Catherine O'Hara, il dramma sulle condizioni di salute prima della morte: la rara patologia genetica di cui soffriva

Emergono nuovi retroscena interessanti sulle condizioni di salute dell'iconica attrice canadese. Ecco cosa rivelò in passato sulla sua condizione genetica singolare.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

La notizia della morte di Catherine O’Hara, avvenuta all’età di 71 anni dopo un ricovero in ospedale in "gravi condizioni" ha colpito profondamente il pubblico e il mondo dello spettacolo. Attrice amatissima che ha attraversato generazioni e generi diversi con naturalezza, O’Hara aveva però condiviso in passato un aspetto molto particolare della propria salute: la presenza di una rara condizione genetica congenita, la destrocardia con situs inversus, che aveva scoperto solo in età adulta.

Morta Catherine O’Hara: che cos’è la destrocardia situs inversus

La destrocardia situs inversus è una condizione genetica rara, che colpisce circa una persona su 10.000, caratterizzata dalla disposizione speculare degli organi interni rispetto all’anatomia considerata normale. In chi ne è affetto, il cuore si trova sul lato destro del torace anziché su quello sinistro, e lo stesso può avvenire per altri organi come fegato, stomaco e milza. Non si tratta di una malattia in senso stretto, ma di una variazione congenita che, nella maggior parte dei casi, consente di condurre una vita assolutamente normale, senza sintomi evidenti o complicazioni gravi.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

La scoperta avvenuta per caso

Catherine O’Hara ha raccontato più volte di aver scoperto di essere nata con questa condizione in modo del tutto casuale, oltre vent’anni fa. Tutto è avvenuto durante una visita medica apparentemente di routine, effettuata insieme al marito Bo Welch, quando il loro figlio più piccolo doveva frequentare l’asilo nido: "Amo la medicina occidentale, ma non voglio farne parte. Ho dovuto fare un test per la tubercolosi quando il nostro più piccolo doveva andare all’asilo nido e sono andata dal medico di mio marito che mi ha detto di fare degli esami di base, e uno di questi era un elettrocardiogramma". Da quel momento, tra macchinari cambiati, controlli ripetuti e una radiografia al torace, la diagnosi è arrivata in modo chiaro.

Catherine O’Hara, la rivelazione dell’attrice

L’attrice ha sempre raccontato quella scoperta rivelando. "Sono una di sette figli e i miei genitori erano già morti a quel tempo. Non ne ho mai sentito parlare. Stavamo tornando a casa in macchina e pensai: ‘Chissà se i miei altri fratelli sanno dove stanno i loro cuori!’". Anche il marito Bo Welch ha sdrammatizzato immediatamente la situazione, intervenendo con una battuta rimasta negli anni: "No, ha la testa al contrario!".

La condizione e il legame con la morte

Nonostante le speculazioni nate dopo la sua scomparsa, non esistono al momento evidenze che colleghino la destrocardia situs inversus alla causa della morte di Catherine O’Hara. È stato chiarito che l’attrice era stata ricoverata d’urgenza e che le sue condizioni di salute erano improvvisamente peggiorate, ma la condizione genetica non risulta essere stata un fattore determinante. Anche la sua assenza ai Golden Globes dell’11 gennaio, nonostante la candidatura come miglior attrice non protagonista in una serie televisiva per The Studio, aveva acceso interrogativi che oggi restano senza risposta ufficiale. Nel corso degli anni, O’Hara ha parlato apertamente della propria condizione senza mai trasformarla in un elemento centrale della sua identità pubblica. "I’m a freak, yeah!" aveva detto con il sorriso, spiegando di aver vissuto gran parte della sua vita senza sapere nulla della propria anatomia.


Potrebbe interessarti anche