'Chi l’ha visto?', l’addio di Federica Sciarelli porterà Rai 3 verso il baratro: possiamo dimenticarci la rete per come l'abbiamo conosciuta

L’eventuale addio della conduttrice rappresenterebbe il simbolo conclusivo di un processo che ha progressivamente smontato l’identità della terza rete.

Mara Fratus

Mara Fratus

Giornalista

Nella mia vita non possono mancare, il silenzio, il mare e Il Libro dell'inquietudine sul comodino, insieme a un romanzo di Zafon.

Nel deserto televisivo dell’estate, tra palinsesti ancora in costruzione e indiscrezioni che si rincorrono, c’è un tema che più di ogni altro sta agitando il mondo Rai: il futuro di Federica Sciarelli e di Chi l’ha visto?. Non si tratta soltanto del destino di una delle conduttrici più riconoscibili del servizio pubblico. In gioco c’è qualcosa di più grande: la definitiva fine di Rai 3 per come l’abbiamo conosciuta negli ultimi trent’anni.

L’eventuale addio di Sciarelli rappresenterebbe infatti molto più di un semplice cambio di conduzione. Sarebbe il simbolo conclusivo di un processo iniziato da tempo, che ha progressivamente smontato l’identità della terza rete dell’azienda pubblica, un tempo considerata la più riconoscibile, coerente e culturalmente caratterizzata del panorama televisivo italiano.

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Rai 3, con l’addio di Sciarelli a Chi l’ha visto? si chiude un’epoca

Per decenni Rai 3 è stata una rete diversa dalle altre. Una casa capace di ospitare informazione, approfondimento, cultura, satira, divulgazione e sperimentazione, mantenendo una cifra editoriale ben precisa. Da Report a PresaDiretta, da Che Tempo Che Fa fino a programmi che hanno fatto la storia della rete, il pubblico sapeva cosa aspettarsi accendendo il terzo canale. Oggi quella identità appare però sempre più sbiadita. La trasformazione non è iniziata ieri. Un primo passaggio simbolico è stato l’addio di Bianca Berlinguer nel 2023, dopo oltre trent’anni di presenza in Rai. Una separazione che allora venne letta come un episodio isolato, ma che col senno di poi appare come l’inizio di una più ampia ridefinizione della rete.

Negli ultimi mesi il processo ha subito una forte accelerazione. Le cancellazioni dei programmi di Stefano Massini e Stefano Bollani hanno alimentato il dibattito sulle scelte editoriali dell’attuale governance, accusata da opposizioni e critici di perseguire una strategia di normalizzazione della rete. Al di là delle polemiche politiche e delle etichette come "TeleMeloni", ciò che emerge è un dato evidente: Rai 3 sta progressivamente perdendo quelle peculiarità che la distinguevano dal resto dell’offerta generalista. La possibile uscita di scena di Federica Sciarelli rischia quindi di essere il tassello finale di questo mosaico. Perché la giornalista non è soltanto una conduttrice. È diventata nel tempo un simbolo della televisione di servizio pubblico. Da oltre vent’anni guida un programma che rappresenta un unicum nel panorama italiano: una trasmissione capace di raccontare cronaca e misteri senza trasformarsi completamente in spettacolo del dolore.

Pur occupandosi di casi drammatici, scomparse e vicende giudiziarie, Chi l’ha visto? ha mantenuto una sua specificità. Non segue le logiche dell’infotainment esasperato, evita il litigio come motore narrativo e conserva una funzione sociale concreta, testimoniata dai numerosi casi risolti grazie alle segnalazioni dei telespettatori. Per questo motivo la scelta del successore sarà decisiva. Le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane parlano di possibili nomi importanti: Massimo Giletti, Francesca Fialdini, Salvo Sottile, Francesca Fagnani e altri profili di primo piano. Soluzioni che, almeno sulla carta, garantirebbero notorietà e visibilità immediata. Ma proprio questa potrebbe essere la principale controindicazione.

Chi l’ha visto? non è un programma costruito attorno alla personalità del conduttore-star. La sua forza è sempre stata quella di mettere al centro le storie, le inchieste e il lavoro giornalistico. Inserire un volto molto caratterizzato rischierebbe inevitabilmente di modificare gli equilibri del format, trascinandolo verso dinamiche più vicine al talk show, all’approfondimento spettacolarizzato o alla personalizzazione del racconto. Il rischio sarebbe quello di snaturare l’unico programma della televisione italiana che continua a mantenere una posizione intermedia tra giornalismo investigativo e servizio pubblico. Per questo motivo la soluzione più logica potrebbe essere un’altra: guardare all’interno della redazione.

Nel corso degli anni Chi l’ha visto? ha costruito un patrimonio professionale di grande valore, con inviate che il pubblico conosce e riconosce da tempo. Figure che hanno seguito centinaia di casi, che conoscono perfettamente il linguaggio della trasmissione e che godono già della fiducia degli spettatori. Due giornalistestoriche, Veronica Briganti e Chiara Cazzaniga, rappresentano candidature naturali per una successione nel segno della continuità. Sarebbe una scelta meno appariscente mediaticamente, ma probabilmente più rispettosa dell’identità del programma.

Una promozione interna consentirebbe infatti di preservarne il DNA senza trasformarlo in qualcosa di diverso. Il passaggio sarebbe percepito come un’evoluzione naturale e non come una rifondazione. Del resto, se c’è una lezione che arriva dalla storia recente di Rai 3, è che i programmi sopravvivono quando mantengono una forte identità editoriale. Quando invece diventano intercambiabili, finiscono per confondersi nel grande mare della televisione generalista. E forse è proprio questo il vero nodo della questione. L’addio di Sciarelli interessa tanto non perché lasci una conduttrice amatissima, ma perché certifica la fine di una stagione televisiva. Quella di una Rai 3 che aveva un carattere riconoscibile, un pubblico preciso e una missione editoriale chiara.

Se davvero anche l’ultimo simbolo di quella stagione dovesse uscire di scena, la domanda non sarebbe più chi condurrà Chi l’ha visto?. La domanda sarebbe un’altra: Chi ha visto Rai 3?


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