Garlasco a 'Chi l'ha visto?', il latitante Flavius Savu e la sua verità su Chiara Poggi: cosa è successo

Nella puntata di mercoledì 10 settembre, Federica Sciarelli punta i riflettori sul caso Garlasco: cosa è successo

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Garlasco a 'Chi l'ha visto?', il latitante Flavius Savu e la sua verità su Chiara Poggi: cosa è successo

Dopo la tradizionale pausa estiva, torna stasera, mercoledì 10 settembre, "Chi l’ha visto". Nella puntata del 10 settembre 2025, lo storico programma di Rai Tre condotto da Federica Sciarelli offre al pubblico un viaggio tra misteri irrisolti e vicende di cronaca nera, approfondendo i casi più oscuri e intricati. Al centro dell’attenzione anche le numerose segnalazioni di persone scomparse in Italia, con appelli rivolti alla vasta e partecipe comunità di telespettatori che, in più di un’occasione, ha fornito contributi fondamentali per lo sviluppo delle indagini in corso.

Chi l’ha visto? I casi della puntata di mercoledì 10 settembre 2025

Riflettori nuovamente puntati sul caso di Liliana Resinovich, la donna triestina scomparsa il 14 dicembre 2021 e trovata senza vita il 5 gennaio 2022. Al Policlinico di Ancona nei giorni scorsi sono partiti nuovi accertamenti, focalizzati sugli indumenti rinvenuti insieme al corpo di Liliana Resinovich. Tuttavia, è un dettaglio emerso dalla Polizia Postale a rappresentare la prima svolta significativa: la GoPro di Sebastiano Visintin risulta essere stata resettata il 13 giugno 2023, proprio in coincidenza con la decisione del Gip di riaprire il caso accogliendo l’opposizione all’archiviazione.

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"Sono molto stanco, siamo in ballo da quattro anni senza che si sia fatto nulla. Io auspico che la Procura che sta lavorando bene sia più veloce perché aspettare fino a marzo mi è molto dura. Ora Sebastiano ha iniziato a frequentare i salotti televisivi dicendo tutte bugie. Per quanto riguarda la GoPro, lui racconta una storia che non è vera. La GoPro non è stata mai sequestrata, lui ha portato il telefono suo nel quale c’era l’applicazione cu cui erano presenti i video. Il poliziotto li ha ripassati al pc, poi è andato tutto in mano alla polizia postale che ha scoperto che era stato tutto cancellato. Io spero che vadano avanti a questo punto", sono le parole del fratello di Liliana Resinovich.

Il consulente informatico Michele Vitiello ha chiarito il momento in cui sarebbe avvenuta la formattazione: "Il tipo di formattazione è stato effettuato quando la GoPro era nelle mani di Sebastiano. Questo tipo di formattazione avviene in un momento successivo a quando i dati sono stati acquisiti all’interno della Go pro. Potrebbe essere una casualità ma avendo a disposizione i dati da subito se Sebastiano avesse dovuto fare qualcosa avrebbe dovuto farlo due anni prima".

"Ho sempre usato queste schede per le macchine fotografiche. Io non mi ricordo di aver formattato la memoria ma è nella mia facoltà di farlo senza chiedere il permesso a nessuno", si difende Sebastiano Visintin. Nel corso della puntata, Federica Sciarelli ha poi rivelato che un team di scienziati statunitensi avvierà un esperimento per far luce sull’ipotesi secondo cui il corpo di Liliana Resinovich potrebbe essere stato congelato. Alcuni consulenti delle parti avevano avanzato l’ipotesi che, considerando le condizioni in cui è stato ritrovato il corpo di Liliana Resinovich, questo potesse essere stato sottoposto a congelamento durante le tre settimane in cui era scomparsa, prima del ritrovamento.

