Chi l’ha visto?, adesso è ufficiale: Raffaella Griggi è l’erede di Federica Sciarelli. Chi è la giornalista e inviata del programma di Rai 3

Già impegnata del programma cult del terzo canale, è stata annunciata dall'azienda come sostituta della sua illustre collega. Ecco tutti i particolari sulla sua carriera.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Adesso è ufficiale. Raffaella Griggi sarà l’erede di Federica Sciarelli a Chi l’ha visto?. Dopo l’addio choc della giornalista, che aveva guidato il programma su Rai 3 per 22 anni, Viale Mazzini ha scelto di pescare tra le inviate dello show per garantire continuità e credibilità al progetto. L’annuncio da parte dell’azienda, con parole chiarificatrici di Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai, apre così la nuova stagione televisiva per uno dei prodotti più riconoscibili del terzo canale. E tramontano definitivamente le suggestioni sui nomi di ‘peso’ a cui poteva essere affidata l’eredità di Sciarelli. Ecco tutti i particolari qui sotto.

Chi l’ha visto?, la nuova conduttrice è l’inviata Raffaella Griggi

Lo ha annunciato definitivamente la Rai, sancendo così il passaggio di consegne tra l’uscente Federica Sciarelli, dopo 22 anni, e la scelta audace Raffaella Griggi. Sarà dunque la giornalista e inviata del programma a farsi carico del mercoledì sera su Rai 3 con Chi l’ha visto?. "Raffaella Griggi", spiegano dall’azienda, "raccoglie il testimone di un programma che rappresenta uno dei punti di riferimento del servizio pubblico, forte di un percorso professionale costruito sul campo, all’insegna del rigore giornalistico, della credibilità e della vicinanza alle persone"

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E ancora, a fornire ulteriori delucidazioni è Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai: "La scelta di Raffaella Griggi nasce nella piena continuità con la storia e i valori di ‘Chi l’ha visto?’. La sua esperienza maturata all’interno della redazione e come inviata della trasmissione, unita alla sua riconosciuta professionalità di giornalista Rai, rappresentano la migliore garanzia per accompagnare il programma in una nuova fase, nel solco del grande lavoro svolto da Federica Sciarelli, alla quale va il nostro più sincero ringraziamento per gli straordinari risultati conseguiti e per il servizio reso ai cittadini in tutti questi anni".

"L’obiettivo", aggiunge ancora Corsini, "è quello di coniugare continuità e innovazione, rafforzando ulteriormente l’identità di un programma che ha saputo trasformare il giornalismo di servizio in un patrimonio del Paese. In questa prospettiva, sarà valorizzato ancora di più il lavoro corale della redazione e degli inviati, che rappresentano da sempre una delle principali ricchezze di Chi l’ha visto? E questo in maniera ancor più concreta con il loro coinvolgimento in studio nella conduzione di spazi tematici legati al loro lavoro sul campo. La conduzione sarà il punto di sintesi di una squadra autorevole, riconoscibile e sempre più protagonista del racconto giornalistico sul territorio".

Chi è Raffaella Griggi

Genovese classe 1973, Griggi ha mosso i primi passi nel mondo dell’informazione nella redazione ligure de La Repubblica, per poi affiancare al lavoro sulla carta stampata una fitta rete di collaborazioni con tv locali. La copertura del G8 del 2001, vissuta sul campo nella sua città, è stata uno snodo decisivo: da quell’esperienza è nato il passaggio verso il racconto in diretta dell’attualità, fino all’arrivo in programmi nazionali come Unomattina e La Vita in Diretta, e a incarichi in testate come Mediaset, La7 e Sky TG24.

Il vero salto nel giornalismo d’inchiesta arriva con l’ingresso nella squadra di Chi l’ha visto?, dove si dedica a indagini su cronaca nera, persone scomparse e femminicidi, seguendo casi complessi su tutto il territorio italiano. In questi anni si è imposta come volto autorevole del programma, grazie a un metodo di lavoro puntuale, allo studio accurato dei fascicoli e a una narrazione che mette sempre al centro le vittime e chi è coinvolto nelle storie raccontate.


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