Caso Garlasco, un dettaglio dimenticato torna sotto esame: dubbi sui tappeti spostati nella scena del delitto
Dalla porta d'ingresso alla cucina, passando per i tappeti spostati e quelli ripresi dalle telecamere, cosa potrebbe essere sfuggito dai primi sopralluoghi.

Nel caso Garlasco, ogni dettaglio della villetta di via Pascoli continua a essere riletto alla luce delle indagini e delle analisi effettuate negli anni successivi all’omicidio di Chiara Poggi. Tra gli elementi tornati sotto esame ci sono anche i tappeti presenti nell’abitazione, la loro collocazione e soprattutto alcuni spostamenti avvenuti durante i sopralluoghi. Una questione che, almeno secondo la ricostruzione proposta da Gianca e da Fabio di WildlineCrime, meriterebbe di essere approfondita attraverso il confronto tra testimonianze, fotografie e filmati degli accertamenti.
Caso Garlasco: i dubbi emersi sui tappeto davanti alla porta
Uno degli episodi riguarda le operazioni del RIS condotte per individuare eventuali tracce non visibili a occhio nudo attraverso il luminol. Per questo tipo di esame è necessario ridurre al minimo la luce nell’ambiente, ma durante le operazioni sarebbe stato notato un passaggio luminoso proveniente dalla parte inferiore della porta d’ingresso.
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Entra nel canale WhatsAppPer oscurarlo, secondo la ricostruzione, venne utilizzato un tappeto rettangolare, delle dimensioni approssimative di 80 centimetri per un metro e mezzo, collocato proprio alla base della porta. Il punto controverso riguarda ciò che accadde dopo: secondo quanto viene sostenuto, non sarebbe possibile ricostruire con certezza da quale stanza provenisse quel tappeto, né stabilire se fosse stato adeguatamente documentato prima di essere spostato. La questione è soprattutto metodologica, perché la posizione originaria degli oggetti può diventare importante quando si cerca di ricostruire una scena del crimine a distanza di anni. Un oggetto spostato prima di essere fotografato o repertato può infatti rendere più complessa la ricostruzione delle condizioni iniziali dell’abitazione.
Omicidio Chiara Poggi: quanti tappeti c’erano nella villetta?
Un altro elemento nasce dal confronto tra le dichiarazioni rese dai familiari di Chiara e le immagini degli accertamenti. Nelle sommarie informazioni vengono indicati diversi tappeti e passatoie distribuiti nelle varie stanze: tre nella camera dei genitori, due nella camera di Chiara, uno nella stanza del fratello, due nel disimpegno al piano superiore, uno nella saletta TV, uno in bagno e uno in cucina. Proprio il confronto con fotografie e filmati sembrerebbe però evidenziare alcune differenze nella disposizione degli oggetti. Tra queste, viene segnalata l’assenza apparente di almeno un elemento nel salone rispetto a quanto riferito dai familiari.
I due tappeti dentro il paiolo
C’è poi un’immagine che alimenta ulteriormente gli interrogativi. Nei filmati realizzati durante gli accertamenti, dietro la porta d’ingresso compare un paiolo di rame e al suo interno si distinguono due tappeti arrotolati. Come evidenziato anche da Il Mattino, da qui nascono domande che, sulla base del materiale disponibile, non possono essere trasformate automaticamente in conclusioni: quando furono messi lì quei tappeti? Chi li spostò? Da quale ambiente provenivano? E soprattutto, furono esaminati per verificare l’eventuale presenza di sangue, materiale biologico, capelli, fibre o altre tracce? Sono interrogativi che si inseriscono nella più ampia rilettura degli accertamenti del 2007, durante i quali furono modificati o movimentati diversi elementi della casa.