Chi vuol essere milionario chiude, il destino di Gerry Scotti: la decisione di Mediaset (e il grande errore)

Lo storico programma rilanciato lo scorso inverno ha chiuso la stagione con un bilancio ottimo. Ma restano criticità da correggere legate alla durata dello show.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Si è chiusa ieri sera la stagione di Chi Vuol Essere Milionario – Il Torneo, il quiz storico di Canale 5 che dal 7 dicembre scorso ha proposto una formula rinnovata, con tre concorrenti per serata e una fase eliminatoria prima delle partite finali. Gerry Scotti ha salutato il pubblico dando appuntamento alla prossima stagione, quindi il programma è confermato, a riprova del giudizio positivo dato dai vertici Mediaset. Eppure, il bilancio di questa edizione non è privo di ombre: dal calo degli ascolti (sul finale) fino alle lamentele del pubblico per la durata ‘esagerata’ dello show. Vediamo qui sotto tutti i particolari.

Chi vuol essere milionario, l’esordio brillante (prima del calo)

Chi Vuol Essere Milionario – Il Torneo era partito con il piede giusto, registrando ascolti che avevano persino superato la prima della Scala trasmessa su Rai 1. Un risultato straordinario per un quiz in prima serata, a conferma della solidità del format e dell’affetto del pubblico nei confronti di Gerry Scotti. Poi, con il passare delle settimane, i numeri hanno iniziato a calare. Non un crollo vertiginoso, ma una flessione costante che ha acceso un campanello d’allarme ai piani alti di Cologno Monzese.

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Il Direttore di Canale 5 ha comunque difeso il programma a spada tratta: "Questo si qualifica ancora una volta come quiz iconico, grazie alla competenza di Scotti che ne è il cuore, in grado di rinnovarsi senza perdere la propria identità". Parole che fotografano bene la situazione: il format piace, Scotti non si discute. Ma qualcosa nel meccanismo non ha funzionato come avrebbe dovuto.

Il grande limite del programma di Scotti

Il problema principale, segnalato con insistenza dagli stessi telespettatori sui social, riguarda la durata dello show. La nuova formula del torneo — con una fase eliminatoria tra dieci aspiranti concorrenti seguita dalle partite dei tre finalisti — ha allungato notevolmente la durata delle serate. Il primo concorrente cominciava a giocare ‘davvero’ non prima delle 22.40, il che significava concludere il programma, nel migliore dei casi, all’una di notte. Ma spesso anche dopo.

Ma il ‘problema’ dell’orario ha anche un’altra radice precisa, e porta ancora una volta (ironicamente) il nome di Gerry Scotti. Prima del Milionario va infatti in onda La Ruota della Fortuna, altro show condotto dal presentatore pavese, che occupa la fascia dell’access prime time portando il quiz a partire tardi, intorno alle 22. Un paradosso che vede il più grande punto di forza del programma — la continuità con Scotti — trasformarsi anche nel suo limite strutturale.

Gli spot e il ritmo spezzato di Chi vuol essere milionario

A complicare ulteriormente la fruizione, l’abbondanza di interruzioni pubblicitarie ravvicinate, che spezzano il ritmo del gioco proprio nei momenti di maggiore tensione. Scotti prova a tenere alta l’energia, ma ogni concorrente ha bisogno del proprio tempo per riflettere, e le pause pubblicitarie moltiplicano l’effetto di rallentamento complessivo. Il risultato, fotografato dai dati di ascolto, è significativo: il pubblico non smette di guardare il Milionario per passare a un altro canale. Spegne proprio la televisione.

Insomma, ciò che Mediaset potrebbe essere chiamata a rivedere è la gestione dei tempi. Anticipare l’inizio alle 21.30 sarebbe già un passo in avanti significativo. Ridurre la concentrazione degli spot nelle fasi cruciali del gioco, un altro. Ma si tratta comunque di aggiustamenti tecnici, non stravolgimenti: il format funziona, il conduttore pure, e l’affetto del pubblico c’è. Basta non sprecare tutto questo finendo a notte fonda.


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