Che tempo che fa, Fabio Fazio imbarazza Almodovar e offre ad Alberto Angela un posto fisso al Nove: cosa è successo
Che tempo che fa ci ha regalato due momenti unici, tra Alberto Angela 'ammaliato' da Fazio e Pedro Almodovar rimesso in riga.

La puntata di ieri sera di Che tempo che fa si è distinta per due interviste centrali che, pur appartenendo a mondi completamente diversi, hanno saputo catturare l’attenzione del pubblico con toni e contenuti profondamente coinvolgenti. Da una parte Alberto Angela, volto amatissimo della divulgazione italiana, dall’altra Pedro Almodovar, maestro del cinema internazionale, entrambi protagonisti di dialoghi che hanno alternato leggerezza, ironia e riflessioni più intime.
Che Tempo Che fa, cosa è successo nella puntata del 3 maggio: il ritorno di Alberto Angela
L’ingresso di Alberto Angela in studio è stato accompagnato da un’accoglienza calorosissima, quasi una conferma di quanto il pubblico continui a riconoscersi nel suo modo di raccontare la cultura. Proprio su questo entusiasmo si è aperto un siparietto con Fabio Fazio, che con tono scherzoso ha provato a "trattenerlo" in trasmissione suggerendo: "Guarda quanto affetto, vieni sempre!". Dopo un breve momento di silenzio, Angela ha risposto con un sorriso: "Volentieri…" per poi aggiungere con ironia "volentieri, ma finirei per annoiarvi".
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Entra nel canale WhatsAppUn botta e risposta leggero, ma che ha inevitabilmente richiamato anche le recenti voci molto più concrete sul suo futuro televisivo. Nelle ultime settimane, infatti, si è parlato con insistenza di alcune difficoltà legate al rinnovo del suo impegno con la Rai, con indiscrezioni che lo vorrebbero nel mirino del gruppo Warner Bros. Discovery, a cui appartiene Nove, proprio la rete su cui va in onda Che tempo che fa. Nulla è stato confermato apertamente, probabilmente era solo gentilezza, ma il riferimento di Fazio resta sullo sfondo e aggiunge un livello di lettura più interessante all’intero scambio.
Le nuove puntate di Ulisse e il racconto tra New York e Parigi
Angela ha quindi presentato il nuovo ciclo di puntate di Ulisse, anticipando alcune delle tappe che porteranno il pubblico in giro per il mondo: "Ci sarà new york, giappone, parigi e Lucrezia Borgia". Un viaggio che partirà proprio da New York, ma con un taglio inedito: "La prima puntata sarà su New York, ma l’abbiamo sviluppata in musica: invece dei monumenti vi parleremo dei brani che ci sono entrati nel cuore, un racconto in musica. Da tanto non andavo a New York, temevo fosse cambiata, invece rimane sempre la stessa. Parleremo di Michael Jackon, Madonna, Morricone con C’era una volta in America, siamo andati nel posto iconico dove comincia La febbre del sabato sera".
Il racconto si è fatto subito più vivido quando Angela ha descritto un episodio curioso accaduto durante le riprese: "Abbiamo girato la città su un vecchio taxi che a un certo punto ha avuto anche dei problemi. Sul ponte di Brooklyn si è fermato sulla corsia di sorpasso. Ci fermiamo, apriamo il cofano e mi sono trovato davanti il motore di una motozappa". La scena, quasi surreale, si è conclusa con un’immagine ancora più singolare: "E’ arrivata la polizia, mi sono ritrovato a spingere il taxi con due poliziotti". Tra Parigi e Giappone, emerge anche il lato più personale del racconto, soprattutto quando parla della città in cui è nato: "Ho raccontato il quarto giorno a Parigi, ovvero le cose da mostrare al termine del giro turistico classico". E poi il Giappone, descritto attraverso un incontro inatteso: "Ho trovato un giapponese follemente innamorato di Napoli, una cosa surreale".
Pedro Almodovar e la promessa a Fazio mai rispettata
Cambio totale di atmosfera con l’ingresso del due volte premio Oscar Pedro Almodovar: nel 2000 per il miglior film straniero Tutto su mia madre, e nel 2003 per migliore sceneggiatura originale con Parla con lei. Il regista è stato accolto sulle note di una canzone di Ornella Vanoni, e subito era pronto a condividere un ricordo personale legato proprio alla musica: "Io la ammiravo tantissimo, lei era molto brava. Per tutta la mia infanzia ho ascoltato più musica italiana che spagnola: Vanoni, Mina, Iva Zanicchi. Sono cantanti che hanno sempre fatto parte della mia vita e che ho amato molto". Il regista ha poi parlato del suo nuovo film, "Amarga Navidad", sottolineando quanto il cinema sia stato una scelta inevitabile fin da giovanissimo: "Ho avuto la vocazione di fare cinema da subito, avevo 14-15 anni ed è quello che ho fatto negli ultimi 46 anni. La mia vita è dentro al cinema". Parole semplici ma estremamente dirette, che riassumono una carriera costruita con coerenza e passione.
CTCF: il siparietto finale con Fazio e Almodovar
A chiudere l’intervista, un momento più leggero che ha riportato il dialogo su un piano ironico. Fabio Fazio ha scherzato su una promessa mai mantenuta: "Posso chiudere con una polemica? Tu mi avevi promesso, così come Quentin Tarantino quando è venuto qui, io non sono recitare, ma mi piacerebbe farlo, vorrei fare il morto. Ma già morto, non che muore durante il film che è più difficile. Tu mi avevi detto che mi chiamavi e non l’hai fatto, nemmeno Quentin". Almodovar risponde con un pizzico di imbarazzo, forse anche dovuto alla traduzione simultanea non fulminea: "Non è facile fare quella parte, ma te lo prometto di nuovo: ti farò fare il morto in un mio film".
