Liliana Resinovich, Visintin sbotta a 'Chi l'ha visto?': “Loro sanno di più”. Il fratello Sergio attacca: “Mio cognato spieghi tutto”
Nella puntata del 27 novembre 2025, Chi l’ha visto? ripercorre la nuova testimonianza sui sacchi neri, tra lo sfogo di Visintin e la rabbia del fratello Sergio.

Il caso di Liliana Resinovich, scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata senza vita il 5 gennaio 2022 a Trieste, continua a essere uno dei misteri più intricati della cronaca italiana degli ultimi anni. A quasi quattro anni dalla sua morte, l’inchiesta oscilla ancora tra le ipotesi di suicidio e omicidio, senza un quadro definitivo. L’unico indagato rimane il marito, Sebastiano Visintin.
Nella puntata di ‘Chi l’ha visto?’ trasmessa ieri – mercoledì 26 novembre 2025, il caso è tornato al centro dell’attenzione con una lunga ricostruzione e soprattutto con un nuovo, discusso colpo di scena: la testimonianza di un ex pizzaiolo che avrebbe dichiarato di aver venduto a Liliana due sacchi neri simili a quelli in cui è stato ritrovato il corpo. Una rivelazione che, se confermata, potrebbe ribaltare gli scenari finora ipotizzati, ma che allo stesso tempo solleva perplessità e reazioni contrastanti.
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Entra nel canale WhatsApp‘Chi l’ha visto?’ (26 novembre), caso Liliana Resinovic: la testimonianza dell’ex pizzaiolo e la registrazione di Visintin
Nel presentare l’ennesimo colpo di scena, la conduttrice Federica Sciarelli ha sottolineato come la vicenda sembri ormai destinata a rinnovarsi ciclicamente, osservando che "ogni tanto capita qualcosa in questa storia, che sta diventando infinita". Da questo preambolo parte il servizio che ricostruisce la più recente rivelazione: quella di Alfonso Buonocore, ex pizzaiolo e ristoratore.
Secondo il racconto dell’uomo, riportato in una clip registrata da Sebastiano Visintin, tra il 2019 e il 2020 Liliana si sarebbe presentata alla sua pizzeria da sola per chiedergli un favore insolito. Buonocore ricorda che la donna gli si avvicinò e gli chiese di "venderle due sacchi neri". Non solo: dopo aver ottenuto i sacchi e averli pagati "con 50 centesimi", la donna gli avrebbe chiesto di mantenere segreto l’accaduto, pregandolo di "non dire niente a nessuno, specialmente a Sebastiano".
La rivelazione sarebbe arrivata a Visintin durante una visita imprevista dello stesso Buonocore a casa sua. L’uomo, spaventato e convinto che stesse per emergere qualcosa di molto serio, ha spiegato di aver attivato una registrazione perché temeva le conseguenze di quella confessione improvvisa. Come lui stesso racconta, si è trovato a pensare che "chissà cosa mi dirà", motivo per cui ha preferito documentare tutto, prima di consegnare l’audio alla Questura.
La somiglianza tra quei sacchi e quelli in cui fu trovato il corpo di Liliana ha inevitabilmente riaperto il dibattito sulla possibilità che Liliana abbia agito da sola, avvalorando l’ipotesi del suicidio. Tuttavia, a complicare la situazione è la scelta del testimone di uscire allo scoperto solo ora, spiegata dal Buonocore con un presunto consiglio ricevuto da un amico carabiniere, che gli avrebbe suggerito di "stare alla larga dalla storia".
