Chiara Ferragni assolta, fine dell’incubo Pandoro Gate: le prime parole (e la stoccata di Selvaggia Lucarelli)

Oggi il Tribunale di Milano ha deciso il proscioglimento dell'influencer dall’accusa di truffa aggravata. Fondamentale la decisione del Codacons di ritirare la querela.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Alle 15.30 di mercoledì 14 gennaio il Tribunale di Milano ha messo il sigillo finale sulla vicenda giudiziaria del Pandoro Gate. Chiara Ferragni è stata assolta dall’accusa di truffa aggravata, dopo mesi terribili e un danno d’immagine incalcolabile per le sue aziende. All’uscita dall’aula, l’influencer ha immediatamente ringraziato la madre e i followers per il supporto. Ma non sono mancati gli attacchi al veleno, su tutti quello sferrato via social dall’arcinemica Selvaggia Lucarelli. Vediamo qui sotto i dettagli.

Chiara Ferragni, arriva l’assoluzione per il Pandoro Gate

Al centro della tempesta mediatica da due anni, per l’accusa di truffa aggravata, Chiara Ferragni ha finalmente rivisto la luce. È stata assolta dal giudice Mannucci, nel primo pomeriggio di oggi, per la vicenda legata al Pandoro Balocco Pink Christmas e alle uova di Pasqua Dolci Preziosi. E appena uscita dal Tribunale di Milano si è rivolta alle telecamere con soddisfazione: "Siamo tutti commossi, ringrazio i miei follower", ha detto emozionata, "sono felicissima, sono sollevata perché è la fine di un incubo. Ho telefonato subito a mia mamma che mi è stata sempre vicina. Sono molto contenta di poter riprendermi la mia vita. Sono stati due anni molto duri. Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta".

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Dal punto di vista tecnico, la decisione del giudice ruota intorno a un punto chiave: non è stata riconosciuta l’aggravante della "minorata difesa dei consumatori o utenti online", quella su cui la Procura aveva costruito l’impianto d’accusa per truffa aggravata. Senza questa aggravante, il reato è stato quindi riqualificato in truffa semplice, che richiede una querela per poter essere perseguito.

Ed è qui entra in gioco il Codacons. Circa un anno fa l’associazione dei consumatori aveva infatti ritirato la querela nei confronti della Ferragni, dopo un accordo risarcitorio che prevedeva versamenti e donazioni per diversi milioni di euro. Venuta meno la querela, il giudice ha dunque dichiarato l’estinzione del reato e il proscioglimento per lei e per gli altri imputati, compreso l’ex manager Fabio Damato e il presidente di Cerealitalia Francesco Cannillo.

La stoccata di Selvaggia Lucarelli a Chiara Ferragni

Come era prevedibile, tra le prime a intervenire sulla vicenda è stata Selvaggia Lucarelli, che sul caso Ferragni ha costruito negli ultimi anni inchieste, editoriali e infiniti ‘thread’ social. Poco prima della lettura della sentenza, la blogger aveva pronosticato già l’esito, scrivendo all’interno delle sue stories che, a suo avviso, l’imprenditrice sarebbe stata assolta.

Detto, fatto. E dopo il verdetto la Lucarelli ha anche commentato le parole di Chiara – in particolare il ringraziamento ai follower – con una frase velenosissima: "Pensa ai follower". Un modo per sottolineare, con la consueta ironia, quanto il rapporto (più o meno sincero) con il pubblico resti il cuore del ‘sistema Ferragni’, anche in una giornata dominata da temi giudiziari più che da strategie di marketing.


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