Caso Simona Cinà in tv: il giallo sul ritrovamento del corpo e la richiesta dell’avvocato
Questa mattina il legale della famiglia ha parlato a Morning News, esprimendo perplessità su un dettaglio legato al ritrovamento. Poi ha chiamato in causa la Procura.

La morte improvvisa della giovane Simona Cinà, durante un party in piscina vicino a Palermo, continua a fare discutere. Tra ipotesi più o meno plausibili, la famiglia della ragazza chiede chiarezza, e stamattina si è aggiunto al coro anche l’avvocato dei Cinà, Gabriele Giambrone, che a Morning News ha espresso perplessità su una scelta della Procura riguardo al caso. Mentre sorgono dubbi sulla posizione in cui Simona sarebbe stata rinvenuta all’interno della piscina. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.
Caso Simona Cinà, i dubbi dell’avvocato a Morning News
Gabriele Giambrone, legale della famiglia Cinà, ha preso la parola questa mattina ai microfoni di Morning News su Canale 5. E quello che ha detto sta facendo parecchio discutere. Pur usando toni conciliatori, infatti, l’avvocato non ha nascosto alcune perplessità di fondo. In primis, legate al modus operandi della Procura sul caso del decesso di Simona Cinà. Secondo Giambrone, il comunicato diffuso dalla Procura di Termini Imerese parla di un corpo ritrovato sul fondo della piscina, in un angolo "poco illuminato". E di due ragazzi che si sarebbero tuffati per recuperarlo (praticando poi un massaggio cardiaco alla vittima).
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Entra nel canale WhatsAppMa altri testimoni hanno detto di aver visto Simona galleggiare in posizione supina, sulla superficie della piscina. Le due versioni contrastanti rendono quindi perplesso il legale dei Cinà, che ha anche definito "strana" la decisione di non sequestrare la piscina e la villa. "Evidentemente", ha aggiunto, "i Carabinieri avevano già sequestrato il necessario, come vestiti e alcolici, e non hanno ritenuto utile mettere i sigilli sull’immobile". Ma il legale ha poi smorzato i toni: "Noi siamo dallo stesso lato della Procura, nel senso, noi siamo chiaramente la famiglia della vittima, quindi la famiglia mi ha chiesto di ringraziare sia i Carabinieri che la Procura…la famiglia ha semplicemente posto dei quesiti, perché hanno detto più volte vogliamo soltanto verità…quindi il fatto che alcune domande abbiano delle risposte non può che rincuorare la famiglia".
I rebus ancora irrisolti sul caso di Simona Cinà
L’avvocato Gabriele Giambrone ha poi proseguito: "Io non penso che si possa parlare di una smentita della Procura rispetto a quanto dichiarato dai ragazzi e dai genitori, i genitori hanno semplicemente posto dei dubbi, non hanno cercato un capo espiatorio, sono stati chiarissimi in televisione. Hanno detto a noi interessa soltanto la verità. Non ci interessa trovare un colpevole a tutti i costi. Quindi ben vengano questi chiarimenti dalla Procura. E speriamo che adesso con l’autopsia si possa definitivamente capire cosa è successo alla povera Simona".
Le versioni discordanti, secondo l’avvocato, potranno anche "essere chiarite quando i ragazzi presenti verranno riascoltati". Ma fino ad allora, i nodi da sciogliere restano tanti. Lo conferma anche la recente intervista di Francesca Evola, un’amica di Simona, al quotidiano Repubblica. La ragazza ha dichiarato di avere lasciato la festa alle 3 di notte, ricordando che al momento la Cinà stava benissimo. E non dava quindi segni di problemi di alcuni tipo. Starà a chi indaga, adesso, fornire le verità che in molti stanno aspettando.
