Chiara Ferragni rompe il silenzio su Fedez: "È scappato", sul Pandoro Gate: "Hanno provato piacere nel vedermi crollare"
Dopo due anni di riserbo, l’imprenditrice digitale sceglie un settimanale francese per dire la sua verita: tra il Pandoro Gate, la stampa e la fine del suo matrimonio.

A quarantotto ore dalla sentenza che l’ha prosciolta dall’accusa di truffa aggravata, Chiara Ferragni ha deciso di parlare. Lo ha fatto lontano dai riflettori della televisione italiana e scegliendo un’intervista lunga, densa e senza filtri, concessa a Paris Match. Un racconto che arriva dopo due anni di silenzio quasi totale, fatta eccezione per una breve apparizione a Che Tempo Che Fa nel marzo del 2024, durante la quale aveva evitato qualsiasi riferimento diretto allo scandalo e alla sua vita privata. Questa volta, invece, Ferragni ha messo insieme tutti i pezzi: la tempesta giudiziaria, il crollo mediatico, la solitudine e la fine del matrimonio.
Chiara Ferragni: il peso delle accuse e il Pandoro Gate
Tra i passaggi più duri dell’intervista, Ferragni torna sulle accuse che l’hanno colpita maggiormente durante il Pandoro Gate, spiegando come alcune ricostruzioni mediatiche siano state per lei devastanti dal punto di vista umano prima ancora che professionale: "Dicevano che avevo truffato bambini malati. Accuse che ti fanno apparire la persona peggiore del mondo. Al tempo ero all’apice della mia carriera, all’apice del mio successo. Perché avrei dovuto correre il rischio di ingannare qualcuno?". Ferragni non si sottrae però alle proprie responsabilità e ricorda di aver pagato per gli errori commessi, anche economicamente: "Sono stata multata, una multa molto salata di un milione di euro per pubblicità ingannevole. Tre giorni dopo, ho fatto un’ulteriore donazione di un milione di euro. Era il dicembre 2023, più di due anni fa. Era già una pena pesante e la questione avrebbe dovuto concludersi lì".
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Entra nel canale WhatsAppIl rapporto difficile con la stampa italiana e il linciaggio mediatico
Uno dei nodi centrali dell’intervista riguarda il rapporto con i media italiani. Ferragni ammette di aver sottovalutato l’importanza della stampa tradizionale, affidandosi quasi esclusivamente ai propri canali social: "Per molto tempo ho pensato di non aver bisogno della stampa, quindi non ho mai coltivato veramente quel rapporto. Non avevo un ufficio stampa, comunicavo direttamente attraverso i miei social media. Pensavo di essere il mio mezzo di comunicazione. È stato un errore". Ma accanto all’autocritica, emerge anche un’accusa precisa: "Ho la sensazione che ci sia stata una sorta di piacere collettivo nel vedermi cadere. Perché sono una donna e perché ho avuto troppo successo. Sono convinta che tutto questo non sarebbe mai accaduto a un uomo nello stesso modo, o almeno non con tanta violenza".
La fine del matrimonio con Fedez e il senso di abbandono
È però sul piano personale che l’intervista a Paris Match diventa più dura. Ferragni racconta la separazione come un ulteriore colpo arrivato nel momento peggiore. "Non ho mai avuto così bisogno di lui come in quel momento, e invece lui è scomparso. Sono stata malissimo. Fin dall’inizio del Pandoro Gate, ho capito che non ci sarebbe stato per me. Ero sempre stata il pilastro della relazione. E questa volta avevo bisogno di sostegno, rassicurazioni e amore. Ma lui è scappato, per evitare di essere travolto da questa tempesta mediatica". Nel suo racconto c’è anche il confronto con ciò che è accaduto dopo la separazione: "Dopo la nostra separazione, l’ho visto vivere la sua vita, viaggiare, frequentare altre donne. E ho pensato: se avessi fatto lo stesso, la gente mi avrebbe distrutta. Sarei stata odiata per anni. Ma per lui, andava tutto bene".
L’attesa della sentenza
Ferragni descrive infine l’attesa della sentenza come un periodo emotivamente logorante: "Non credo di aver ancora capito appieno cosa mi sta succedendo. Ho passato così tanti alti e bassi. Contavo i giorni che mancavano al verdetto. Alcuni giorni ero molto positiva, quasi fiduciosa, persino felice. Altri giorni pensavo: ‘Oh mio Dio, e se mi stessi solo prendendo in giro? E se il verdetto mi colpisse come una tonnellata di mattoni?’. Ci sono stati anche momenti in cui ero semplicemente esausta, molto pessimista". In mezzo a tutto questo, racconta di aver perso amicizie ma anche di aver scoperto chi le è rimasto davvero accanto: "Quando vinci tutti vogliono salire sul tuo carro, quando hai bisogno tante persone spariscono. Molti però mi sono rimasti accanto, dalla mia famiglia ai miei cari amici. E io rispondevo: ‘No, non mollerò mai’".
