I più giovani 'vivono' nei cinema italiani, i più anziani disertano le sale: il cambiamento che mette in luce una verità inaspettata

Un'indagine di Fandango rivela un quadro ben diverso dalla reale percezione: a trainare l'economia dei cinema sono i più giovani, soprattutto i Millennial

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

Millennial e Gen Z popolano le sale dei cinema, disertate dai più anziani
UnSplash

Uno studio recente di Fandango apre un’interessante riflessione sullo stato delle cose nel mondo del cinema: in sala vanno principalmente i più giovani, ovvero Gen Z e Millennial. A disertare sono, a sorpresa, i nati prima del 1980. Stando all’agenzia di servizi statunitense che gestisce la online di vendita di biglietti cinematografici, l’87% dei Gen Z e l’82% dei Millennial ha visto almeno un film in sala nell’ultimo anno. Un dato che scende al 70% tra i Gen X e addirittura al 58% tra i Baby Boomer. Entrambe le generazioni più anziane sono dunque sotto la media nazionale del 76%, dato trainato al rialzo dai più giovani. Un quadro peculiare, se rapportato alla sempre più crescente critica riguardante il basso tasso di attenzione dei giovanissimi, di cui abbiamo parlato anche noi in questo articolo.

Sale piene di Gen Z e Millennial: la crisi dei cinema è "scongiurata"?

A vedere i dati, non poteva esserci news migliore per i grandi proprietari di cinema, tra i quali aveva iniziato seriamente a serpeggiare il timore (abbastanza fondato, a dire il vero) che tra i giovanissimi ci fosse sempre più disamoramento per la sala e per i suoi peculiari riti. Oltre alla paura che un’intera generazione mancasse la possibilità di familiarizzare con questo tipo di consumo culturale. Si tratterebbe quindi di una semplice percezione, quella che ha portato alla nascita dello stereotipo per cui la Gen Z è più affezionata alla fruizione di contenuti in streaming rispetto ai film al cinema.

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"Nonostante si sia diffusa la percezione che la Gen Z sia meno coinvolta nell’andare al cinema, i nostri dati mostrano che il loro interesse è in realtà in crescita", ha spiegato a Variety Jerramy Hainline, vicepresidente esecutivo di Fandango. "Ciò che colpisce particolarmente è quanto attribuiscano valore alla dimensione condivisa e comunitaria dell’esperienza, a conferma del fatto che le sale continuano a svolgere un ruolo importante come luogo di socialità per il pubblico più giovane", ha continuato. Non solo la stragrande maggioranza dei più giovani va "assiduamente" al cinema (si parla comunque di un solo film all’anno come linea di sbarramento), ma i frequentatori più assidui delle sale sono proprio i Millennial. Lo studio, condotto su oltre settemila intervistati tra i 18 e i 70 anni di età, ha rilevato invece come a disertare progressivamente la sala sia chi è nato prima del 1980.

I più giovani trainano l’economia dei cinema

Lo studio sottolinea un dato "parallelo" ma altrettanto importante: si tratta da un lato di una generazione più giovani e quindi molto più longeva, quella della Gen Z, mentre un’altra, quella dei Millennial, è nel periodo della propria vita in cui mettere al mondo dei figli. E proprio le famiglie sono un target importantissimo per l’economia delle sale. Senza contare il fatto che genitori moviegoer, ossia abituati ad andare al cinema, tendono a crescere figli altrettanto cinefili, portandoli fin da piccoli in sala e abituandoli a tale frequentazione. Un’abitudine confermata anche dal sondaggio, che rivela come il 78% dei genitori intervistati ha intenzione di portare i propri figli in sala nel corso del 2026, perché considera quest’esperienza tempo ben speso da passare in famiglia.

Millennial e Gen Z sono interessanti anche dal punto di vista delle abitudini di consumo in sala. Si tratta di due generazioni che non di rado tendono a consumare bibite e snack comprati prima del film, una fonte di guadagno importante nel bilancio dei cinema di tutto il mondo. Target attirati anche dalla migliore qualità di visione fornita da formati premium come l’IMAX (il più popolare), le sale dotate di impianti sonori Dolby e, sorprendentemente, anche la visione in 3D. Per la ricerca di nuovi film, invece, il vecchio approccio del passaparola e dei trailer si è mescolato con le nuove tecnologie. Ed è così che si va al cinema perché si è visto un promo o si è sentito parlare bene di un film, ma l’informazione è reperita sui social, dove vengono consumate clip dei film, interviste ai cast, recensioni e pareri di altri spettatori.

Cos’è adesso il cinema? Un’esperienza del tutto diversa

Dallo studio di Fandango è anche emerso quanto sia cambiata la concezione del cinema. Non più solo un luogo di materialmente vedere un film, ma uno in cui condividere esperienze di visione che possono diventare anche occasioni sociali. Gli spettatori intervistati hanno infatti rivelato di recarsi al cinema anche per assistere a dirette sportive, concerti di band o per i finali di stagione di alcune serie tv. Il cinema dunque diventa un luogo dove è possibile vivere in maniera amplificata l’esperienza condivisa di visione di un contenuto considerato "speciale".

Permane anche tra Gen Z e Millennial la tendenza a non andare al cinema da soli, ricercando in amici (Gen Z) e famiglia o partner (in particolare i Millennial) i compagni di visione preferiti. Proprio trovare una data che vada bene per tutti è una delle motivazioni che spinge Gen X e Boomer a frequentare in misura minore la sala. Sulle motivazioni per cui andare in sala, infine, Gen Z e Millennial divergono per la prima volta. Nel caso dei più giovani, il cinema è un’occasione sociale, in cui non si fugge dalla realtà ma si crea un proprio momento di condivisione e aggregazione. Per i nati tra il 1981 e il 1996, invece, recarsi in sala significa evasione pura, una rottura, quasi una fuga dalla quotidianità e dallo stress.


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