Claudio Amendola si rimette in gioco dopo anni ne "I Cesaroni": il ruolo insolito per il cinema italiano

Terminate le riprese de “L’eterna luce del giorno”: Claudio Amendola è un padre in un mondo distrutto, tra amore, paura e sopravvivenza.

Virginia Destefano

Virginia Destefano

Social Media Manager & Copywriter

Una passione smisurata per le serie TV. Laurea in Cinema, Televisione e New Media, videomaking e scrittura sono il mio passatempo preferito.

I Cesaroni 7 - Claudio Amendola
Mediaset Infinity

Si sono concluse ufficialmente le riprese de L’eterna luce del giorno, il nuovo film drammatico e post-apocalittico diretto da Lorenzo Giovenga. Un progetto ambizioso e internazionale che vede protagonista Claudio Amendola in un ruolo intenso e profondamente umano. Girato tra Sabaudia e Anguillara, il film si ispira a una storia vera e mescola elementi di sopravvivenza, amore familiare e isolamento. Al centro della narrazione c’è un padre disposto a tutto pur di proteggere la propria figlia in un mondo ormai al collasso. Una storia intima ma allo stesso tempo universale, che promette di emozionare il pubblico.

Un padre contro la fine del mondo: il ruolo di Claudio Amendola

In L’eterna luce del giorno, Claudio Amendola interpreta Renato, un padre amorevole che vive in un mondo devastato da un misterioso evento apocalittico. Il suo personaggio è il cuore emotivo del film: un uomo solo, segnato dal passato, che dedica ogni energia alla sopravvivenza della figlia Luce. La bambina, interpretata da Anna Mangiocavallo, è affetta da SCID, una rarissima malattia che compromette il sistema immunitario. Costretta a vivere in una camera sterile, Luce non ha mai avuto contatti con il mondo esterno, già distrutto quando lei è nata.

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Renato diventa così non solo un genitore, ma anche l’unico filtro tra sua figlia e la realtà: le racconta un mondo che non esiste più, cercando di proteggerla sia dai pericoli esterni sia dalla verità. Un ruolo complesso per Amendola, lontano da quelli più leggeri a cui il pubblico è abituato, e che promette una performance intensa e sfaccettata.

Trama, produzione e ambizione internazionale del film

Diretto e co-scritto da Lorenzo Giovenga insieme a Giuliano Giacomelli, il film è una coproduzione tra Italia, Albania e Polonia. Un progetto che unisce più realtà produttive e che punta a un respiro internazionale, sia per temi che per linguaggio visivo. Accanto ai protagonisti troviamo anche Dagmara Brodziak, Edmond Budina e Viktorie Ignoto. La storia si svolge in un casale isolato nell’Agro Pontino, dove padre e figlia vivono tra cibo in scatola e una quotidianità fatta di sopravvivenza.

Ma l’equilibrio si spezza quando un misterioso messaggio compare alla loro porta: "Non siete più al sicuro". Da quel momento, la narrazione si apre a nuovi scenari e tensioni, trasformando il racconto intimo in un viaggio carico di suspense. Dal punto di vista tecnico, il film può contare su una squadra solida: la fotografia è firmata da Marina Kissopoulos, le musiche da Bartosz Chajdecki e il montaggio da Emma Viali. Dopo il successo dei suoi lavori precedenti, Giovenga conferma la sua attenzione per progetti sperimentali e visivamente ricercati. Con L’eterna luce del giorno, il regista punta a raccontare una storia di amore e resistenza, dove il vero centro non è l’apocalisse, ma il legame indissolubile tra un padre e una figlia.


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