Morto Walter Savelli, chi era lo storico pianista di Claudio Baglioni: la separazione e l'addio straziante del cantante
Il cantautore ha salutato con un post social il musicista scomparso oggi. Fu lui a curare l'intro al pianoforte di "Mille giorni di te e di me". Ecco i dettagli.

Claudio Baglioni ha scelto un post ‘in versi’ per salutare Walter Savelli, il pianista che per oltre trent’anni è stato al suo fianco, architetto sonoro di una stagione irripetibile della musica italiana. La notizia della sua morte è arrivata attraverso un post su Facebook firmato dalla famiglia: "Walter se n’è andato stamattina, a causa delle complicazioni sopraggiunte dopo l’intervento". Un addio inaspettato e straziante, che Baglioni ha voluto omaggiare a modo suo. Vediamo tutti i dettagli qui sotto.
Claudio Baglioni, l’addio commovente al pianista Walter Savelli
A restituire la misura di chi fosse Walter Savelli sono state le parole di Claudio Baglioni, che gli ha dedicato non un comunicato o un post standard, ma una poesia vera e propria. Una lettera in versi a un amico, a un complice, a un maestro, pubblicata semplicemente sul suo profilo Instagram senza ulteriori commenti. Eccola nella sua interezza:
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caro Walter
tanto tanto caro.
I pensieri sparsi e disordinati
corrono nei luoghi e nei giorni
in cui siamo stati.
Si spingono e s’accavallano
tra i ricordi di mille e mille fatti
vissuti insieme accanto.
Là dove respira forte
la tua musica bella e raffinata.
Dove nuotano le tue mani
con quelle dita da pescatore di perle
ché di cose preziose
ne hai tirate su un bel po’.
Dove suona la risata frizzante
della tua amabile ironia.
Dove canta il tuo cuore
appassionato e mai abbattuto.
Dove restano le tue lezioni
sapienti e generose.
Sarai sempre un grande maestro
di musica e di vita
e con rispetto parlando
un mirabile saltimbanco
a cui si vuole un bene sconfinato.
Chi era Walter Savelli
Walter Savelli era soprannominato ‘il Generale’, nella band di Baglioni. Era l’uomo che plasmava il suono, che trasformava le idee in musica, come accadde per l’intro al pianoforte di "Mille giorni di te e di me", brano rimasto nel cassetto per tredici anni prima di trovare la sua forma definitiva. Il sodalizio con Baglioni era iniziato ufficialmente nel 1978, nell’ambito del super gruppo Extra, e da lì non si era più interrotto per decenni. Insieme avevano vissuto tour memorabili come "Assolo", notti magiche, concerti e una quotidianità fatta di prove, risate e passioni condivise — tra cui quella per il buon vino. Due uomini, oltre che due artisti, legati da un’amicizia che ha resistito persino alla separazione artistica.
La separazione definitiva da Baglioni
Quando Savelli decise di lasciare la band di Baglioni, in molti lo giudicarono duramente. "Mi dettero del pazzo, del malato terminale", raccontò il pianista in un’intervista alla giornalista Nicoletta Battilana. Ma la sua scelta era lucida e consapevole: aveva tre figlie, una moglie e una vita a Firenze che aspettava di essere vissuta: "Claudio, come mi aspettai, capì e mi appoggiò".
La separazione artistica, quindi, non aveva scalfito il legame umano tra i due. "Niente si è perso di noi e della nostra amicizia", aveva detto. E le parole di Baglioni dopo la sua morte lo confermano con una forza che non ha bisogno di ulteriori commenti.
