda (e i dubbi sul compenso)
Possiamo dire che forse nessun’altra attrice sarebbe stata in grado di portare una Miranda Priestly così vera sul grande schermo? Però il rischio c’era, di vedere un’attrice diversa da Streep nel film, e molto probabilmente anche colei che ha rifiutato questo ruolo non avrebbe sfigurato nella parte. Stiamo parlando di Glenn Close, una straordinaria ‘cattiva’ in molte pellicole, tra cui La carica dei 101: la sua Crudelia De Mon è superlativa, poi con quella risata malefica che ancora adesso viene imitata dai più… Una performance che – lo ricordiamo – le è valsa una nomination ai Golden Globe. E pensare che Close ha deciso di non partecipare al progetto perché stanca di ricoprire sempre le vesti dell’antagonista.
C’è da dire però che nemmeno Meryl Streep all’inizio era sicura di voler accettare il ruolo a lei proposto, ma il motivo non aveva nulla a che vedere con il suo personaggio, che nel libro è ispirato ad Anna Wintour, la potente e temuta direttrice di Vogue America, anche se l’attrice ha detto di essersi ispirata a Clint Eastwood e Mike Nichols. "Se Mike Nichols e Clint Eastwood avessero avuto un figlio, sarebbe Miranda Priestly", aveva dichiarato Streep al Late Show with Stephen Colbert. Avendo lavorato con entrambi i registi, infatti, l’attrice ha unito quanto ereditato dalle due parti per dare vita alla sua Miranda, donandole sia quell’umorismo sottile e tagliente che ferisce nel profondo, sia la capacità di comandare senza mai alzare la voce: la sua voce bassa la contraddistingue in ogni scena.
Tornando al possibile rifiuto, a Meryl Streep non convinceva la proposta economica fattale per interpretare Miranda. Quando la produzione ha alzato la posta in gioco, raddoppiandole lo stipendio, non ha più avuto dubbi sull’accettare la parte, anche perché lei stessa aveva ammesso che era una grande fan del progetto.
Il Diavolo veste Prada, il momento "depressione" di Meryl Streep e la scelta drastica che ha cambiato la sua carriera
Una volta iniziate le riprese de Il Diavolo veste Prada, per Meryl Streep è cominciato il vero incubo. In quel periodo l’attrice usava il "Method acting", un’evoluzione del "Metodo Stanislavskji", per interpretare il ruolo della direttrice di Runway. Questa tecnica, per chi non lo sapesse, implica che l’attrice si immerge completamente nei panni del suo personaggio, abbracciandone la psiche e, spesso, cambiando aspetto per entrare ancor di più nella parte, anche per periodi lunghi, anche fuori dal set, come ha fatto Meryl Streep per tutta la durata delle riprese, isolandosi dal resto del cast e della troupe.
Un metodo che può essere molto pericoloso, e Meryl Streep lo sa bene. Infatti sul set, mentre tutti ridevano, l’attrice ha passato dei momenti "orribili", o almeno così li ha descritti in un’intervista recente, arrivando a usare il termine "depressione". "È stato orribile! Ero infelice nella mia roulotte. Sentivo tutti che ridevano e se la spassavano. Io, invece, ero così depressa! E mi sono detta: ‘È il prezzo che paghi per essere il capo!’", aveva raccontato.
Dopo questa esperienza traumatica, Streep ha deciso di abbandonare definitivamente il metodo usato da molti altri grandi attori, tra cui Robert De Niro (in Cape Fear e Taxi Driver, tra gli altri), Jack Nicholson (in Shining), Joaquin Phoenix (in Joker) e Johnny Depp (in Pirati dei Caraibi). "È stata l’ultima volta che ho provato questa tecnica", ha rivelato infatti l’attrice. Anne Hathaway e Emily Blunt, sue colleghe di set nel primo film e nel suo imminente sequel, hanno confermato la profonda tristezza di Meryl Streep in quel periodo: "Voleva sempre unirsi e divertirsi con noi, ma evitava di farlo perché era sempre così immersa nel personaggio". E ancora: "Sai che non ha mai più fatto ‘Method acting’ da allora? Ha detto che in questo ruolo l’aveva resa così triste".
Un trauma per Meryl Streep, sì, che però l’ha resa memorabile sul grande schermo. Che poi, considerando la sua carriera prima e dopo Il Diavolo veste Prada, nemmeno le serviva provare quel metodo: basti pensare a pellicole come Kramer contro Kramer, La scelta di Sophie, I ponti di Madison County, La casa degli spiriti. E ancora: Mamma mia!, The Iron Lady e The Post, tra le più recenti. Insomma, col passare degli anni l’attrice è sempre più inarrivabile. Tutto ciò mette in luce un dettaglio per nulla irrilevante: il "Method acting" può essere utile se non sai bene come approcciarti a un determinato personaggio, ma non va a incidere davvero sulla carriera: se sei una valida attrice come Meryl Streep, che ha sempre dimostrato di sapersi destreggiare tra i ruoli più disparati, non hai bisogno di questa tecnica per eccellere, né di temere un nuovo personaggio da interpretare.
Cosa aspettarsi da Meryl Streep ne Il Diavolo veste Prada 2
Le immagini dei trailer parlano chiarissimo: Miranda Priestly è tornata ed è più spietata e cinica che mai, anche senza l’uso del "Method acting" da parte di Meryl Streep. Sarà che ormai il personaggio fa parte di lei. Di certo c’è che l’attrice continuerà a fare vittime con sussurri, sguardi gelidi e piccoli cenni/movimenti di testa che hanno sempre parlato più delle parole. Perché Miranda è così ed è esattamente come piace a noi da ben vent’anni.
Possiamo aspettarci però anche un piccolo cedimento da parte della direttrice di Runway. Nell’ultimo trailer, infatti, Miranda dice di amare il suo lavoro, ma prima o poi dovrà fare i conti con l’avvicinarsi della pensione. Lei è forte e dura, ma è pur sempre una persona, e lo ha dimostrato anche nel primo film, quando si è aperta con Andy circa il suo matrimonio fallito in un momento di debolezza: l’abbiamo vista con le lacrime agli occhi e la voce rotta, preoccupata per ciò che le sue due figlie avrebbero potuto leggere sui giornali dell’imminente divorzio.
Ma per saperne di più non possiamo fare altro che aspettare di vedere Il Diavolo veste Prada 2 al cinema: l’uscita è fissata per il 29 aprile 2026. Preparate i fazzoletti, perché questa è una chiara "operazione nostalgia" da parte di Hollywood.
