Caso Fabrizio Corona, Rocco Siffredi interviene e spiazza tutti: “Non ce la faccio”, lo sfogo durissimo

Il pornodivo si è sfogato su Instagram pubblicando un reel esplosivo. A suo dire, la chiusura dei profili social del paparazzo sarebbe una violazione gravissima.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Rocco Siffredi si schiera apertamente con Fabrizio Corona. E lo fa nel giorno più delicato, dopo che Meta ha deciso di oscurare tutti i profili social dell’ex re dei paparazzi. Contro questa decisione si è espresso con forza il pornodivo, che ha pubblicato su Instagram uno sfogo durissimo, invitando tra l’altro i suoi followers a prendere le difese di Corona. Ecco di seguito tutta la storia.

Caso Corona, lo sfogo social e l’assist di Rocco Siffredi

"Abbiamo rimosso gli account per violazioni multiple degli Standard della community Meta". Così l’azienda di Mark Zuckerberg ha giustificato la chiusura dei canali social di Fabrizio Corona, ormai braccato da tutte le parti per le continue dichiarazioni esplosive contenute nel suo podcast Falsissimo. Ma a sorpresa, a prendere le sue difese oggi è stato l’attore hard Rocco Sifrredi, che raramente si espone in situazioni simili.

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In un reel pubblicato sul suo profilo Instagram, Siffredi si è rivolto ai follower con toni insolitamente cupi. "Ragazzi, mi piacerebbe dirvi buongiorno, ma non ce la faccio dopo quello che ho visto questa mattina", ha esordito il pornodivo. Poi ha proseguito con estrema durezza: "Cioè, oltre al fatto che gli hanno tolto i video, gli hanno bloccato Instagram, gli hanno chiuso ogni profilo, e questa sarebbe libertà d’ informazione? C’è solo uno che può fare informazione in Italia, un’unica emittente, e sapete come si chiama. Ragazzi tutti dalla parte di Corona, tutti!".

Insomma, per Siffredi, che non entra nel merito dei temi toccati da Corona, il vero problema sarebbe di carattere generale. Cioè il principio per cui una piattaforma come Meta può arrivare a ‘silenziare’ del tutto la voce di un singolo individuo. Una scelta che a suo dire violerebbe il diritto della persone alla libertà di informazione.

La posizione di Mediaset sul caso Corona

Rocco Siffredi si pone quindi agli antipodi rispetto a quanto dichiarato da Mediaset nelle scorse settimane. Con altrettanta durezza, l’azienda di Pier Silvio aveva infatti sottolineato la differenza abissale tra "libertà di espressione" e "libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone". Secondo i vertici del Biscione, quanto diffuso da Corona non solo non aveva nulla a che vedere con la verità, "ma nemmeno con il giornalismo, con il diritto di cronaca o con la libera manifestazione del pensiero". Si trattava dunque di una "reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualunque fondamento, menzogne che ledono la reputazione di una società quotata in Borsa e, ancora peggio, di tante persone, coinvolgendo in modo vergognoso anche le loro famiglie". L’esatto opposto di quanto sostenuto nel suo sfogo dall’attore Siffredi.


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