Il caso Garlasco

"Chi l’ha visto" torna ad occuparsi del caso Garlasco. È stato arrestato lo scorso martedì in Svizzera, grazie a un mandato di cattura internazionale, Flavius Savu, 41enne di origini romene latitante da anni. L’uomo era stato condannato nel 2018 a cinque anni di reclusione per estorsione aggravata ai danni di don Gregorio Vitali, ex rettore del santuario della Bozzola di Garlasco, ma aveva fatto perdere le proprie tracce già durante il processo. I fatti risalgono al 2014, quando Savu, insieme al connazionale Florin Tanasie, riuscì a ottenere decine di migliaia di euro dal sacerdote, minacciandolo di rendere pubblici alcuni video a sfondo sessuale. L’indagine aveva fatto emergere un sistema di ricatti a sfondo sessuale legato all’ambiente del santuario, che nel tempo è finito più volte sotto i riflettori, anche per presunti legami con il caso dell’omicidio di Chiara Poggi.

Nella puntata di questa sera di ‘Chi l’ha visto?’, è stato sentito l’avvocato di Savu, Roberto Grittini. L’uomo ha spiegato che ieri Savu è stato tratto in arresto e che a breve si aprirà la procedura di estradizione. L’inviato però fa notare che rimangono dubbi sulla versione dei fatti dell’uomo in merito al collegamento dell’omicidio di Chiara Poggi con il sistema di ricatti a sfondo sessuale per il semplice fatto che nel 2007 Savu era latitante. Per questo motivo, appena possibile, Savu sarà interrogato dagli inquirenti. Avrà così la possibilità di confermare o meno la sua versione dei fatti.

Intanto proseguono le indagini. Oggi nuovo round dell’incidente probatorio nel corso del quale sono state trovate otto tracce latenti, sei sulla busta dei cereali e altre due sulla spazzatura. Non è noto se siano impronte utilizzabili e confrontabili e se pertanto possano essere attribuite a qualcuno. Ci saranno ulteriori analisi in merito, ha spiegato l’inviato di Chi l’ha visto.

Elena Vergari: spunta una lettera anonima

Spunta una lettera anonima nel caso di Elena Vergari, la donna scomparsa da Ladispoli il 5 giugno 2005. Nella lettera in questione sarebbe indicato il punto in cui sarebbe stato occultato il corpo della donna. L’inviato di Chi l’ha visto ha fatto sapere che approfondimenti in tal senso non sarebbero mai stati fatti.

Le indagini sul caso furono avviate fin da subito dai carabinieri, poiché Elena Vergari era scomparsa dopo l’ennesima discussione con il marito. Quest’ultimo, ascoltato dagli inquirenti, confermò quanto aveva già riferito al cognato. A suo dire, lui ed Elena si erano allontanati dalla località balneare in cui si trovavano, diretti verso Bracciano, situata a poco più di venti chilometri di distanza.

Successivamente, il tragitto li avrebbe condotti fino al piccolo centro di Vatopina, in Umbria, dove riposano i genitori di Elena. L’intenzione, secondo la ricostruzione fornita dall’uomo, era quella di recarsi al cimitero del paese per rendere loro omaggio. La sera di domenica 5 giugno 2005, stanchi per il viaggio, i due avrebbero deciso di passare la notte in auto, senza però cercare accoglienza presso i familiari residenti nella zona.

La mattina di lunedì 6 giugno 2005, Elena Vergari e il marito sarebbero rientrati nella loro abitazione, dove sarebbe scoppiata un’accesa discussione, proseguita poi anche all’esterno. Secondo quanto raccontato, in un gesto improvviso e impulsivo, la donna sarebbe salita a bordo di un’auto che passava in quel momento. Il marito avrebbe tentato di fermarla, riuscendo a raggiungerla e ingaggiando un breve scontro fisico, ma senza riuscire a convincerla a scendere dal veicolo. Da allora di Elena non si è più avuta alcuna notizia e la donna sembra essersi dissolta nel nulla.


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