Sinner, chi è Darren Cahill il coach che ha portato Jannik sul tetto del mondo: la lite in campo e gli allenamenti

Il 2025 sarà l'ultimo anno nel circuito ATP per l'ex tennista: prima di diventare allenatore dell'altoatesino ha vinto parecchi titoli sia in singolo che in doppio.

Mara Fratus

Mara Fratus

Giornalista

Nella mia vita non possono mancare, il silenzio, il mare e Il Libro dell'inquietudine sul comodino, insieme a un romanzo di Zafon.

Darren Cahill chi è il coach di Sinner
iPa

Lleyton Hewitt, Andre Agassi, Simona Halep, sono solo alcuni dei mostruosi nomi dei campioni allenati da Darren Cahill, a cui si è aggiunto nel 2023 quello di Jannik Sinner. È anche grazie alla sua guida, metodo e disciplina che il tennista altoatesino è riuscito nell’impresa di scalare la classifica ATP fino ad arrivare al numero 1. Era giugno 2022 quando venne annunciato che Cahill sarebbe entrato nel team dell’azzurro come supercoach al fianco dell’allenatore Simone Vagnozzi, ed è con quest’ultimo che nel 2023 si è aggiudicato il premio ATPAllenatore dell’anno‘, oltre ad aver portato Sinner al primo titolo del Grande Slam agli Australian Open 2024, nella prima posizione nella classifica mondiale e lo US Open 2024, parecchi podi conquistati anche nel 2025, anno in cui ha annunciato il ritiro dal circuito ATP come allenatore.

Chi è Darren Cahill, il supercoach di Sinner: la lite in campo e i successi

Darren Cahill è un allenatore di tennis ed ex tennista australiano, classe 1965. Prima di diventare il coach di alcuni dei più grandi campioni della racchetta, in singolare ha vinto due titoli raggiungendo la ventiduesima posizione mondiale, per poi conquistare tredici titoli e raggiunto la top-10 mondiale nel doppio, arrivando alla finale degli Australian Open 1989 in coppia con Mark Kratzmann. Padre di due figli, Tahlia e Benjamin, dal 2023 è nel team di Jannik Sinner come supercoach al fianco dell’allenatore Simone Vagnozzi. Sono stati loro due a portare l’azzurro sul tetto del mondo.

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Cahill, arrivato quando l’altoatesino era già in top 10, e nonostante lo scandalo Clostebol, che avrebbe messo al tappeto chiunque, ha tenuto duro insieme al suo campione con l’unico obiettivo di arrivare in cima al ranking mondiale, sotto la pressione mediatica sempre più stringente. "È come una famiglia. Vedo più spesso loro che i miei genitori", aveva dichiarato Sinner tempo fa parlando dei suoi allenatori.

E con Cahill non sono mancati neppure gli screzi, come durante la partita contro Shelton a Parigi, quando nel secondo set, dopo il break del 3-2, l’azzurro si era avvicinato al box per rimproverare proprio il suo coach: "Ho fatto il break e sei rimasto seduto", aveva detto in inglese, alquanto stizzito.


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