Checco Zalone innamorato dei cult, i 5 film che hanno segnato la sua vita e perché vederli assolutamente

Da Rocky a Ritorno al futuro, passando per la grande commedia all’italiana: ecco le pellicole del cuore del re del box office Checco Zalone.

Debora Manzoli

Debora Manzoli

Scrittrice ed editor

Scrittrice, copywriter, editor e pubblicista mantovana, laureata in Lettere, Cinema e Tv. Ha due libri all’attivo e ama la scrittura alla follia.

Checco Zalone è ad oggi una vera e propria icona del cinema comico nazionale. Dai record infranti con Quo Vado? fino all’ultimo exploit con Buen Camino, con cui ha addirittura superato sé stesso conquistando un nuovo primato al box office, Zalone ha nettamente alzato la quota di umorismo già tipica della commedia italiana. Ma dietro il campione d’incassi con la battuta sempre pronta, c’è uno spettatore appassionato di grande cinema. Intervistato dal Corriere della Sera, l’attore pugliese ha infatti rivelato quali sono i 5 film della sua vita: una selezione che racconta molto del suo immaginario, tra cult americani e capolavori italiani immortali. Ecco quali sono.

Rocky IV (1985)

Tra i titoli del cuore di Checco Zalone non poteva mancare il quarto capitolo della saga del pugile più famoso del cinema. In Rocky IV, Sylvester Stallone torna nei panni di Rocky Balboa, chiamato a sfidare il temibile Ivan Drago, simbolo della potenza sovietica, dopo la morte dell’amico Apollo Creed sul ring. Ambientato in piena Guerra Fredda, il film è un concentrato di retorica patriottica, allenamenti epici sulla neve e rivincita personale. Una storia di sacrificio e orgoglio che ha segnato intere generazioni e che, non a caso, ha conquistato anche il cuore del comico pugliese. Un film che ha commentato sottolineandone parti iconiche: "Ti spiezzo in due, la guerra fredda, la Russia comunista ipertecnologica mentre Rocky si allena con le galline…".

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Il Vigile (1960)

Omaggio alla grande commedia italiana, Il vigile è uno dei film più iconici di Alberto Sordi. Diretto da Luigi Zampa, racconta la storia di Otello Celletti, disoccupato che riesce a diventare vigile urbano in un piccolo comune laziale. L’improvvisa autorità lo porta però a scontrarsi con il potere locale, in una satira pungente sull’Italia del boom economico. Tra gag irresistibili e amare riflessioni sul conformismo, il film rappresenta uno dei vertici della comicità sociale che, in fondo, ha influenzato anche il cinema di Zalone.

Il vedovo (1959)

Nella lista ritroviamo anche un altro capolavoro con Alberto Sordi, questa volta accanto a Franca Valeri in una delle commedie nere più brillanti del nostro cinema. Diretto da Dino Risi, Il vedovo racconta le disavventure di un imprenditore incapace e pieno di debiti che sogna di liberarsi della ricca moglie per ereditarne il patrimonio. Tra equivoci e cinismo, il film dipinge con ironia feroce l’arrivismo e l’avidità della borghesia italiana. Una satira graffiante che dimostra quanto Zalone sia solito apprezzare la tradizione più tagliente della nostra commedia.

The Wolf of Wall Street (2013)

Zalone cita anche un film che avrebbe tanto voluto fare: The Wolf of Wall Street, la pellicola di Martin Scorsese con Leonardo Di Caprio, che racconta l’ascesa e la caduta del broker Jordan Belfort, tra eccessi, truffe finanziarie e una vita vissuta sopra le righe. Un’opera travolgente, ritmata e volutamente esagerata, che riflette sui meccanismi del potere e dell’avidità contemporanea. Temi che, seppur declinati in chiave diversa, non sono lontani dalle caricature sociali care al comico pugliese.

Ritorno al Futuro (1985)

Chiude la cinquina un altro grande classico degli anni ’80. Diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Michael J. Fox e Christopher Lloyd, Ritorno al futuro è la storia di Marty McFly, adolescente che viaggia nel tempo grazie alla mitica DeLorean del bizzarro scienziato Doc Brown. Catapultato nel 1955, Marty deve sistemare gli eventi per garantire il proprio futuro. Un film diventato un simbolo della cultura pop mondiale.


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