È morta Cassandra Wilson, regina del Jazz e “miglior cantante d’America”: le cause della morte a 70 anni

La cantante statunitense, due volte vincitrice di un Grammy e considerata da Time "la miglior cantante d’America", si è spenta nella sua Jackson.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Cassandra Wilson
IPA

La musica internazionale piange Cassandra Wilson, una delle voci più importanti e personali del jazz contemporaneo. La cantante, compositrice e produttrice statunitense è morta a 70 anni nella sua città natale, Jackson, in Mississippi, dove aveva fatto ritorno dopo una carriera trascorsa tra il Sud degli Stati Uniti e New York. La notizia è stata confermata dal suo storico manager Robert Torre, che ha raccontato di una morte avvenuta serenamente, accanto alle persone a lei più vicine.

La morte di Cassandra Wilson e la causa del decesso a 70 anni

Cassandra Wilson si è spenta il 2 settembre 2026, nella sua abitazione di Jackson. Nel comunicare la scomparsa, Robert Torre ha dichiarato:"È con profonda tristezza che annunciamo la scomparsa di Cassandra Wilson, leggendaria artista jazz e vincitrice di un Grammy Award. Cassandra Wilson si è spenta serenamente a casa, circondata dalla famiglia, dagli amici più stretti e dal suo manager". La famiglia e gli amici più stretti hanno inoltre chiesto riservatezza in questo momento di lutto.

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Al momento, però, non è stata resa pubblica la causa della morte. Le autorità e i familiari non hanno fornito indicazioni sulle circostanze del decesso e, dunque, non ci sono elementi ufficiali che permettano di stabilire quale sia stato il motivo della sua morte. Anche le prime ricostruzioni pubblicate dopo l’annuncio confermano che la causa non è stata divulgata.

Chi era Cassandra Wilson

Nata a Jackson il 4 dicembre 1955, Cassandra Wilson aveva la musica nel sangue fin dall’infanzia. Il padre era un chitarrista jazz, mentre la madre insegnava alle scuole elementari, e lei cominciò a studiare pianoforte quando aveva appena sei anni, avvicinandosi successivamente alla chitarra e al canto.

All’inizio degli anni Ottanta si trasferì a New York, dove entrò in contatto con la scena jazz più innovativa e fu tra i membri fondatori del collettivo M-Base insieme al sassofonista Steve Coleman. Il suo percorso solista prese forma nel 1986 con Point of View, ma la vera consacrazione arrivò con Blue Light ‘Til Dawn, pubblicato nel 1992 dalla Blue Note Records, album destinato a diventare uno dei lavori più rappresentativi della sua carriera.

Una voce capace di superare i confini del jazz

Wilson non ha mai considerato il jazz come un genere chiuso e immutabile. La sua caratteristica più distintiva era proprio la capacità di mescolare jazz, blues, folk, country, pop e R&B, reinterpretando brani di artisti lontanissimi tra loro e trasformandoli attraverso il suo timbro profondo e inconfondibile.

Nel corso della carriera ha affrontato repertori di Miles Davis, Bob Dylan, Neil Young, Joni Mitchell e altri grandi autori, costruendo un linguaggio personale che le ha permesso di raggiungere anche un pubblico estraneo al jazz tradizionale. Nel 2001 Time la definì "America’s Best Singer", riconoscimento che fotografava bene l’impatto raggiunto dalla sua voce sulla musica americana.

I Grammy e l’ultimo grande riconoscimento

Cassandra Wilson ha vinto due Grammy Award come Best Jazz Vocal Album, prima nel 1997 con New Moon Daughter e poi nel 2009 con Loverly. La sua attività non si è però limitata agli album personali: ha collaborato con numerosi protagonisti della musica, da Wynton Marsalis a Elvis Costello, fino a Jon Batiste, che dopo la sua morte l’ha ricordata sottolineando quanto la sua voce fosse profondamente legata al Sud degli Stati Uniti.

Nel 2022 era arrivato anche uno dei massimi riconoscimenti per un’artista jazz americana, con la nomina a NEA Jazz Master da parte del National Endowment for the Arts. Il suo ultimo album solista, Coming Forth by Day, era stato pubblicato nel 2015 come omaggio a Billie Holiday. Con la sua scomparsa, il jazz perde così una voce che, più che seguire le regole del genere, ha contribuito per decenni a riscriverle.


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