Sergio Resinovich: "Testimonianze strane"
Collegato con la trasmissione ‘Chi l’ha visto?", il fratello di Liliana, Sergio Resinovich, ha accolto questa nuova testimonianza con profonda perplessità. Di fronte alla ricostruzione, ha ricordato come ogni svolta che sembrava potenzialmente sfavorevole a Visintin fosse puntualmente seguita dall’arrivo di un nuovo testimone. Nelle sue parole, questa dinamica appare tutt’altro che casuale: "Di colpo sono spuntate queste testimonianze strane, proprio curiose. Ogni momento che trovavano qualcosa che potesse causare danni al mio ex cognato, arrivava il testimone: prima la signora della Wind, poi la youtuber, poi il preparatore anatomico, ora questo qua. Mi sembra veramente strano". Nel collegamento, Sergio non nasconde il sospetto che si tratti di un pattern ripetuto, e sulla nuova testimonianza afferma con decisione di non aver mai visto Buonocore prima d’ora, per poi chiedersi:
"Io questo ristoratore non l’ho mai visto. Quello che mi chiedo e come mai sia andato da Sebastiano e non direttamente in Procura o in Questura. In ogni caso, ha detto che c’è un carabiniere amico suo che gli ha sconsigliato di parlare di questa storia. Ma quando mai un milite dice una cosa simile".
Non meno critico appare quando affronta altre zone grigie dell’inchiesta sulla morte di Liliana Resinovich: "Liliana si sarebbe dovuta tenere questi due sacchi neri per due anni, mi sembra davvero assurdo. A parte che dico che ho visto anche io che in macchina Sebastiano aveva sacchi neri per non sporcare il fondo con le biciclette. Io spero che la Procura valuti tutto questo e faccia ricerche opportune e dopo che porti tutto davanti a un giudice. Io reputo che un giudice trasformerà l’accusa da omicidio a femminicidio, perché per me ormai è questo. Tutte queste amicizie, queste persone che si conoscono. Chi sono queste figure? Cosa sanno?". Per poi aggiungere: "Io vorrei che mio cognato spieghi bene il fatto del cordino, chi lo ha tagliato. I cordini a casa sua come mai li ha trovati lui e la polizia dice che non c’erano quando hanno fatto la perquisizione. Che spieghi anche dei filmati della gopro formattata. Questo deve spiegare".
Visintin, l’appello a ‘Chi l’ha visto?’ e la replica di Sergio Resinovich
Dal canto suo, Sebastiano Visintin appare turbato dalla nuova testimonianza. In un’intervista trasmessa durante la puntata di Chi l’ha visto?, riflette sul racconto di Buonocore, osservando che la credibilità di quella versione "è tutta da pensare e analizzare", e auspicando che il testimone venga ascoltato per chiarire ogni punto, anche se dubita che la pista aperta dalle parole dell’ex pizzaiolo conduca alla verità: "Personalmente non credo che siano quei sacchi là. E’ un episodio successo due anni prima della scomparsa di Liliana"
Nel commentare la possibilità che Liliana abbia agito senza confidarsi con lui, Visintin ammette un pensiero che sembra tormentarlo: "Fino a prima di questo pensavo di conoscere Liliana perfettamente, di sapere tutto di lei. Dopo questo inizio a pensare che Liliana forse mi ha nascosto qualcosa. Forse c’è qualcosa che nessuno sa perché lei non parlava con nessuno". Quindi, Sebastiano lancia un appello sorprendente via Tv rivolgendosi agli amici e alle amiche di Liliana:
"A questo punto l’appello che faccio è: se c’è qualcuno che in qualche modo sa cosa è successo a Liliana, che si faccia avanti. Io sono sicuro che forse nell’ambito del lavoro, delle conoscenze che aveva lei, aveva amiche e amici, dove sono? Sono convinto che loro sanno di più. Anche un piccolo dettaglio, qualsiasi cosa".
Ma proprio questo appello accende un’ulteriore reazione del fratello Sergio, che giudica il comportamento di Visintin controproducente e doloroso, arrivando a usare parole forti probabilmente dettate dal dolore: "Io penso che chi conosceva mia sorella abbia solo detto la verità. Io vorrei che lui (Sebastiano, ndr) invece di fare appelli, appelli la sua coscienza è che dica del cordino, della macchina fotografica, della schedina che ha formattato, come mai. A parte il rispetto che io chiedo per mia sorella, povera".
