Caso Signorini, il conduttore rompe il silenzio: "La verità ha bisogno di tempo"

Il direttore di Chi, nel suo editoriale sul magazine, ha voluto dire la sua sulla scelta di restare in silenzio, lontano da "Processi sommari e ricostruzioni fantasiose".

Mara Fratus

Mara Fratus

Giornalista

Nella mia vita non possono mancare, il silenzio, il mare e Il Libro dell'inquietudine sul comodino, insieme a un romanzo di Zafon.

Caso Signorini, il conduttore rompe il silenzio
Mediaset Infinity

Da quando Fabrizio Corona ha pubblico la puntata di Falsissimo, ‘Il prezzo del successo‘, Alfonso Signorini è stato travolto da una bufera mediatica senza precedenti. Le pesanti accuse dell’ex paparazzo rivolte al conduttore del GF Vip, in cui si parla di un presuntosistema‘ opaco per selezionare i concorrenti della Casa del reality, ha innescato numerose reazioni: dalla denuncia di Signorini a Corona per revenge porn, a quella di Antonio Medugno verso il giornalista per violenza sessuale ed estorsioni, fino all’autosospensione di Signorini da tutti gli impegni professionali in Mediaset. Ora, a distanza di qualche settimana, e dopo il suo interrogatorio in Procura (in cui ha rigettato tutte le accuse), il direttore editoriale di Chi ha rotto il silenzio con un lungo articolo sibillino sul magazine, in cui pur non parlando apertamente di niente e nessuno, fa ben capire la sua posizione.

Signori, l’editoriale su Chi parla chiaro: "Il silenzio non si presta ai titoli inventati"

Dopo le dichiarazioni rese spontaneamente in Procura, dove ha rigettato tutte le accuse di Medugno, Alfonso Signorini ha deciso di scrivere un lungo editoriale su Chi. Nessun riferimento diretto a fatti o persone, ma dalle sue parole pare chiaro si riferisca al periodo che sta attraversando:

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"Si crede che il silenzio nasconda. In realtà, spesso, rivela. Rivela sicurezza, consapevolezza, profondità. Rivela una cosa che oggi manca terribilmente: il senso del limite. Il limite tra ciò che è pubblico e ciò che è privato. (…) Tra ciò che è spettacolo e ciò che è vita".

Le parole del giornalista sono chiarissime e parlano della sua scelta di non esporsi ulteriormente nella bufera che lo ha travolto, lasciando che per lui agiscano i legali nelle sedi opportune, e scegliendo la strada del silenzio quasi come "Un atto sovversivo".

Per Signorini, la decisione di non commentare mai direttamente quanto sta accadendo dopo le accuse di Corona, è stata la scelta giusta per non prestare il fianco al trambusto mediatico fatto di "Like, share, titoli acchiappa-click, dichiarazioni ‘rubate’, sentenze gridate più delle accuse". Poi, una riflessione su come i media abbiamo trattato il caso, rimarcando ancora la volontà di non esporsi:

"Il silenzio non si presta ai titoli inventati, alle ricostruzioni fantasiose, ai processi sommari e improvvisati fatti a colpi di hashtag. La verità ha bisogno di tempo".


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