Venezia 2026 riscopre Tinto Brass: Col Cuore in Gola, il film pop e visionario che pochi ricordano. Perché dovreste (ri)vederlo
La Mostra di Venezia omaggia il regista veneziano con il restauro in 4K di Col cuore in gola, thriller pop del 1967 con Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin.

Prima ancora dei film che lo avrebbero reso celebre, Tinto Brass aveva già voglia di rompere gli schemi. A Venezia 2026 torna così Col Cuore in Gola, il thriller pop del 1967 che il regista girò nella Londra della Swinging London, tra colori, fumetti, inquietudine e atmosfere psichedeliche. È questo il film scelto per la serata di preapertura dell’83esima Mostra del Cinema, in una nuova versione restaurata in 4K. Un’occasione per riscoprire un Brass sorprendente, lontano dall’immagine più conosciuta e ancora immerso nella fase più sperimentale della sua carriera.
Col Cuore in Gola, di cosa parla il film: la trama
Col Cuore in Gola racconta l’incontro tra Bernard, un uomo disilluso, e Jane, una giovane donna priva di illusioni. Un incontro che avviene in un contesto segnato dalla presenza di un cadavere e che si consuma nell’arco di una sola giornata e della notte successiva. In questo tempo limitato, l’uomo riscopre la possibilità di tornare a sognare, mentre la donna sembra perdere anche gli ultimi legami emotivi, lasciando spazio a un istinto di pura sopravvivenza. A fare da sfondo alla vicenda è la Londra contemporanea, con le sue contraddizioni e la sua dimensione caotica, che finisce per influenzare profondamente la storia.
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Entra nel canale WhatsAppIl cast di Col Cuore in Gola
Il film, girato a Londra e interpretato da Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin, è stato presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia del 1967. Inoltre, è liberamente ispirato al romanzo Il sepolcro di carta di Sergio Donati, ed è sceneggiato da Tinto Brass, Francesco Longo e Pierre Lévy-Corti.
Le curiosità sul film di Tinto Brass, Col Cuore in Gola
Ovviamente, non mancano delle curiosità interessanti legate alla pellicola. Il film fa parte del gruppo di opere girate a Londra dal regista nel suo periodo londinese, seguito da Nerosubianco (1969) e Dropout (1970), ricche di riferimenti alla pop-art e al fumetto. Lo stesso Brass raccontò l’apporto decisivo di Crepax: si fece disegnare dal fumettista tutta una serie di tavole per i momenti d’azione. Il film è stato restaurato dal CSC di Roma con il supporto di Netflix e inserito nella sezione Venezia Classici, dedicata ai grandi film restaurati della storia del cinema.
Col Cuore in Gola: 5 motivi per cui dovreste (ri)vedere il film
Di seguito, vi proponiamo 5 motivi per cui dovreste vedere o rivedere questo fiore all’occhiello di Tinto Brass:
Ritorno sullo schermo (dopo quasi 60 anni) grazie al restauro
C’è da dire che, il lavoro di restauro digitale in 4K, curato dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma con il supporto di Netflix, permetterà al pubblico di vedere per la prima volta questa versione della pellicola. Per gli appassionati di cinema si tratta di un’occasione più unica che rara: assistere alla "prima mondiale" di un film che, di fatto, ha quasi sessant’anni.
L’interpretazione di due attori straordinari
Il film vanta l’affascinante presenza di Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin, ed è ambientato nella Londra pop e psichedelica del 1967.
La collaborazione con Crepax
Per dare forma alla sua idea di pop, Brass coinvolse Guido Crepax, all’epoca già celebre come autore di Valentina, chiedendogli di disegnare un’intera serie di tavole per i momenti d’azione del film. Lo stesso regista raccontò che si trattava di un lavoro raro, perché una delle poche occasioni in cui Crepax lavorò a colori, e che quelle tavole gli servirono concretamente come storyboard. Vedere il film significa quindi anche osservare da vicino un dialogo diretto e insolito tra cinema e fumetto d’autore.
Scoprire un Tinto Brass completamente diverso
Oggi il regista viene ricordato soprattutto per il cinema erotico che ne ha definito la fama internazionale, ma Col Cuore in Gola appartiene a una fase precedente e meno nota della sua filmografia, quella della sperimentazione linguistica e visiva. Vederlo oggi significa ricollocare Brass nella storia del cinema italiano non come autore di genere, ma come uno dei registi più anticonformisti e curiosi del rinnovamento degli anni Sessanta.
Un film che ‘rivive’ a Venezia
Ogni anno il festival apre simbolicamente la propria edizione recuperando un titolo importante del passato attraverso un accurato lavoro di restauro, e la scelta di quest’anno assume un significato ulteriore: Col Cuore in Gola era già stato presentato fuori concorso proprio alla Mostra del 1967, e oggi torna nello stesso luogo quasi sessant’anni dopo, come omaggio a un regista veneziano che ha attraversato, con questo film, una delle fasi più curiose e sperimentali della propria carriera.
