Checco Zalone, il passato (dimenticato) da musicista: da Buen Camino a Quo Vado, le canzoni dei film diventate leggenda
Il genio di Checco Zalone raccontato attraverso i suoi brani. Musica e satira al servizio del cinema di successo italiano

Partito calcando i palcoscenici della comicità televisiva, Luca Medici, in arte Checco Zalone ha costruito il suo successo passo dopo passo, trasformandosi, da volto amatissimo di Zelig, popolare show nel quale incantava al pianoforte imitando le voci popolari italiane, a protagonista assoluto del cinema. Prima ancora dei record al botteghino, però, c’è la sua prima grande passione; la musica. Pianista e compositore, Zalone ha sempre affiancato alle gag una vena musicale che con il tempo è diventata il suo marchio di fabbrica. Nei film che lo hanno consacrato — da Cado dalle nubi fino a Tolo Tolo — non si è limitato a recitare (egregiamente), ma ha firmato personalmente molte delle colonne sonore diventate poi tormentoni. Un percorso in cui comicità e melodie si sono fuse, trasformando ogni pellicola in un successo non solo cinematografico, ma anche musicale. Fare satira in musica è la sua arte, e lo ha confermato anche in "Buen camino", ultimo lavoro che ha ottenuto un successo storico, diventando il film con il maggior incasso di sempre in Italia, superando i 75 milioni di euro all’inizio di febbraio 2026. Anche in quest’ultima fatica, Checco ha incantato grazie alla musica, con brani come "La prostata enflamada". Facciamo un passo indietro e ripercorriamo le hit di successo del comico pugliese.
Checco Zalone, le hit indimenticabili da "Quo Vado" a "Che bella giornata"
Tra le canzoni più recenti entrate nell’immaginario collettivo c’è "La vaccinada", pubblicata nel 2021, quando il mondo era ancora alle prese con il Covid: una canzone capace di trasformare un tema delicato in satira, con un mix di leggerezza e tormentone che ha consacrato Checco Zalone. Con il suo stesso stile ha reso celebri pezzi come "Immigrato", colonna sonora di Tolo Tolo (2020), dove la musica diventa veicolo di ironia sociale e riflessione sui fenomeni migratori senza mai perdere il tono comico. Canzoni che riscuotono successo anche lontano dal grande schermo, diventando virali e continuamente cercate online.
Scorrendo indietro il nastro delle sue produzioni, spiccano altri brani simbolo legati ai film che ne hanno segnato il successo. In Quo Vado spicca "La prima repubblica", cantata in stile Celentano, mentre in Che bella giornata (2011) "L’amore non ha religione" svela il lato più provocatorio del comico, capace di affrontare temi culturali e religiosi con un’ironia mai moralista e capace di sdrammatizzare anche un tema serio come le diversità. Ancora prima, in Cado dalle nubi, Zalone aveva già dimostrato quanto la musica fosse parte integrante del suo linguaggio con pezzi come "Gli uomini sessuali", altro tema sensibile trattato con rispetto e soprattutto "Angela" (2009), diventata uno dei suoi cavalli di battaglia più riconoscibili.
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Entra nel canale WhatsAppChecco Zalone, i brani diventati inni e le collaborazioni: da De Gregori a Jovanotti
Oltre ai motivi pensati per il cinema, non sono mancati singoli che prendono di mira costume e ossessioni nazionali, come "Italiano Boy", esempio perfetto di come il suo stile musicale riesca a mescolare pop orecchiabile e satira. Oltre al pubblico, innamorato dei suoi film e brani, i riconoscimenti sono arrivati anche dal mondo della musica . Molti cantautori hanno accettato di collaborare e giocare insieme a lui, da Jovanotti, ospite ai tempi di Zelig, fino a Francesco De Gregori, con cui ha inciso l’album Pastiche. Quest’ultima prestigioso progetto con il maestro romano, è nato dalla volontà di De Gregori di misurarsi con qualcosa di diverso dal suo percorso tradizionale, infatti, ha più volte dichiarato di aver insistito con il comico perché ne apprezzava le qualità musicali prima ancora di quelle comiche: considerandolo un talento puro, dall’orecchio fine e adatto a molte melodie.
Scorrendo il nastro ancora più a ritroso, prima del cinema e delle grandi sale, c’è il brano che lo fece affacciare al grande pubblico: "Siamo una squadra fortissimi" del 2006, anno della vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio in Germania. Una parodia irresistibile del linguaggio sportivo e del tifo azzurro che, con ritmi semplici e parole immediate, riuscì a far ridere e allo stesso tempo a fotografare l’identità collettiva del Paese. Fu lì che molti italiani scoprirono che dietro il comico c’era, prima di tutto, un musicista.
Checco Zalone non utilizza mai la musica come semplice accompagnamento, infatti, ogni brano è un messaggio mirato da mandare al pubblico, che può godersi il giusto mix tra riflessioni e risate. Tornando ai giorni nostri, ecco l’ennesimo successo dell’attore pugliese, con il quale ha confermato la sua visione basata sul legame indissolubile tra cinema e musica. A cominciare da "Buen camino" brano omonimo del film, passando per "La Prostata Enflamada", "Yo no trabajo", "Amore verdadero" e "Cammina Cammina". Tutti pezzi, che da un momento all’altro sentiremo risuonare tra social e televisione oppure canticchiati da un passante, perché la forza della musica di Zalone è quella di trovare sempre la via del cuore, che porta dritto al successo.
